DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di “stories” di Instagram e advertising.

Socialinsider, e la società di marketing video Wave video, hanno analizzato più di 661 mila storie di Instagram su un totale di 6.602 profili aziendali e 64.571 annunci di storie pubblicati tra Aprile 2019 e Settembre 2020.

I sette punti principali emergenti dalla desk research evidenziano che:

1.  I brand pubblicano una media di 7-8 storie al mese, ma pubblicare fino a 5 storie al giorno garantisce un tasso di fidelizzazione superiore al 70%;
2.  La maggior parte degli abbandoni avviene entro le prime 3 storie;
3.  Il 52% delle storie sono video e sovraperformano le storie di immagini sia in termini di tap forward che di exit rate;
4.  I video story stimolano anche più conversazioni, poiché il tasso di risposta è più alto su tutta la linea;
5.  Nonostante registrino tassi di copertura elevati, i brand con meno di 10 mila follower non riescono a trattenere gli spettatori della storia;
6.  I clic sui link sono l’obiettivo principale dei brand fissati per gli annunci di storie;
7.  Gli annunci di storie con video hanno un CTR più elevato rispetto agli annunci di storie con immagini: 0,59 % contro 0.29%;

Dei post pubblicitari di Instagram Story, tre quarti [74.6%] sono video e un quarto [25.4%] sono immagini statiche. Inoltre, le storie video hanno una percentuale di clic doppia rispetto alle storie immagine [0.59% rispetto allo 0.29%].

Tuttavia, quando si guardano tutti i post di Instagram Story, non solo le campagne pubblicitarie, i video rappresentano una quota minore della metà [52%]. Questi generano più risposte e hanno un tasso di uscita inferiore rispetto ai post di storie di immagini.

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I dati di Socialinsider mostrano anche che la generazione di clic sui link è l’obiettivo più comune negli annunci di Instagram Story, con una quota di due quinti [39.6%], e il 30.6% degli annunci mira alle conversioni, il che rende la percentuale di clic particolarmente importante.

Gli altri obiettivi delle campagne come la copertura e la generazione di lead hanno un’incidenza di gran lunga inferiore, ciascuna delle quali rappresenta meno del 10% degli annunci. Solamente l’1.6% delle campagne delle story ha come obiettivo quello di creare engagement. Dato che ancora una volta la dice lunga sulla differenza tra la grammatica e la pratica, tra quanto di discute dottamente, o meno, sulla rilevanza di creare coinvolgimento e quali siano le pratiche effettivamente adottate.

Poiché l’obiettivo principale che i brand vogliono raggiungere con gli annunci di storie è quello di ottenere il maggior numero possibile di clic sui link, il CTR diventa l’unica metrica di valore.

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