Brand Safety & Programmatic

La brand safety, il non avere il proprio brand associato a contenuti di natura razzista, violenta o sessista o, più in generale, inopportuni, diciamo, che possano in qualche modo pregiudicare sia la reputazione del brand che, di riflesso, l’efficacia del messaggio pubblicitario, è al centro dell’attenzione di aziende, enti, organizzazioni, da tempo, come ribadito, se necessario, a fine Marzo da Giovanna Maggioni, presidente uscente di UPA.

Non tutte le aziende hanno le stesse esigenze o gli stessi problemi di brand safety, poichè naturalmente la sensibilità verso determinati temi varia a seconda delle valutazioni effettuate singolarmente da ciascuna entità in funzione di variabili definite quali banalmente essere associati, come spesso avviene, a “fake news”, ma non vi è dubbio che la preoccupazione da parte degli investitori pubblicitari al riguardo sia crescente. Non a caso il tema è stato al centro del dibattito recentemente a Cannes, ed è sempre di questi giorni l’annuncio del lancio di un programma di certificazione in tal senso, con crescente attenzione anche nel nostro Paese naturalmente.

Se è difficile stabilire una correlazione diretta, non vi è dubbio che mobile e programmatic siano le aree che  presentano potenzialmente maggiori problematiche in tal senso, ed è crescente la necessità di selezionare accuratamente l’inventory di siti su cui mostrare gli annunci.

Su quale possa essere la portata e la dimensione del fenomeno arrivano i dati di Zenith che forniscono il trend a livello mondiale sugli investimenti complessivi a livello mondiale in digital advertising, con il dettaglio per quanto riguarda display e, appunto, programmatic.

Come mostra la chart sottostante, è proprio il programmatic a mostrare una crescita impetuosa negli ultimi anni passando da un rapporto di 1 a 10 nel 2012 rispetto al display, a quasi alla parità, in prospettiva, nel 2020. Purtroppo, come avvenuto durante il tavolo dedicato, anche, a questo tema, nell’ambito degli Stati Generali dell’Editoria e dell’Informazione, molti continuano  fare i pesci in barile al riguardo.

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.