DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di parlare di audience dell’informazione.

Audiweb ha diffuso i dati relativi alla total digital audience nel mese di ottobre. Più di altre volte sono diversi i motivi d’interesse relativi ai dati diffusi dall’istituto di rilevazione.

Il primo è che coloro che hanno usato Internet nel mese di ottobre sono 44.1 milioni. In crescita del 4.5% rispetto a settembre e allo stesso livello di aprile, durante il lockdown di questa primavera.

Rispetto a questa tendenza il comparto delle news, che Audiweb raggruppa nella sottocategoria “current events & global news”, raggiunge 38.8 milioni di utenti unici mensili. Quindi l’87.3% di coloro che hanno utilizzato Internet nel mese di ottobre ha visitato almeno una volta nel mese un sito d’informazione. Un livello di penetrazione non trascurabile.

La sottocategoria “current events & global news” proporzionalmente cresce di più rispetto alla crescita della total digital audience e mette a segno un +5.7% rispetto a settembre. L’audience complessiva delle news, come mostra l’infografica sottostante, non è ancora ai livelli di marzo e aprile ma è comunque superiore a maggio quando, sino al 18 del mese, eravamo chiusi in casa.

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Se questo è il quadro generale, per quanto riguarda l’audience dei diversi siti d’informazione la cosa che balza immeditamente all’occhio è che mell’eterna “guerra” tra i due leader, Corriere e Repubblica, il quotidiano di via Solferino, per la terza volta quest’anno sorpassa il giornale diretto da Molinari.

È interessante notare come questo avvenga in concomitanza con l’acuirsi della diffusione della pandemia. Infatti le altre due volte che il Corriere aveva avuto un maggior numero di utenti nel giorno medio era stato ad aprile e a maggio.

Si tratta di una tendenza che, stando a quanto riportato, proseguirebbe anche nel mese di novembre, con il giornale diretto da Fontana che in più giornate ha scavalcato Repubblica. Il 2 novembre il Corriere ha fatto più 54 per cento su Repubblica, il 20 novembre più 75 per cento.

La strada per gli Elkann pare tutta in salita. Da un lato non si placano i dissidi interni e la nuova gestione manageriale è spesso motivo di scontro con la redazione, come avvenuto anche di recente in riferimento alla diffusione del documento “Valori e missione editoriale di Gedi” che ha avuto un’accoglienza tutt’altro che entusiasta da parte dei comitati di redazione delle testate del gruppo editoriale.

Dall’altro lato, sempre ad ottobre, le vendite di Repubblica calano di più di quelle del Corriere e, se questo non bastasse, secondo i  i dati Audipress 2020/II, gli ultimi disponibili rilasciati a fine novembre, Repubblica è anche il quotidiano che perde più lettori rispetto ai principali quotidiani del nostro Paese.

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Delle venti testate che monitoriamo, nonostante come abbiamo visto l’audience complessiva delle news sia in crescita ad ottobre, sono sei quelle che vedono calare la propria audience rispetto a settembre. Se si esclude “Leggo”, che perde il 7.21% rispetto a settembre, e che anche durante il lockdown di primavera era stata una delle, poche, testate a veder calare il nuomero di visitatori al proprio sito, tutte le testate che vedono una contrazione sono “all digital”, non hanno una corrispondente versione cartacea.

La peggior performance è de Linkiesta. Il quotidiano diretto da Rocca non solo è fanalino di coda di tutte e venti le testate da noi prese in considerazione ma perde ben il 39.02% rispetto al mese precedente. Molto negativa anche la performance di Notizie.it che lascia sul terreno il 38.66% dell’audience rispetto a settembre, anche se i valori assoluti sono di dieci volte superiori a quelli de Linkiesta.

Restando alle testate all digital, Upday riprende a crescere [+34.91% vs settembre] dopo mesi di apparente calo. Infatti dalle verifiche effettuate pare che alcune modifiche tecniche di Audiweb abbiano penalizzato più di quanto avvenisse in realtà l’aggregatore di notizie di Samsung “powered by Axel Springer”. Aggregatore di notizie così definito convenzionalmente poichè in realtà ha una sua redazione, e naturalmente un suo direttore, che selezionano le news. Si tratta di una realtà molto interessante alla quale dedicheremo un approfondimento specifico prossimamente.

Non è solamente Upday a crescere in maniera esponenziale. E sono anche in questo caso sei le testate che vedono crescere la propria audience del 30 per cento, o più. Di queste, ancora una volta, cinque sono testate all digital. L’unico quotidiano online con una corrispondente versione cartacea che “vola” è la Stampa. Il quotidiano diretto da Giannini cresce infatti del 31.74% rispetto a settembre.

La testata che ha il maggior tasso di crescita è AGI al +47.11%, ma i valori assoluti di audience nel giorno medio restano comunque relativamente contenuti. Anche un’altra agenzia di stampa, anzi, senza nulla togliere agli altri, l’agenzia di stampa per eccellenza, ANSA, cresce di quasi il 30 per cento [+29.53%].

Pure Fanpage cresce nettamente [+33.82%] e, come era già avvenuto a febbraio, marzo e aprile, sfonda il muro dei due milioni di utenti unici nel giorno medio, divenendo la quarta testata con la maggior audience tra le venti da noi prese in considerazione.

È boom anche per il Post. Il quotidiano diretto da Sofri cresce di ben il 40.08% rispetto al mese precedente. Trattandosi di una testata che contribuisce decisamente meno di altre all’infodemia su coronavirus e dintorni si tratta di una notizia buona non solo per il quotidiano in questione ma anche più in generale per l’informazione nel nostro Paese.

Importante anche la crescita del Sole24Ore. Il quotidiano di Confindustria mette a segno un +21.39% rispetto al mese precedente. Evidentemente le tematiche economiche legate alla pandemia, ristori ma anche superbonus 110% e altro ancora, attirano una porzione di pubblico consistente.

Appena sotto il 20% [+ 19.26%] la cerscita del quotidiano diretto da Gomez nella sua versione online. Il Fatto, così come Fanpage, supera la barriera dei due milioni di utenti unici, come era avvenuto nel periodo del lockdown primaverile. L’infografica sotto riportata fornisce il dettaglio di tutte le altre testate prese in esame.

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Infine, per completare la panoramica sull’informazione online nel nostro Paese, segnaliamo il “caso” di Mashable Italia. L’edizione italiana della nota testata dedicata a tecnologia e innovazione, lanciata a settembre dello scorso anno, e che nelle intenzioni doveva rivolgersi in particolare a un pubblico millennial, non decolla, anzi.

Come mostra l’infografica sottostante, dopo aver raggiunto il proprio massimo a febbraio di quest’anno, su valori già di per sè contenuti, ha iniziato una discesa che ha portato Mashable sino ad un  minimo di 3 mila utenti unici nel giorno medio. E anche se settembre e ottobre sono in rialzo l’audience è quella di un blog non di una testata con un team di giornalisti, e i suoi costi.

Del resto basta anche una rapida occhiata al sito delle testata in questione per capire che non regge il confronto con Wired, per citare un’altra testata dello stesso segmento “costola” di una versione nata originariamente al di là dell’oceano. Un’altra gatta da pelare, olre a quelle sopra riportate, per il gruppo Gedi, che prima o poi dovrà anche decidere che fare di HuffPost Italia visto che il suo socio, Verizon Media ha venduto a metà novenbre a Buzzfeed il newsbrand, comprese le edizioni internazionali e dunque anche quella italiana.

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