DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare dei ricavi da advertising di Amazon.

Amazon ha presentato ieri i risultati relativi al primo trimestre 2021. Complessivamente Amazon supera le stime sugli utili con $ 108,5 miliardi di ricavi nel primo trimestre, in crescita del 44%, e profitti per $ 8,1 miliardi, in crescita del 224%.

Gli altri ricavi, che, come segnala Amazon stessa nelle note ai dati del bilancio trimestrale, sono costituiti prevalentemente dalla raccolta pubblicitaria, raggiungono i 6.9 miliardi di dollari. In crescita del 76.7% rispetto al primo trimestre 2020, con un peso che arriva al 6.3%% del totale ricavi nel trimestre. Superando di gran lunga il tasso di crescita del mercato pubblicitario online.

Certo, siamo ancora ben distanti dai 44.6 miliardi di ricavi generati dall’advertising per Google nello stesso periodo, ed anche dai 25.4 di Facebook, ma oltre i 6 di YouTube, e circa dieci volte al di sopra della raccolta pubblicitaria di Snapchat, ma anche quasi sette volte tanto quella di Twitter.

Il fatto di pagare solo per i click, ma non per le visualizzazioni, come Google, ma non come Facebook, dove invece, come sappiamo, è possibile condurre campagne tese a visualizzare un determinato messaggio, costituisce un sicuro vantaggio competitivo, come del resto rimarca Amazon stesso.

Soprattutto è la possibilità di avere messaggi promozionali all’interno della stessa piattaforma nella quale si vendono i propri prodotti che non poteva che essere di grande appeal per le imprese.

Insomma, è chiaro che il “terzo incomodo” nel duopolio Google – Facebook, che controlla buona parte del mercato pubblicitario online, è Amazon. E lo sarà sempre di più.

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