Le Fasi del Processo di Vendita Applicate ai Social Media

Con i cambiamenti annunciati da Facebook la scorsa settimana, e l’ennesima modifica all’algoritmo per quanto riguarda il ranking dei video, l’utilizzo in chiave corporate del social network più popoloso del pianeta è destinato a mutare significativamente.

Il passaggio dalla piazza al salotto, per usare la metafora di Zuckerberg, e l’innalzamento dei livelli di privacy [vedremo esattamente quando e quanto], con il nuovo mantra «The future is private», impone in prospettiva una serie di cambiamenti che sicuramente impatteranno sulle strategie di comunicazione delle imprese attraverso la galassia delle piattaforme social, e di messaggistica istantanea, che fanno capo a Facebook. La portata organica delle pagine sarà, se possibile, ancor più ridotta, e la presenza di brand, aziende, enti, e organizzazioni, sarà sempre più rented, e pay.

Come scrivevamo nell’ultima edizione del nostro digest settimanale [qui per iscriversi, se d’interesse], due, a nostro avviso, le linee di azione necessarie in tal senso.

Da un lato, sia in termini di linguaggio che di contenuti, diviene essenziale incentivare la condivisione da parte delle persone, poichè in questo modo andremo ad aumentare la portata dei post, e della pagina, e dunque i nostri contenuti avranno una visibilità superiore, tra l’altro, andandosi ad inserire in contesti dove nemmeno gli ads, nonostante le numerose possibilità offerte, lo renderebbero possibile.

Dall’altro lato si rende imprescindibile sviluppare azioni concertate di seeding. Si tratta, finalmente, di uscire dalla propria casa [in affitto], dalla propria fanpage, che resta una base dalla quale partire, per, continuando la metafora, visitare le case di altri, entrando, appunto, nei loro salotti, con garbo e sincerità naturalmente, per diventare fonte d’informazione rispetto agli interessi della community e dunque fulcro della stessa, attivando così relazioni privilegiate che nel tempo consentano di raggiungere gli obiettivi di marketing esercitando l’influenza che deriva dall’autorevolezza che saremo stati in grado di costruirci, e che ci verrà riconosciuta.

Crediamo davvero non sia possibile ormai altra strada. Se prima era un’opzione, ora è una necessità effettuare questo tipo di lavoro, basandosi su l’impiego di persone adatte, e formate, allo scopo, molto più che di bot, chatbot, e automatismi, che pure potranno essere di ausilio naturalmente.

Ecco che allora in sette frame, in sette passaggi, riprendendo quelle che sono le fasi del processo di vendita, e volendo anche gli skill del “tombeur de femmes”, abbiamo provato a definire il processo di presenza corporate sui social, e in particolare su Facebook. Di seguito il percorso che abbiamo immaginato [clicca per ingrandire le immagini].

Benvenuti nel “social media marketing 2.0”, passateci la definizione, quello in cui finalmente il “mitico” «markets are conversations» non sarà più una frase fatta da citare durante i convegni, ma la prassi da implementare. O così, o accettare l’inevitabile declino dell’irrilevanza. A voi la scelta…

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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