L’Assenza di Pluralismo nei Talk Show di Mediaset

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni [AGCOM] ha pubblicato i dati relativi al pluralismo politico/istituzionale in televisione, per quanto riguarda il periodo 1/30 novembre 2020.

Avevamo già [di]mostrato, dati alla mano come d’abitudine, a cosa serva possedere delle televisioni. Evidenza che peraltro si conferma mese dopo mese, e naturalmente anche con gli ultimi dati di novembre, con Forza Italia che ha oltre il 30% di “tempo di antenna” [il tempo complessivamente dedicato al soggetto politico-istituzionale ed è dato dalla somma del “tempo di notizia” e del “tempo di parola” del soggetto] nei TG di Mediaset.

Oggi, tra i molti dati d’interesse rilasciati da AGCOM, abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione su quelli relativi al “tempo di parola” [indica il tempo in cui il soggetto politico/istituzionale parla direttamente in voce] all’interno dei talk show, e più in generale nei programmi “extra-TG”.

Per quanto riguarda la RAI i programmi monitorati sono i seguenti. Rai1: Da Noi…A Ruota Libera, Domenica In, Italia Sì, La Vita In Diretta, Oggi È Un Altro Giorno, Porta A Porta, Rai 1 E Tg1 – Speciale Porta A Porta, Sette Storie, Storie Italiane, Tg1 Diretta: Grazie Gigi – L’Ultimo Saluto A Gigi Proietti, Uno Mattina, Uno Mattina In Famiglia, Uno Mattina Prima Pagina. Rai2: 1938 Diversi, Il Nostro Capitale Umano, Ore 14, Piu’ O Meno, Premio Cimitile – Xxv Edizione, Protestantesimo, Restart, Stop And Go. Rai3: Cartabianca, 1/2h In Piu’, Agora’, Blob Di Tutto Di Piu’, Che Succ3de?, Che Tempo Che Fa – Il Tavolo, Che Tempo Che Fa, Frontiere, Il Terremoto – Irpinia 1980, Le Parole Della Settimana, Le Parole Per Dirlo, Mezz’Ora In Piu’ – Il Mondo Che Verrà, Mi Manda Raitre, Mi Manda Raitre In +, Quante Storie, Report, Speciale Mezz’Ora In Piu’ – Il Mondo Che Verra’, Titolo Quinto.

Ebbene, come mostra l’infografica sottostante [dati: hh:mm:ss], complessivamente, vi è un buon equilibrio tra le forze di governo e quelle di opposizione che sono circa alla pari, “fifty-fifty”, includendo tra le forze di governo Italia Viva. Anche se non si può non notare come lo spazio dato a Forza Italia sia superiore a quello per il M5S, per non parlare di quello dato alla Lega.

Dati che tra le altre cose smentiscono l’accaloramento di Anzaldi, deputato di Italia Viva e membro della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che parla di «Occupazione selvaggia del M5S in Rai».

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Per Mediaset invece sono stati analizzati i seguenti programmi extra-tg. Dritto E Rovescio, Fuori Dal Coro, La Notte Americana, Live Non È La D’Urso, Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Quarta Repubblica, Stasera Italia, Stasera Italia Speciale, Stasera Italia Weekend.

Ebbene, rispetto al generale equilibrio, seppur precario, della RAI, in questo caso la situazione è molto diversa. Infatti, all’interno dei talk show di Mediaset il “tempo di parola”, così come definito, dedicato ai partiti di opposizione è circa i due terzi [64.35%] del totale.

Se non fosse una questione seria farebbe persino sorridere il fatto che Noi con l’Italia- USEI – Cambiamo! – Gruppo Misto abbiano più del doppio del tempo di parola del Movimento 5 Stelle.

Ma purtroppo c’è ben poco di cui sorridere. Qualsiasi voce dissidente o “fastidiosa” rispetto agli interessi di parte viene silenziata, con Liberi e Uguali che praticamente scompare, così come avviene altrettanto nei telegiornali del biscione.

Se oltre agli ascolti di questi programmi, che comunque nel complesso non sono affatto trascurabili, si considera anche l’amplificazione attraverso i social, si comprende che la portata di ciò che non può essere che definito come evidente faziosità è tutt’altro che marginale.

Ora, dato che i conduttori di questi programmi, se si esclude Barbara d’Urso, sono tutti giornalisti, non si capisce che ci stiano a fare l’Ordine dei Giornalisti e i suoi regolamenti, che parlano espressamente di «buona fede», che è da intendersi al pari della «diligenza del buon padre di famiglia» a livello legale, piuttosto che di «mantenimento del decoro e della dignità professionali» e/o di «rispetto della dignità dell’Ordine professionale».

Concetti e principi che non ci pare vadano a braccetto con una faziosità pour cause quale quella dei talk trasmessi da Mediaset. Se non chiediamo troppo, ci piacerebbe avere una risposta circostanziata al riguardo. Grazie in anticipo.

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