DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di audience dei quotidiani online.

Audiweb ha reso disponibile il nuovo report Audiweb Week con la sintesi dei dati dell’audience online della settimana tra l’1 e il 7 giugno 2020.

Per quanto riguarda i quotidiani online, dopo che già dai dati della settimana che va dal 4 al 10 Maggio si era riscontrato come l’audience di questi fosse, quasi, tornata ai livelli del periodo di pre-emergenza, ora buona parte delle testate prese in esame scende a livelli inferiori a quelli della media delle settimane tra il 20/01 e il 16/02.

Il Corriere della Sera, pur mantenendo la leadership, dopo aver sorpassato Repubblica anche a livello di utenti unici nel giorno medio, è in calo del 10% rispetto alla settimana dal 4 al 10 Maggio, ed anche in calo del 5% rispetto alla media delle settimane tra il 20/01 e il 16/02.

Per contro Repubblica registra una flessione del 14% rispetto alla settimana dal 4 al 10 Maggio, ma cresce del 3% rispetto alla media delle settimane precendenti all’emergenza sanitaria.

Complessivamente, ad eccezione del Fatto Quotidiano [+6%], e della Gazzetta dello Sport [+3%], tutte le altre testate sono in calo rispetto alla settimana dal 4 al 10 Maggio.

Sono invece quattro le testate che crescono rispetto alla media delle settimane tra il 20/01 e il 16/02. La maggior crescita è del Sole24Ore, che registra un aumento del 46%. Seguono “Il Giornale” [+17%], ANSA [+13%], e HuffPost Italia [+7%]. Tutte le altre testate hanno audience inferiori a quelle del periodo pre-covid19.

A titolo di curiosità, diciamo, si segnala che Lettera43, pur avendo chiuso i battenti il 13 Maggio, continua a ricevere visite, seppure relativamente poche, evidentemente grazie ai motori di ricerca. Dato interessante se si considera che proprio ieri Facebook ha comunicato che sta lanciando a livello globale una schermata di notifica che avvisa gli utenti se provano a condividere contenuti che hanno più di 90 giorni.

Stessa sorte per quanto riguarda gli abbonati alle edizioni digitali dei quotidiani. Se già dai dati relativi alle copie digitali ad Aprile, in pieno lockdown, i segnali non erano certamente entusiasmanti,  anche gli abbonamenti alla versione online, spesso [s]venduti ad un prezzo stracciato, non brillano.

Stando al “Subscription Impact Report ” complessivamente la crescita degli abbonamenti da Marzo a Maggio è stata del 110% rispetto ai dodici mesi precedenti, ma anche in questo caso da Giugno la crescita riguarda solamente pochissime testate. Dati confermati anche dall’International News Media Association.

Del resto l’edizione 2020 del “Digital News Report” ha confermato come nel nostro Paese la disponibilità a pagare per le news online sia estremamente ridotta.

La pandemia ha definitivamente fatto crollare il modello di business degli editori di quotidiani, rivelando il crescente divario tra una manciata di editori con oltre un milione di abbonati ciascuno, e gli altri che lottano per far quadrare i conti.

Secondo i risultati di un’indagine dell’International News Media Association più della metà [56%] delle aziende editoriali non ha un programma di fidelizzazione dei propri abbonati. Dati non certo incoraggianti per le prospettive di quella che parecchio tempo fa ormai Emily Bell definì “l’ex industria dell’informazione”.

Se i giornali vogliono una relazione basata sulla fiducia devono investire nelle interazioni, e sulla relazione. Sono anni che lo diciamo, e documentiamo.

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