DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare del NYTimes, e delle sue aree di ricavo, con focus su ricavi da digital.

The New York Times Company ha infatti rilasciato i risultati economico-finanziari relativi al terzo trimestre 2019. Dati che offrono diversi spunti di riflessione relativamente alla transizione al digitale, in corso ormai da anni, ma mai davvero compiuta sino in fondo allo stato attuale delle cose.

Il numero di abbonati alla versione digital del quotidiano statunitense, che includono coloro che sono abbonati a NYT Cooking + Crossword, che pesano circa un quinto del totale [21.1%], crescono del 7.2% rispetto al trimestre precende, e del 30.9% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, sfondando i quattro milioni di abbonati [dei quali 856mila a NYT Cooking + Crossword]. Complessivamente il numero di abbonati sfiora i cinque milioni, attestandosi a circa 4.9 milioni di abbonati.

Numeri da tenere a mente, che approfondiremo qui di seguito. L’infografica sottostante fornisce il dettaglio del trend degli abbonati alla versione digitale del NYTimes dal terzo trimestre 2011 al terzo trimestre 2019.

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I ricavi, nel terzo trimestre 2019, si attestano attorno ai 428 milioni di dollari, con  una crescita del 2.6% rispetto al terzo trimestre 2018. Di questi i ricavi da subscription, dalla vendita di contenuti giornalisti, pesano ormai il 62.3% del totale. In crescita del 3.6% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. I ricavi da advertising registrano invece una flessione del 6.7%. In questo quadro generale, gli “altri ricavi” aumentano di ben il 25.8% arrivando a pesare l’11.1% del totale dei ricavi del trimestre. Il dato probabilmente più interessante di tutti, poichè indice di una buona capacità di diversificazione delle fonti di ricavo.

In tutto questo i ricavi da digital arrivano a pesare il 37.8% del totale. Dunque i ricavi dalla versione cartacea restano, ad oggi, di gran lunga superiori a quelli da digital, attestandosi al 62.2% del totale.

Naturalmente, non solo vi sono dinamiche distinte tra andamento dei ricavi da digital, ma all’interno di questi vi sono anche tendenze diverse.

Da un lato, i ricavi da advertising sono in flessione del 6.7%, con quelli legati al prodotto cartaceo che calano del 7.8%, e quelli da digitale in calo del 5.4%. Area di business quest’ultima per la quale non vi sono previsioni di miglioramento, con l’amministratore delegato, Mark Thompson, nel commento ai risultati parla di una previsione che vedrà un quarto trimestre piuttosto impegnativo. Che naturalmente, tradotto, significa che the New York Times Company si attende un calo dei ricavi da adv, anche digital, in ulteriore calo nel futuro prossimo venturo.

Dall’altro lato, i ricavi dalla vendita di contenuti giornalistici, come abbiamo visto, crescono invece del 3.6%, con quelli digital in aumento del 14.4%, e quelli dal cartaceo in calo del 3.3%. Entrando ulteriormente nel dettaglio, però si vede come i ricavi da subscription della versione cartacea siano ancora oggi il 56.6% del totale dei ricavi derivanti dalla vendita di contenuti giornalistici. Se si considera che dei 4.9 milioni di abbonati, come evidenziato in precedenza, oltre 4 milioni lo siano alla versione digitale, si capisce come meno di un milione di abbonati al cartaceo generi proporzionalmente molto di più.

A completare il quadro, basta osservare la dinamica complessiva dei ricavi del NYTimes, che seppure con proiezioni di crescita per il 2019 restano distanti anni luce da quelli del decennio precedente, e il totale ricavi 2019 inferiori di circa un quarto [- 25.8%] rispetto a quelli dei 2009. Ben 630 milioni di dollari di ricavi in meno.

Insomma, forse, il miracolo della “vecchia signora in grigio”, declamato ad ogni piè sospinto in dotti convegni, e altrettanto dotte dissertazioni, forse non è poi esattamente tale. C’è di che riflettere senza dubbio, a cominciare dal fatto che la qualità del giornalismo, relativamente alla quel non si discute in riferimento al quotidiano in questione, è la base indubbiamente, ma appare chiaro che non sia sufficiente.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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