Forte Crescita per le Testate “All Digital” Italiane

A metà di questo mese AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha presentato “Informazione online: nuovi modelli di domanda e di offerta”, rapporto che conferma le criticità dell’informazione online nel nostro Paese sia in termini di frammentazione dell’offerta che di monetizzazione delle audience.

Per le testate all digital, oltre ad una minore forza complessiva dei [news]brand, vi è asimmetria,  in cui la testa della distribuzione è formata dal 2% dei soggetti [che gestiscono circa l’80% della pubblicità in rete in Italia], mentre la coda dal restante 98% degli operatori e coda lunga, formata da una moltitudine di piccole e piccolissime realtà, ed una catena che per ogni euro investito in digital display porta solamente 29 centesimi nelle tasche dei publisher.

Ecco che allora abbiamo voluto approfondire partendo proprio dai due leader tra i pure players: Ciao People Media Group, il gruppo editoriale che tra le altre cose pubblica Fanpage, e Citynews, il network di testale locali.

Il Gruppo Editoriale Citynews ha chiuso il 2017 con indici positivi su tutte le principali voci di bilancio. Il valore della produzione di Citynews SpA registrato nell’esercizio 2017 è di poco superiore ai 10 milioni di euro, con un incremento del 26.7% rispetto a quello del 2016, che si era attestato su una cifra di poco inferiore agli 8 milioni, afferma Fernando Diana, CEO del Gruppo Citynews. Per quanto riguarda l’EBITDA, la crescita dal 2016 al 2017 è stata addirittura superiore al 47%, visto che il dato assoluto è passato da 1.08 milioni del 2016 a 1.6 milioni del 2017.

Risultati di tutto rilievo ottenuti grazie al rilascio delle nuove app, l’apertura di canali video alimentati da video news prodotte internamente, e l’acquisizione ed apertura di 4 testate.

Molto buono anche per Fanpage il 2017. Il pure player digital rappresenta sicuramente un caso di successo per quanto riguarda la capacità di generare traffico dai social, fondamentalmente dal solo Facebook, dove conta 7.7 milioni di fan, solo per quanto riguarda la fanpage principale, con i limiti che questo comporta, come scrivevamo non più tardi di ieri.

Ciao People da diverso tempo riesce a generare dei profitti grazie anche a branded content, native advertising ed altre iniziative, come il lancio in questi giorni del nuovo format: “Social VideoStory”, in grado di generare ricavi, nei quali il gruppo editoriale è stato pioniere nel nostro Paese.

Una politica di diversificazione dei ricavi che sta pagando. Infatti, se nel 2016 il fatturato era aumentato del 8.7% rispetto all’anno precedente, stando ai bilanci aziendali, il 2017 si chiude con una crescita di ben il 44.4% dei ricavi rispetto all’esercizio precedente. Anche il MOL [Margine Operativo Lordo] è in netta crescita: + 53.4% vs 2016, così come il ROI che, pur non essendo ai livelli del 2015, arriva comunque al 11.2%.

Percorso diverso per Il Post di Luca Sofri, che partendo da un audience minore rispetto ai due player principali, sceglie una strada completamente diversa, adottando, a breve,  la formula dei contenuti premium a pagamento.

Insomma, certamente non si tratta di un  percorso facile ma pare che, finalmente, almeno le principali testate all digital inizino a respirare e a poter guardare al futuro con relativa fiducia. Ora si tratta di lavorare in chiave di marketing rinforzando immagine di marca e personalità del [news]brand, elementi senza i quali non è possibile creare il valore aggiunto che consenta ai pure players di combattere ad armi pari con le testate di derivazione cartacea, a cominciare dal diverso livello di fiducia riposta, asset di fondamentale importanza per qualunque brand, e newsbrand.

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