DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare del NYTimes.

Il quotidiano statunitense ha rilasciato i risultati relativi al secondo trimestre del 2021. Non mancano i motivi d’interesse nell’analizzare il bilancio trimestrale.

Complessivamente i ricavi si attestano a 498,5 milioni di dollari contro i 403,7 del secondo trimestre 2020 [+ 23.5%]. Soprattutto, contrariamente a quello che, ad esempio, avviene per RCS Mediagroup piuttosto che per il Gruppo Sole24Ore, in netto rialzo rispetto al periodo pre-pandemia in cui “la signora in grigio” aveva realizzato ricavi per 436,2 milioni.

Dei 498,5 milioni di ricavi del 2° trimestre di quest’anno 339,2 sono generati dalla vendita di contenuti editoriali. Pari al 68% del totale dei ricavi. I ricavi da advertising sono invece 112,7 milioni. In crescita del 66,4% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Di questi, la raccolta pubblicitaria digital/online cresce del 79.6%, e anche quella del cartaceo cresce di ben il 48%.

Se questa è l’estrema sintesi dei risultati del quotidiano d’oltreoceano, il focus sulla parte relativa ai ricavi diffusionali fornisce ulteriori elementi d’interesse, e di riflessione.

A fine giugno gli abbonati al NYTimes sono poco meno di 8 milioni [+21.3%]. Di questi poco più di 800mila per la versione cartacea [-4.4%], 5,3 milioni all’edizione digitale/online [+21.5%] e 1,8 milioni agli altri prodotti editoriali [cooking e games – cruciverba ed altri – + 40.5%]. Dunque gli altri prodotti editoriali hanno il maggior tasso di crescita, e un peso tutt’altro che trascurabile sui ricavi del quotidiano.

[clicca per ingrandire]

Complessivamente gli abbonati ai prodotti online/digital del quotidiano crescono del 25.8% rispetto al 2°trimestre 2020. Seppure si tratti indubbiamente di un risultato straordinario, negli ultimi due trimestri si nota un netto rallentamento nella crescita rispetto al trend precedente.

Numeri che comunque rendono più che alla portata l’obiettivo dichiarato di raggiungere i 10 milioni di abbonati al versione online/digital del giornale entro il 2025, ma che rendono necessario uno sforzo non trascurabile. Infatti, su 971,5 milioni di ricavi complessivi nei primi sei mesi del 2021 ben 113,7, pari all’11.7%, sono stati investiti in attività di sales e marketing.

Per avere un  termine di paragone, si tratta di un’incidenza sul fatturato superiore a quella di Facebook. E certamente si tratta altrettanto di un livello di investimento che praticamente nessun altra testata al mondo è in grado di effettuare.

Insomma, appare chiaro che il modello del NYTimes è difficilmente replicabile in Europa, e tanto più in Italia. E, secondo quanto dichiarato dal CEO, Meredith Levien, viene fortemente promossa la sottoscrizione congiunta di notizie, cucina e giochi [all digital access] e, in autunno verrà lanciato un prodotto Wirecutter a pagamento.

[clicca per ingrandire]

Infine, l’altro elemento d’interesse emergente dalla trimestrale è che a fine giugno 2021 gli abbonati al prodotto cartaceo pesano il 10.1% dei circa 8 milioni di abbonati in totale ma, seppure i ricavi dagli abbonamenti online/digital pesino ormai più della metà del totale dei ricavi diffusionali, i ricavi del cartaceo pesano comunque ben il 43.9% del totale.

Insomma, allo stato attuale delle cose, e per molti anni ancora, il prodotto cartaceo è tutt’altro che destinato a scomparire. L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati analizzati.

[clicca per ingrandire]

Social
Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.