La Readership dei Principali Quotidiani

La settimana scorsa Audipress ha rilasciato i risultati sul lettorato di quotidiani e periodici per il periodo II/2022. Dopo aver ricostruito il lettorato, il numero di lettori, di quelli che Audipress definisce “replica digitale” dei quotidiani da II/2014 all’ultima rilevazione resa disponibile. E la readership complessiva dei quotidiani, nonché la mappa per regione di dove si legge più carta stampata. Oggi focalizziamo la nostra attenzione sul numero dei lettori dei cinque principali quotidiani nazionali per copie vendute.

Stando ai dati II/2022 di Audipress, complessivamente, in un giorno medio il 21.8% degli italiani sceglie uno dei principali quotidiani su carta o digitale replica per informarsi [11.554.000 lettori]. In sostanziale stabilità [+ 0.8%] rispetto alla rilevazione II/2021, ma in forte calo [- 40.3%] rispetto al periodo II/2014.

Di questi 1,9 milioni leggono la Gazzetta dello Sport, che torna ad essere il quotidiano più letto in Italia dopo che era stato scavalcato dai “cugini” del Corriere della Sera. 1,7 milioni leggono proprio il quotidiano di Via Solferino. Poco meno di 1,5 milioni leggono la Repubblica. Sono invece sotto il milione gli altri due quotidiani più letti in Italia, la Stampa e il Sole24Ore, rispettivamente con 882mila e 715mila lettori nel giorno medio.

Tre di questi cinque quotidiani, Gazzetta, Corriere e Stampa, vedono crescere il loro lettorato rispetto alla rilevazione II/2021. In particolare, la Gazzetta, che con con la chiusura degli esercizi commerciali, a causa delle restrizioni imposte durante la pandemia, aveva avuto un vero e proprio crollo, ora, con il ritorno alla “normalità”, vede crescere del 22.28% il numero dei propri lettori.

Osservando invece il trend nel lungo periodo, dalla rilevazione II/2014 a quella II/2022, la Gazzetta perde il 47.44% dei lettori. Repubblica il 41.06%. La Stampa il 37.35%. Il Corriere il 31.51%. E il Sole24Ore il 23.28%, realizzando così il risultato meno negativo pur perdendo circa un quarto dei lettori.

Tutto questo nonostante, per quanto riguarda la lettura delle copie digitali, l’incremento rispetto al periodo II/2021 sia del 17.9%. E sia esponenziale rispetto alla rilevazione II/2014, e tutte le successive sino a quella del 2020.

Non ci pare che ci sia molto altro da aggiungere. Se non che il “prodotto giornale”, al di là dell’introduzione del colore, è nella sostanza lo stesso di quello di cento, o più, anni fa. Invece di inutili, e costosi, restyling, sarebbe ora di rivederne completamente la concezione.

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