DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di copie digitali dei quotidiani.

Secondo i risultati del rapporto annuale “Journalism, Media, and Technology Trends and Predictions 2022” del Reuters Institute for the Study of Journalism, un numero maggiore di editori prevede di portare avanti le strategie tese ad incrementare gli abbonamenti digital/online quest’anno, con la maggior parte degli intervistati [79%] che afferma che questa sarà una delle loro priorità di entrate più importanti, prima della pubblicità display e nativa.

Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] ha reso disponibili i dati delle vendite dei quotidiani a novembre 2021. Abbiamo scelto di analizzare in maniera specifica le vendite delle copie digitali dall’inizio dell’anno ad oggi. In particolare, delle 56 testate che aderiscono a ADS, abbiamo selezionato i 16 quotidiani nazionali o pluriregionali, considerando esclusivamente le copie vendute ad almeno il 30% del prezzo di vendita al pubblico della corrispondente versione cartacea. Sono dunque escluse vendite e abbonamenti multipli, che spesso sono frutto di fantasiose operazioni di marketing, diciamo.

A vedere i dati pare che in Italia per la stragrande maggioranza degli editori di quotidiani l’ipotesi di lavoro di ottenere ricavi significativi dalla vendita di contenuti giornalistici online/digital sia una speranza che se non è vana certamente richiederà tempi molto lunghi. Del resto stando al rapporto di PWC, “Entertainment & Media Outlook in Italy 2021-2025”, nel 2020 fatto 100 i ricavi diffusionali dei quotidiani italiani quelli derivanti dalla vendita del prodotto cartaceo pesano ancora oggi l’87.9% del totale, e PWC prevede che la situazione cambi di poco o nulla da qui al 2025.

Complessivamente emergono tre fenomeni:

  1. In molti casi le copie vendute a prezzi stracciati, al di sotto di almeno il 30% del prezzo della versione tradizionale di carta, sono superiori a quelle vendute invece ad un  prezzo pari o superiore al 30% del quotidiano di carta. È il caso del Corriere della Sera piuttosto che del Sole24Ore, ma anche di altre testate;
  2. Le vendite di copie digitali nel complesso restano comunque marginali rispetto alle vendite in edicola nonostante queste sia costantemente in calo mese dopo mese;
  3. Di 56 quotidiani rilevati da ADS solamente 5 attualmente hanno vendite di copie digitali superiori alle 10mila unità nel giorno medio del mese. Delle 16 testate che abbiamo analizzato solo una vede crescere le vendite di copie digitali rispetto a ottobre, e la maggior parte vede un trend di vendite calanti rispetto all’inizio del 2021.

Se questo è lo scenario generale, analizzando il dettaglio delle vendite di copie digitali, così come definite, delle singole testate da noi prese in considerazione emergono ulteriori elementi d’interesse.

Repubblica resta leader e la distanza dal Corriere della Sera aumenta lievemente, e per entrambe le testate, dopo il massimo raggiunto a maggio di quest’anno, il trend è calante, negativo. Lo stesso vale per i due contendenti per il terzo posto, Il Fatto Quotidiano e Il Sole24Ore, che si scavalcano l’un l’altro a seconda dei mesi ma sono comunque in flessione.

Dunque, nonostante si venda a prezzi da saldo, tre dei primi cinque quotidiani per vendite di copie digitali registrano tutti una flessione, più o meno accentuata, delle copie. Appare evidente anche al più sprovveduto che c’è un serio problema di prodotto. E nonostante molti publisher utilizzino sistemi non esattamente ortodossi per trattenere gli abbonati questi calano.

Per gli altri quotidiani presi in esame le vendite di copie digitali sono ancor più marginali, se possibile, con un incidenza davvero scarsa, se non scarsissima, sul totale delle vendite. Non a caso, secondo l’Osservatorio Digital Content, della School of Management del Politecnico di Milano, cresce la fruizione delle news, ma la spesa degli italiani per l’informazione digital/online resta ai minimi termini.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio del trend di vendite nei primi undici mesi del 2021 di tutti i giornali presi in esame.

[clicca per ingrandire]

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