Il Trend di Vendite dei Quotidiani in Italia dal 2013 al 2020

Dopo aver analizzato le vendite nel 2020 dei quotidiani nazionali, abbiamo scelto di analizzare il trend complessivo delle vendite di tutti i sessanta quotidiani di cui Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] certifica, appunto, le vendite.

Prima di entrare nel merito, al riguardo, segnaliamo che ADS in questi giorni ha comunicato che è stato approvato il nuovo regolamento per una nuova rappresentazione dei dati. In particolare si legge che «La nuova rappresentazione dei dati introduce due nuove dimensioni: il totale vendite individuali e il totale vendite multiple. Questa novità segna il superamento della separazione tra copie cartacee e copie digitali: le due tipologie vengono affiancate, in linea con le abitudini e i comportamenti attuali».

Stando agli ultimi dati Audipress, diffusi di recente, relativi al lettorato dei quotidiani nel 2020, la readership delle repliche digitali, delle copie digitali dei quotidiani, pesa poco più del 10% del totale. Inoltre, se si escludono Il Sole24Ore, Il Fatto Quotidiano, e Il Manifesto, i cui volumi di vendita per quest’ultimo sono però complessivamente modesti, per tutti gli altri quotidiani del nostro Paese le copie digitali hanno un’incidenza davvero ridotta, o nulla, sul totale delle vendite.

Ed ancora, come vedremo di seguito, per i sessanta quotidiani le cui vendite sono certificate da ADS, a fine 2020, l’incidenza delle copie digitali è del 12%.

Non si capisce dunque quali siano i mutamenti di «abitudini e i comportamenti attuali» che inducono ADS a modificare il proprio regolamento. Come dice il proverbio, a pensar male ci s’indovina e, dalla nostra prospettiva, l’impressione è che il nuovo regolamento, del quale «gli approfondimenti sulla composizione della diffusione totale e le novità, anche delle definizioni, introdotte dal nuovo Regolamento verranno forniti in occasione della prima pubblicazione dei dati» [il 29 marzo prossimo venturo], sia più che altro uno stratagemma, diciamo, per nascondere gli insuccessi nelle vendite di copie digitali.

Tutto ciò premesso, dalla nostra analisi del trend 2013 – 2020 emerge quanto segue. Le vendite nel giorno medio a Dicembre passano da un totale di 3.092.865 copie nel 2013 a 1.569.106 nel 2020. Un calo del 49.26%. Praticamente in sette anni le vendite dei quotidiani nella loro versione tradizionale cartacea si sono dimezzate.

A proposito di quanto scrivevamo in apertura, non va meglio per le copie digitali. Se infatti le vendite della replica digitale dei quotidiani, a dicembre 2020, crescono rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente, a dicembre 2013 le vendite erano pari a 251.397 copie. Poi hanno toccato il loro massimo nel dicembre 2014 con 292.454 copie vendute. E ora a dicembre 2020 sono pari a 216.370 copie. Questo significa un calo del 13.93% rispetto al 2013 e del 14.04% rispetto al picco massimo del 2014.

L’incidenza delle copie digitali cresce da un peso del 7.52% a dicembre 2013 ad una quota del 12.12% sul totale complessivo delle vendite di quotidiani a fine 2020. Una crescita di meno di cinque punti percentuali in sette anni. Non certo “esplosiva”. Inoltre, questo avviene non perchè brillino le vendite ma perchè, come abbiamo visto, il loro calo è inferiore a quello delle copie cartacee.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati sin qui sintetizzati. Non ci pare sia necessario aggiungere altro per completare il quadro dello scenario.

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