Il Dominio di Google & Facebook del Mercato Pubblicitario Mondiale

Benedict Evans, la scorsa settimana, ha pubblicato “Tech in 2020”,  fantastica presentazione sulle grandi tendenze tecnologiche degli anni ’20. Non abbiamo [quasi] mai visto diapositive – 128 – con così poche parole che dicono così tanto.

Dalla presentazione, che spazia su alcuni dei grandi temi che sono al centro del dibattito attuale, quali quelli riguardanti l’IA, la tecnologia in Cina, l’ipotesi di splittare i giganti del tech, e la moderazione dei contenuti, da cui in buona sostanza emerge come la tecnologia stia diventando un settore regolamentato, ma non sappiamo davvero cosa questo significhi, abbiamo estrapolato i dati – alla slide 79 – relativi alla quota del mercato pubblicitario mondiale [Cina esclusa] di Google e Facebook.

Nel 2019 Google ha raggiunto una quota del 48% del totale mercato pubblicitario online, mentre Facebook si è attestato al 22%. I due giganti del tech assorbono dunque da soli il 70% di tutti gli investimenti pubblicitari digital/online.

Riparametrando i ricavi al mercato pubblicitario globale, che raccoglie tutti i mezzi, Google, che presenterà i risultati del 2019 proprio oggi, si attesta al 25% del totale, mentre Facebook, che ha presentato i propri la scorsa settimana, ha una quota del 13%. Assieme dunque il duopolio Google e Facebook assorbe il 38% di tutti gli investimenti pubblicitari al mondo.

Evans spiega bene, dati alla mano, come una regolamentazione più severa ha forti limiti strutturali ed avrebbe dunque un effetto decisamente limitato, anche per l’extraterritorialità che rende estremamente complesso applicare leggi nazionali a media globali, come del resto confermano anche le attuali difficoltà a raggiungere una soluzione a lungo termine basata sul consenso alle sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia.

Non vi è dubbio che il dominio di Google e Facebook, ma anche di Alibaba, Amazon, e Baidu, ponga non solo problemi di fiscalità ma anche di concentrazione. Purtroppo per problemi complessi come questi la soluzione non è semplice, e dunque le soluzioni semplicistiche sin qui ipotizzate sono ben poco realistiche.

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