Il Futuro di Giornali & Periodici è più Nero in Italia che Altrove

Da quando, all’inizio di questo mese, sono stati rilasciati i risultati dell’undicesima edizione del report PwC “Entertainment & Media Outlook in Italy 2019-2023”, da questi abbiamo realizzato una sintesi generale dei risultati emergenti dal rapporto, il focus su i dati relativi al trend consolidato 2014 – 2018, e previsionale 2019 – 2023, del consumo di dati in Italia, per tipologia di connessione e device, l’analisi sul sorpasso, anche in Italia, degli investimenti pubblicitari online su quelli TV, e approfondito i ricavi pubblicitari dalla TV online nel nostro Paese.

Chiudiamo il cerchio, sempre grazie ai dati del report, con il focus relativo al trend consolidato 2014 – 2018, e previsionale 2019 – 2023, di periodici e quotidiani in Italia. Come avrete già capito dal titolo le prospettive sono tutt’altro che positive. Vediamone i dettagli.

Per quanto riguarda i periodici abbiamo preso in considerazione i dati esclusivamente riferiti ai magazines, settimanali e mensili, “consumer”, rivolti al pubblico, escludendo l’area di quelli B2B, specializzati.

Complessivamente ricavi delle riviste consumer sono diminuiti da circa 1.8 miliardi di euro nel 2014 a meno di 1.5 miliardi di euro nel 2018 e continueranno a scendere sino a 1. 1 miliardi di euro nel 2023, con un CAGR del -5.3%. Per contro, tra il 2019 e il 2023, il trend mondiale è di un CAGR del -1.8%. Una distanza di 3.5 punti percentuali, pari quasi al triplo che è già un primo indicatore di come le difficoltà dei publisher di periodici siano di gran lunga superiori nel nostro paese che altrove.

Entrando nel dettaglio, emerge come per la versione di carta stampata le entrate dai vendite di copie sono diminuite del -11.3% nel 2018 attestandosi a 925 milioni di euro, e cadranno ulteriormente, arrivando a 633 milioni nel 2023, con un CAGR del -7.3%.

Per la versione digitale delle riviste, le entrate sono aumentate del 7% nel 2018, a 98 milioni di euro, e si prevede che continuino ad aumentare per raggiungere i 120 milioni di euro di ricavi nel 2023 [CAGR 2019 – 2023 +4.1%]. Tuttavia, ciò non sarà sufficiente per contrastare il calo di della versione stampata dei magazines. Di conseguenza, le entrate da vendita di copie, complessivamente, diminuiranno da 1 miliardo di euro nel 2018 a 754 milioni di euro nel 2023, con un CAGR che in generale si attesta al -5.9%.

Non va molto meglio per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria. Infatti, si prevede che il digitale aumenterà la sua quota di ricavi, superando la stampa nel 2021. Nonostante questo aumento del contributo del settore digitale, la pubblicità totale sulle riviste consumer si prevede che diminuirà dai 436 milioni nel 2018 a 359 milioni di euro nel 2023 con un CAGR complessivo del -3.8%.

Si tratta di valori, e trend, sempre peggiori rispetto a quelli a livello internazionale. L’infografica sottostante fornisce il dettaglio del trend totale e dei diversi segmenti.

Come si suol dire, se Atene piange, Sparta non ride. Infatti anche la situazione dei quotidiani non offre certo brillanti prospettive, per usare un eufemismo.

Il tasso di declino annuale totale delle entrate per i quotidiani dovrebbe diminuire nel prossimo cinque anni, con un calo del -2.7% nel 2023, anche grazie agli editori aumenti dei prezzi della versione di carta stampata, ma questa potrebbe essere un misura non sostenibile per tutte le testate.

Il settore dei giornali locali in Italia è in calo a un ritmo più lento rispetto ai nazionali. Tuttavia, mentre c’è più valore in queste informazioni “uniche”, gli editori faranno più fatica a monetizzare i quotidiani locali.

Le entrate totali dei giornali si sono ridotte da circa 2 miliardi di euro nel 2014 a meno di 1.5 miliardi di euro nel 2018, con un calo complessivo del 22%. Questo dovrebbe diminuire ulteriormente, del -17.9%, a 1.3 miliardi di euro nel 2023, con un CAGR del -3.9%.

Mentre molti editori internazionali sono ora sul sul punto di diventare aziende con ricavi generati prevalentemente dal digitale, in sostituzione della riduzione della stampa, il mercato italiano delle notizie ha performance decisamente inferiori in tal senso. Un trend che complessivamente si prevede non abbia un’inversione significativa.

Nonostante i buoni andamenti iniziali di alcuni editori che si stanno convertendo alla pagamento delle news online, per le vendite digitali dei giornali le entrate sono in calo dal 2016. Il trend pare destinato a diventare più graduale, ma comunque un CAGR del -2,5% è previsto per il 2023.

Si prevede che le entrate pubblicitarie per i giornali continueranno a rimanere la più piccola delle due attività principali degli editori di quotidiani in Italia, arrivando a pesare circa un terzo del totale ricavi dei giornali nei prossimi anni. È previsto che la raccolta pubblicitaria totale sui giornali sia in calo dai 781 milioni di euro nel 2014 a 459 milioni di euro nel 2023.

Nel frattempo, la crescita dei ricavi pubblicitari digital sarà insufficiente compensare questa contrazione. In questo contesto, il tasso di crescita dei ricavi pubblicitari da digitale rimarrà basso, e rallenterà nei prossimi cinque anni. La crescita complessiva arriverà a un CAGR dell’1.3%.

Così come per i periodici, anche per i quotidiani si tratta di performance nettamente peggiori rispetto a quelle ottenute, e previste, a livello internazionale. Il dettalio dei numeri, impietosi, è fornito dall’infografica sottostante.

Rispetto a quanto emergente dal rapporto di PWC, dalla fine dell’estate in poi, abbiamo fornito sia i dati di confronto con gli altri paesi  della uE28 che quelli sui, gravi, problemi di appeal dei nostri quotidiani, indicando quali, a nostro avviso i possibili rimedi, anche se è evidente che non esiste una soluzione unica che vada bene per tutti. Quelle sono indicazioni che forniamo con progetti di consulenza ad hoc.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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