Quali Mezzi Digitali Danno il Miglior ROI

GetResponse, azienda internazionale che si occupa prevalentemente di email marketing, ha pubblicato il report “Email Marketing & Beyond: Global Industry Benchmarks 2017”. Il rapporto [richiede registrazione] si basa sulle interviste a 2.510 digital marketers nel mondo, Italia inclusa, e fornisce, con buon dettaglio per 19 diversi settori merceologici, per 19 distinti mercati, elementi di riflessione e spunti per il benchmark relativamente agli investimenti in digital marketing. Il 42% dei rispondenti lavora nel B2C, il 19% nel B2B e il 39% in entrambi.

Complessivamente resta l’email marketing il mezzo che fornisce il miglior ritorno sull’investimento. Il display advertising per contro è quello che universalmente viene ritenuto abbia il peggior ROI. Non c’è da sorprendersi se i [desktop] banner sono – quasi – morti, anche in Italia.

Anche il social media marketing è ritenuta un’area che fornisce un buon ROI. È interessante notare come il social PPC, i social ads, siano ritenuti più efficaci dellla search a pagamento, del pay-per-click “tradizionale”. Per il 43% dei rispondenti anche il content marketing fornisce un return on investment buono o molto buono, appena al di sotto della SEO [45%].

Vi sono molti settori/mercati nei quali social media marketing, content marketing e SEO sono ritenuti più efficaci dell’email marketing. È il caso dell’automotive, dell’HORECA, del retail e di molti altri. Per quanto riguarda specificatamente il publishing, email marketing, SEO e social media marketing sono considerati i migliori driver rispetto a quello che resta apparentemente l’obiettivo primario: l’aumento di abbonati.

Sostanzialmente stabili gli investimenti in digital marketing dei publisher ad eccezione dell’email marketing, che secondo il rapporto ottiene il 33% di tasso di apertura ed un click-through rate del 7.9%, ma Refinery, ad esempio, ottiene addirittura un open rate del 63%. Non a caso le newsletter sono sempre più oggetto del desiderio degli editori con, ad esempio, il NYTimes che complessivamente ha 13 milioni di persone iscritte alle 50 newsletter che produce ed invia. Interesse che ovviamente è sempre più vivo anche nel nostro Paese come dimostra la disponibilità a pagare per Wolf [di cui sono stato co-fondatore] o, tra le tante newsletter, il “Diario delle cose notevoli” realizzato da Marco Alfieri per Il Foglio che si distingue per mix di argomenti e di fonti.

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