Il Lockdown NON Colma il Digital Divide

Audiweb ha reso disponibili i dati relativi alla total digital audience nel mese di Marzo di quest’anno. Come già anticipato dai dati Audiweb Week gran balzo dell’audience per il segmento delle news che per la prima volta, per quanto ne abbiamo memoria, si colloca al secondo posto, dopo la search, per numero di utenti mensili, scavalcando i social, anche se il rapporto del tempo speso resta di dieci a uno in  favore di questi ultimi, e tale crescita non si traduce in monetizzazione per i publisher, come tra i primi abbiamo documentato.

Ma c’è un aspetto, a nostro avviso, ben più interessante che emerge dai dati di Marzo relativamente più in generale allo scenario sull’utilizzo di Internet nel nostro Paese.

Vista appunto la forte crescita nella fruizione di news, e ancorpiù dei contenuti di intrattenimento, e soprattutto in funzione sia di tutta la popolazione scolastica costretta alla didattica a distanza che di un  consistente numero di italiani chiusi in casa a lavorare da remoto, sarebbe stato naturale attendersi un’esplosione del numero di persone che usano la Rete.

Fenomeno che avrebbe potuto colmare, almeno in parte, la distanza tra la penetrazione nell’utilizzo di Internet in Italia rispetto agli altri Paesi.

Ebbene, stando ai dati Audiweb, tutto questo non si è verificato, o quantomeno si è verificato solo in minima parte. Infatti, complessivamente la total digital audience nel giorno medio cresce si 933mila persone [+2.66%], e quella mensile aumenta di poco più di 1.4 milioni di utenti [+3.28%], non esattamente una crescita vertiginosa, per usare un eufemismo.

Entrando nel dettaglio si vede come tale, modesta, crescita, sia dovuta fondamentalmente ad un aumento della fruizione di Internet da PC, il cui utilizzo complessivo – stabile se non in calo negli ultimi anni – cresce nel giorno medio del 45.2%, con la maggior parte di questa crescita sostenuta dai più piccoli, con i 2-12enni che aumentano del 44% e i teenager [13-17 anni] del 33%, per i quali triplica il tempo speso online.

Anche osservando la curva del tempo trascorso online nel corso del giorno medio si vede come non solo la quota maggiore sia, appunto, da PC, ma anche che l’incremento maggiore sia nella mattina, nella fascia oraria che va dalle 09:00 alle 12:00.

Circa un mese fa documentavamo come, stando ai dati ISTAT a fine 2019, la maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacità di utilizzo della Rete [56.4%], e il 25.5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Dato quest’ultimo che è certamente correlato alla non capacità di utilizzo del Web.

Ora i dati Audiweb ci dicono che sostanzialmente questo è cambiato di poco. Segno evidente che, come del resto era naturale attendersi in assenza di un qualsiasi intervento sia in termini di supporto all’alfabetizzazione digitale che di fornitura di strumenti per la fruizione della Rete, il digital divide resta fondamentalmente immutato, con ampie fasce della popolazione emarginate in tal senso.

Insomma, in buona sostanza, chi già usava la Rete ne ha incrementato l’utilizzo mentre i nuovo utilizzatori crescono in maniera marginale, come abbiamo visto.

Nella bozza di quello che dovrebbe essere il testo definitivo del cosidetto “Decreto Rilancio”, che pare possa vedere finalmente la luce oggi in giornata, salvo ulteriori rinvii, vi è uno stanziamento di 50 milioni di euro in favore del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione [vedasi pagina 413 del documento] «per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, destinato alla copertura delle spese per interventi, acquisti e misure di sostegno a favore di una strategia di condivisione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico a fini istituzionali, della diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche, della realizzazione e dell’erogazione di servizi in rete, dell’accesso ai servizi in rete tramite le piattaforme abilitanti».

Non vi è invece traccia alcuna di fondi e misure di alfabetizzazione digitale. Si continua insomma ad investire, poco, in tecnologia e soluzioni che una quota consistente della popolazione italiana non è in grado di utilizzare. Non a caso, stando ai dati Eurostat a fine 2019, il nostro Paese è il penultimo nelle nazioni UE27, davanti solo alla Romania, per quota di persone che hanno ottenuto informazioni dai siti governativi.

Anche l’opera di Piacentini, e del team digitale, che aveva preceduto l’attuale presa in carico da parte della Ministra Pisano, si era concentrata altrettanto sulla creazione di soluzioni tecnologiche per una maggior digitalizzazione della PA, per raccogliere sotto un unico ombrello il lavoro svolto, semplificando per sintesi, ma sostanzialmente nulla è stato fatto invece per formare i cittadini ed istruire i nostri figli all’utilizzo della Rete, e al digitale.

Finchè si continuerà per questa strada i risultati non potranno che essere quelli certificati dai dati Audiweb, che l’infografica sottostante riassume.

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