Le Vendite di Quotidiani a Gennaio 2022

Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] ha rilasciato i dati relativi alle vendite di quotidiani nel gennaio di quest’anno. Abbiamo elaborato i dati dei principali quotidiani nazionali e pluriregionali analizzando il totale delle vendite individuali [e NON le diffusioni, come fanno altri, che servono solo a gonfiare le cifre], le vendite delle copie vendute in edicola e le copie digitali vendute ad un prezzo almeno pari al 30% di quello della versione cartacea.

Ricordiamo che per totale vendite individuali pagate dall’acquirente, si intende il totale risultante dalla sommatoria delle vendite individuali cartacee, degli abbonamenti individuali cartacei pagati e delle vendite copie digitali individuali, che sono comprensive anche delle vendite di copie digitali ad un prezzo inferiore al 30% della corrispondente versione cartacea. Dunque, tali copie individuali sono quelle pagate direttamente dal singolo acquirente. Sono escluse vendite e abbonamenti multipli, sia del cartaceo che delle copie digitali, che spesso sono frutto di fantasiose operazioni di marketing, diciamo.

È stato un inizio d’anno decisamente nero per i principali quotidiani del nostro Paese. Su sedici quotidiani che monitoriamo solamente per tre di questi vi è una crescita del totale delle vendite individuali rispetto al gennaio 2021.

Resta leader il Corriere della Sera seguito da Repubblica. Per quanto riguarda il totale vendite individuali, a gennaio di quest’anno, la Repubblica perde circa sei volte tanto rispetto al Corriere. Il quotidiano diretto da Molinari registra infatti un calo del 13.1% rispetto a gennaio 2021, mentre quello diretto da Fontana perde “solamente” il 2.2%.

Anche per quanto riguarda le vendite in edicola Repubblica perde più del suo diretto concorrente: -14.9% Vs – 9.2%, ma in via Solferino hanno comunque poco di che gioire.

Cambia il panorama invece per quanto riguarda le vendite di copie digitali vendute ad un prezzo almeno pari al 30% della corrispondente versione cartacea. In questo caso la leadership è di Repubblica. Si riduce però rispetto ai mesi precedenti la differenza tra i due quotidiani visto che il Corriere vende il 2.5% in più rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente, mentre invece Repubblica cala del 0.3%.

Dunque la crescita di differenza di copie tra i due è dovuta in minima parte alle vendite in edicola mentre è prevalentemente generata dalla vendita di copie digitali ad un prezzo inferiore ad almeno il 30% di quello dell’edizione cartacea. Per la precisione, a gennaio, il Corriere ha venduto 47.935 copie digitali a meno del 30% e 33.810 a più del 30%.  Repubblica 34.673 ad almeno il 30% di quello dell’edizione cartacea e solo 11.855 ad un prezzo inferiore.

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Per quanto riguarda le altre testate, come anticipavamo, sono solamente tre quelle che crescono rispetto al gennaio 2021. Due dei tre principali quotidiani sportivi: Gazzetta dello Sport [+ 18.8%] e Corriere dello Sport [+2.5%].

La Verità cresce addirittura del 27.8% rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente e anche del 9.5% in confronto a dicembre 2021. Il quotidiano diretto da Belpietro diventa leader di vendite tra i giornali di centro-destra visto che invece il Giornale perde il 29.1% e Libero il 15,3% rispetto a gennaio 2021, ma la sommatoria delle vendite dei tre giornali è comunque inferiore a quelle dell’anno scorso. E per tutti e tre i giornali in questione le vendite di copie digitali sono assolutamente marginali, anche se La Verità le triplica in un anno.

Decisamente negativo l’inizio d’anno per il quotidiano di Confindustria che complessivamente perde quasi il 10% e in edicola registra un calo di copie del 25.5%. Negativo seppur in misura minore anche l’andamento delle vendite di copie digitali: -6.4%. Non a caso, verso la fine di febbraio, il Piano industriale 2022-2025 approvato e di complessiva revisione al ribasso dei ricavi del Gruppo rispetto al piano 2021-2024.

Non decollano le vendite di copie digitali con solo sette quotidiani, inclusi Corriere e Repubblica, a vendere più di 5mila copie nel giorno medio di gennaio. Per quattro di questi le vendite sono inferiori rispetto a un anno fa.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio di tutte le testate prese in esame. Resta da vedere se la drammatica situazione in Ucraina darà impulso alle vendite di febbraio, e marzo, ma considerando i trend durante la prima fase della pandemia saremmo portati ad escluderlo.

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