DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di ascolti televisivi, focalizzandoci in particolare sugli ascolti dei TG nazionali nel nostro Paese.

Presentata ieri la relazione annuale 2019 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni [AGCOM]. Relazione che, se possiamo, consigliamo caldamente di leggere integralmente, e che, tra le altre cose contiene i dati sugli ascolti dei telegiornali nazionali in Italia, che abbiamo estrapolato ed elaborato. Un modo per verificare sia quale sia la effettiva portata di quella che risulta ancora oggi essere la principale fonte informativa degli italiani, che per esaminare l’impatto del digitale sulla TV lineare, focalizzando, appunto, l’analisi sui contenuti televisivi a carattere informativo.

Nell’edizione giornaliera, quella del TG di ora di pranzo per intendersi, complessivamente, tra il 2013 e il 2018 [i dati sono quelli di ascolto medio giornaliero nell’anno di riferimento], i telegiornali delle reti nazionali perdono poco meno di cinque milioni di ascoltatori, passando da 21.065.000 a 16.109.000. Una flessione degli ascolti di quasi un quarto [-23.5%].

Se una parte del fenomeno si può spiegare con il progressivo mutamento dei costumi degli italiani, che consumando sempre più spesso il pasto fuori casa non seguono dunque i telegiornali come farebbero se pranzassero tra le mura domestiche, non può essere questa l’unica motivazione, come dimostra, anche, l’analisi degli ascolti dei tg della sera.

Entrando nel dettaglio dei singoli canali si vede come il TG1 mantenga la leadership, perdendo 660mila ascoltatori nel periodo di riferimento [-15.8% 2018 Vs 2013]. Altro fenomeno significativo, quale fonte di informazione [locale], è quello del TGR, che rappresenta l’edizione regionale del telegiornale diffuso dal canale nazionale Rai3, nel 2018 seguito da oltre 2.4 milioni di spettatori nell’edizione del giorno [-16.4% 2018 Vs 2013].

Il telegiornale con minor audience è invece quello di Rete 4, che pur partendo da valori decisamente contenuti, tra il 2013 e il 2018 perde oltre la metà [-51.4%] dei propri ascoltatori. Pessima performance anche di Italia 1 che vede calare i propri ascoltatori del 39.1% nel periodo preso in considerazione.

Infine, è interessante notare come tra il 2018 e il 2017 vi sia un recupero di audience, seppur di modesta entità, per Rai 1, Rai 3 [sia nazionale che locale], e La7, che però lascia sul terreno oltre un quinto [-22.2%] dell’audience rispetto al 2013.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio per singola emittente/TG nel corso degli anni.

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Che non si tratti, come anticipavamo, solamente di un cambio delle abitudini degli italiani, è confermato, appunto, dai dati relativi alle edizioni serali, quella di ora di cena per capirsi, dei telegiornali.

Infatti, seppur di minor entità rispetto all’edizione di giorno, complessivamente i TG della sera perdono poco meno di tre milioni di ascoltatori [-13.2%], passando dai 22.039.000 del 2013 ai 19.120.000 del 2018. Fenomeno che non è imputabile neppure agli ascolti dei tre canali all news che, secondo i dati del rapporto, nel 2018 totalizzano meno di 2oomila ascoltatori nel giorno medio [si veda pagina 126 del rapporto].

Anche nel caso dei telegiornali serali la leadership è di Rai 1, che mantiene una distanza di oltre un milione di ascoltatori rispetto al secondo telegiornale: TG5. Il Tg1 serale è anche quello che perde il minor numero di ascoltatori tra il 2013 e il 2018 [-7.7%]. In questo caso non si assiste, come invece avveniva per l’edizione di ora di pranzo, ad un’inversione di tendenza tra il 2018 e il 2017, e la flessione prosegue.

La peggior performance è quella del telegiornale di La7, quello normalmente condotto da Mentana, che perde poco meno di un terzo [- 29.5%] della propria audience, anche se vi è una leggera inversione di tendenza tra il 2018 e il 2017 [+9.7%] con il recupero di 103mila ascoltatori. Anche in questo caso l’infografica sotto riportata fornisce il dettaglio per singola emittente/TG nel corso degli anni.

In conclusione, risulta evidente un sostanziale ridimensionamento, più marcato nell’edizione di giorno come abbiamo visto, dell’interesse nei confronti dei telegiornali. Fenomeno generato sia da una maggior fruizione dell’informazione online nel corso della giornata, che rende dunque “superflua” la sintesi informativa offerta dai telegiornali, che, come indica il Reuters Institute Digital News Report 2019, da una quota rilevante di persone che, per quanto riguarda il nostro Paese, nel 39% dei casi ritiene che l’offerta informativa sia toppo negativa, e nel 36% dei casi, per un insieme di ragioni, addirittura evita le news.

Insomma, vi è sicuramente l’impatto del digitale/online, con i social, e Facebook in particolare, seconda fonte informativa degli italiani, ma vi è altrettanto certamente un problema di qualità dell’informazione, criticata, non a caso dalle élite del nostro Paese, che sono probabilmente una quota significativa di coloro che non seguono più i telegiornali.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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