DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di Facebook.

Il social più popoloso del pianeta ha presentato i risultati relativi al quarto trimestre del 2020. Gli utenti attivi giornalieri di Facebook erano in media 1.84 miliardi a dicembre 2020, con un aumento dell’11% anno su anno. Gli utenti attivi mensili al 31 dicembre 2020 erano invece 2.80 miliardi, con un aumento del 12% anno su anno.

I family daily active people, ovvero coloro che nel giorno medio hanno utilizzato una delle piattaforme social della “famiglia” di Facebook, sono stati in media di 2.60 miliardi a dicembre 2020, con un aumento del 15% anno su anno. Mentre i family monthly active people sono stati ben 3.30 miliardi al 31 dicembre 2020, con un aumento del 14% anno su anno.

Complessivamente la famiglia di piattaforme social di Facebook ha una penetrazione del 70.8% sul totale di coloro che utilizzano Internet nel mondo.

Stando a quanto ha dichiarato Mark Zuckerberg a commento dei risultati, più di 200 milioni di aziende, per lo più piccole imprese, utilizzano i gli strumenti gratuiti per raggiungere i propri clienti, o potenziali tali. E più di 600 milioni di persone sono membri di un gruppo su Facebook che considerano significativo nella loro vita rispetto ai propri interessi.

Numeri da capogiro che però nascondono qualche primo segnale di “social media fatigue”. Infatti, in paricolare in USA e Canada, se si osserva il trend degli utenti attivi giornalieri, per il secondo trimestre consecutivo se ne registra un calo. Un fenomeno che colpisce anche l’Italia, stando ai dati forniti da AGCOM.

Segnali deboli, per il momento, che, secondo noi, sono il frutto dell’aumento dell’uso dei giochi come mezzo per socializzare, che è stato accelerato durante le misure di blocco del COVID-19. Infatti, gli spazi all’interno dei giochi online vengono utilizzati anche come punti di raccolta in cui i giocatori socializzano e vivono eventi dal vivo.

Stiamo entrando nella nuova era dei social con separazioni sempre più labili tra le diverse piattaforme social e quelle di gaming. E qualcuno già a fine anno parlava di “Social Networking 2.0”.

Segnali deboli, appunto, per così dire, che non sono per niente da trascurare, anzi. Ai quali  Facebook sta crecando di reagire, anche, sviluppando strumenti di newsletter per giornalisti e scrittori, inclusi strumenti per aiutare a creare follower, curare elenchi di e-mail e altro ancora. Probabilmente “il mondo non sarà più come prima” neppure per il mondo dei social, a partire da Facebook naturalmente.

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