DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di personal branding.

Abitando la Rete, come mi piace dire, da oltre vent’anni, ho avuto modo di viverne le diverse fasi. In estrema sintesi direi che siamo passati dalla blogosfera, che, come ebbe modo di dire Leonardo Tondelli, «Fino al 2002 la blogosfera era una specie di circolo di radioamatori: zero conflittualità», alla “blogopalla”, con i blog che sono divenuti sempre più un format editoriale, di cui i media, HuffPost US, e il Fatto per quanto riguarda l’Italia, i casi più eclatanti, hanno fatto ampio uso, per arrivare all’avanzata e alla diffusione delle diverse piattaforme social, per giungere ai giorni nostri alla fase attuale, che definirei “egosfera”, in cui si è prevalentemente centrati su se stessi e sul proprio apparire, anche a fini lavorativi, come testimoniano i risultati di una ricerca che evidenzia l’ampio utilizzo dei social in chiave di personal branding.

Non è un caso che negli ultimi due anni circa si sia assistito ad un vero e proprio boom di influencer, con addirittura un fiorire di corsi per diventare influencer, come se fosse una professione, cosa che invece non è assolutamente così.

Di fatto il personal branding imperversa, ma l’impressione, diciamo, è che in molti casi l’attività con cui prima si consapevolizza e poi si struttura il proprio brand ovvero la propria marca personale, sia portato avanti in maniera confusa, ad essere generosi.

Ecco che allora abbiamo pensato di provare a mettere in fila un ragionamento che espliciti e spieghi come fare personal branding correttamente. Vediamone i passaggi:

  • Approccio di marketing inbound: strategia di concentrazione su come attirare & essere trovati dai clienti. David Scott Meerman suggeriva ai marketers di “earn their way in”,
  • Effettuare una mappatura della vostra clientela [attuale e prospect];
  • Determinare quale tra i social è più adatto, senza dimenticare che il punto di partenza fondamentale è un proprio sito/blog;
  • Identificare gli influenzatori del processo di acquisto;
  • Identificare gli argomenti in linea con il vostro focus;
  • Investigare la rilevanza dei contenuti;
  • Fonti di contenuti esistenti da utilizzare: white papers, editoriali, video…;
  • Creare ed allineare le metriche e l’architettura di monitoraggio agli obiettivi strategici;
  • Misurare solo quello che è importante per il vostro business;
  • Personalizzare i vostri canali/mezzi, e attivare l’architettura per il coinvolgimento;
  • Sviluppare un piano editoriale;
  • Popolare i diversi canali – mezzi con contenuti appropriati;
  • Stabilire i meccanismi di aggregazione e condivisione dei contenuti;
  • Monitorare e misurare i Risultati, e gestire la forza del vostro network;
  • Propagare, pubblicizzare, promuovere;
  • Analizzare, adattare e migliorare l’attuale processo in essere;
  • Ricordarsi sempre che è un processo, un percorso, interattivo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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