La «Symbiosis» di Facebook NON si Arresta

Diffusi ieri i risultati economico-finanziari di Facebook relativi al primo trimestre 2018. La trimestrale era particolarmente attesa dopo lo “scandalo” relativo al caso Cambridge Analytica e tutto quello che ne è seguito.

Ebbene, seppure sia necessario tenere in considerazione che la questione su dati e privacy sia esplosa nella seconda metà di Marzo, e dunque solamente su una frazione del trimestre, non pare che abbia avuto impatto alcuno.

Infatti, secondo i dati diffusi, complessivamente i ricavi della piattaforma social crescono del 44.1% rispetto al primo trimestre 2017 e sono più del doppio rispetto al pari periodo del 2016. I ricavi da advertising in USA e Canada crescono del 42.8% rispetto al primo trimestre 2017 e in Europa addirittura del 59.3%, con buona pace dei titoli sulla fuga degli inserzionisti dal social più popoloso del pianeta.

Soprattutto, continuano a crescere gli utenti attivi. Nel complesso la crescita degli utenti giornalieri è del 3.4% rispetto al trimestre precedente e del 12.8% rispetto al primo trimestre 2017. Crescita che è anche in USA e Canada con un +0.5% rispetto all’ultimo trimestre del 2017 e del 1.6% rispetto al pari periodo dell’anno corrispondente. Lo stesso dicasi per quanto riguarda l’Europa che registra un tasso di crescita del 1.8% rispetto al trimestre precedente e del 5.6% rispetto al primo trimestre 2017.

Stessa situazione per gli utenti mensili che complessivamente sfiorano i 2.2 miliardi, con un tasso di crescita del 3.1% rispetto al trimestre precedente e del 13.4% rispetto al primo trimestre 2017. Crescita che si verifica ancora una volta anche In USA e Canada ed in Europa, con tanti saluti a #DeleteFacebook e la “Facebook Apocalypse”.

Nello speech a commento dei risultati, Mark Zuckerberg ha inoltre detto che ci sono oltre 80 milioni di fanpage di piccole e medie imprese. 200 milioni di persone fanno parte di almeno un gruppo, una community d’interesse. Tra WhatsApp e Messenger vengono inviati 100 miliardi di messaggi ogni giorno, e 3 miliardi di minuti di chiamate video sono effettuate quotidianamente. Ed ancora, tre milioni di brand, di imprese, hanno aperto un account business su WhatsApp da quando, dalla seconda metà del Gennaio di quest’anno in poi, è stata offerta questa possibilità.

Insomma, nessun crollo degli investimenti pubblicitari e nessuna fuga degli iscritti alla piattaforma social, ed infatti il titolo ha guadagnato il 7.3% in borsa.

I motivi di fondo di questa apparente immunità sono da ricercarsi nelle logiche di relazione dell’essere umano e a come queste si concretizzano nell’ecosistema digitale. In primis, come abbiamo spiegato di recente, le persone vanno e stanno, così come avviene offline, concretizzando sempre più il concetto di “onlife”, dove ci sono altre persone. Se Facebook, metaforicamente, è un bar, è un locale affollato dove c’è sempre tanta gente con cui chiacchierare, vedere che fa di nuovo, etc., che le persone hanno voglia e piacere di frequentare.

Si tratta, come avevamo scritto oltre tre anni or sono, del concetto di symbiosis, idea che le imprese e le persone abbiano mutuamente bisogno gli uni degli altri per avere successo, soddisfazione, di cui Facebook, ma anche Google ed altri, sono la perfetta esemplificazione e concretizzazione. Riprendendo un vecchio adagio, modificandolo, adattandolo all’attualità: questa non è la stampa, è il Web, bellezza!

 

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