Giovani e Partecipazione Civica & Politica Online

La vulgata comune vuole che i giovani siano poco coinvolti e interessati alla politica. Se già la massiccia adesione nel tempo ai “Fridays for Future”, il movimento ambientalista internazionale di protesta, composto da studenti che decidono di non frequentare le lezioni scolastiche per partecipare a manifestazioni in cui chiedono e rivendicano azioni atte a prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico, smentiscono la tesi, arrivano ora i dati di Eurostat al riguardo.

Secondo i dati dell’ Istituto di Statistica Europeo mediamente nei Paesi della UE27 circa un quarto di coloro di età compresa tra 16 e 29 anni ha utilizzato la Rete per una qualche forma di partecipazione ad attività civiche o politiche. La maggior partecipazione avviene in Albania, Islanda e Irlanda. La minore a Cipro.

Forse a sorpresa, i giovani italiani sono nelle prime posizioni con il 38% di coloro di età compresa tra 16 e 29 anni che ha effettuato online una qualche forma di attività civica e/o politica. Una volta tanto siamo ben 17 punti percentuali al di sopra della media UE27 e molto al di sopra di Francia, Germania e Spagna.

Secondo un recente sondaggio condotto da Demos per la Repubblica gli italiani tra 18 e 29 anni nel 74% dei casi sono favorevoli al cosiddetto “ius scholae”. La percentuale più elevata di tutte le classi di età analizzate dall’istituto di ricerca. Del resto per la maggior parte dei giovani condividere i banchi, e la vita, con compagni e amici le cui origini non sono italiane è la realtà quotidiana. Una dato di fatto acquisito.

Soprattutto è un’indagine di Ipsos a chiarire la questione. Secondo i risultati del sondaggio condotto a giugno di quest’anno, almeno il 60% di chi ha un’età inferiore ai 35 anni in Italia ha un rapporto distante, distaccato, esterno, disaffezionato con la politica. Ma i motivi di tale distacco sono rinvenibili nelle diverse opinioni che attraversano l’universo giovanile.

Infatti, il 78% ritiene partiti e politici distanti e disinteressati ai problemi dei giovani e sempre il 78% afferma che stiamo vivendo in un periodo di grandi ingiustizie e sfruttamento. Il 72% si dice preoccupato per l’eccessivo potere delle multinazionali, mentre il 71% pensa che tutti i politici siano disonesti.

Non solo. Il 78% dei giovani ritiene il nostro modello economico iniquo, modellato per avvantaggiare solo ricchi e potenti. Un giudizio che conduce l’82% dei ragazzi a ipotizzare, per i prossimi anni, la crescita dello scontro tra popolo ed élite.

Per contro,  il 96% dei giovani auspica un maggior impegno e sacrifici per tutelare l’ambiente e combattere i cambiamenti climatici. L’85% apprezza politici e movimenti in grado di costruire proposte dal basso e condivise. Il 75% dei giovani vuole sentir parlare di solidarietà, mentre il 67% condanna qualunque atto o atteggiamento discriminatorio o razzista.

Insomma, appare chiaro che non sono i giovani a disinteressarsi alla politica, ma è la politica che non si interessa adeguatamente, come dovrebbe, ai giovani e alle loro istanze. Non a caso, ad esempio, il video di Giuseppe Conte su TikTok, nel quale il leader del Movimento 5 Stelle si rivolge direttamente ai ragazzi, è il video di un politico che ha generato maggior engagement, con quasi 5,5 milioni di visualizzazioni.

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