La Dinamica dei Prezzi di Quotidiani & Periodici

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni [AGCOM] ha pubblicato i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni n2/2021, relativi al periodo di riferimento 31 marzo – 30 giugno 2021.

Si conferma la tendenza in calo già registrata nei precedenti Osservatori: nel mese di giugno 2021, la vendita di quotidiani [copie cartacee e copie digitali complessive] è pari a circa 49,5 milioni di copie, in flessione del 2% su base annua. Con riferimento all’intero periodo considerato [giugno 2017 – giugno 2021], le copie giornaliere cartacee complessivamente vendute dai principali editori passano da 48 a 29 milioni di unità con una contrazione del 40%. Contestualmente, le copie digitali risultano in netto calo, se si considera l’intero periodo [-5 punti percentuali] ma in aumento se si considerano i valori di giugno 2020 [+6 punti percentuali].

Se questa è la, tragica, situazione della vendita di copie, il confronto a livello europeo delle variazioni dei prezzi di quotidiani e periodici offre ulteriori elementi di riflessione.

Infatti, secondo la classificazione relativa agli indici dei prezzi al consumo armonizzati, nell’ultimo anno l’Italia è il Paese nel quale i prezzi dei quotidiani sono aumentati di meno. L’1.3% rispetto ad un incremento medio nella UE27 del 3.7%. Dinamica che si acuisce ulteriormente osservando il trend negli ultimi cinque anni. Nel periodo l’aumento in Italia è stato del 5.2% contro una media UE27 del + 17.5%.

Anche analizzando le variazioni negli ultimi dieci anni il panorama cambia di poco. L’aumento in Italia è stato del 23.1% rispetto ad una media UE27 del 45% e ad una crescita dei prezzi in Germania addirittura del 57.8%.

Si tratta di dinamiche che abbiamo evidenziato da tempo, ottenendo lo stupore, tra gli altri, di Marco Travaglio. E che evidenziano quanto approssimativa, diciamo, sia la gestione del portfolio prodotti per la maggior parte degli editori di quotidiani.

Infatti, è uno degli elementi basici del marketing che quando il ciclo di vita di un prodotto è calante, come lo è assolutamente quello dei quotidiani, il prodotto è “cash cow“. Da mungere per generare risorse da allocare altrove.

La domanda è ormai relativamente inelastica. Da un lato la sempre meno folta schiera di “amatori” ha una abitudine talmente consolidata da poterli paragonare ai fumatori da un certo punto di vista. Inoltre, pur a fronte di un prevedibile calo delle vendite, questo calo non sarà proporzionale all’aumento di prezzo essendo la domanda, appunto, relativamente inelastica.

Quindi, tra possibile ulteriore calo della vendita di copie ed aumento di prezzo, anche a fronte della riduzione di costi per la stampa e distribuzione di meno copie, il vantaggio in termini di ricavi è assicurato. Non implementare, come è avvenuto sinora, i possibili, e doverosi, aumenti di prezzo, è l’ennesimo errore strategico degli editori, che a cascata ricade su tutta la filiera “tradizionale” editoriale.

[clicca per ingrandire]

Social
Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.