Tutto Quello che Volevate Sapere sul Digital Lab del Gruppo Espresso

Nato a metà Gennaio di quest’anno,  il Digital e Visual Lab del Gruppo Editoriale Espresso [aka GEDI] è una struttura integrata di giornalisti grafici e sviluppatori per lo studio e la realizzazione di contenuti digitali innovativi, in particolare nell’ambito del visual and data journalism, per le testate del Gruppo Espresso [La Repubblica, L’Espresso, quotidiani Finegil, e in prospettiva la Stampa e il Secolo XIX].

Ho incontrato recentemente Andrea Iannuzzi, che ne è il coordinatore, per capire meglio, a qualche mese dalla sua nascita, in cosa consista esattamente il Digital Lab, come sia strutturato e come operi, il gruppo di lavoro dedicato all’innovazione e alla sperimentazione digitale del principale gruppo editoriale nell’industria dell’informazione del nostro Paese. Ecco cosa ne è uscito.

Il Digital e Visual Lab attualmente è costituito da 8 persone che vi lavorano a tempo pieno. Incluso Iannuzzi vi sono tre giornalisti, di cui due junior ma molto “smart/2.0”, tre designer, dei quali due sono dedicati al prodotto, ai contenitori, ed uno ai contenuti, e due sviluppatori: uno font end e l’altro back end.

Il gruppo di lavoro collabora , oltre al suo interno naturalmente, con le redazioni delle diverse testate   per immaginare e realizzare nuovi progetti giornalistici focalizzati sulla visualizzazione, di immagini, di dati, di notizie, di idee, muovendosi tra grafici, mappe, video, social, interattivi, longform, con ovviamente una forte focalizzazione sul mobile.

Nello spazio su Medium creato da Francesco Zaffarano, uno dei due giornalisti del team, si possono vedere alcuni dei lavori realizzati in questi primi mesi di attività. Si tratta di un attività che si articola su più fronti con progetti “stand alone”, attività quotidiana di servizio sia a fronte di richieste specifiche da parte degli altri giornalisti del Gruppo che di proposte che le 8 persone elaborano e suggeriscono per le diverse testate, ai quali si aggiunge la produzione di “tools” che poi saranno gestiti in autonomia all’interno delle redazioni. Da vedere anche la produzione di GIF e “i suoni della vostra vita”, che personalmente mi è piaciuta molto come idea, come concept di co-creazione con le persone.

Il focus, come ci ha tenuto a sottolineare, giustamente, Iannuzzi è su qualità e innovazione, su quella porzione del futuro dell’informazione fatta sempre più di mappe interattive e notizie navigabili.

L’idea di creare un gruppo di lavoro multidisciplinare trasversale alle redazioni invece che un satellite di servizio, un corpo estraneo, mi pare la scelta più corretta. A tutto il team del progetto va il mio augurio, e ovviamente quello degli altri membri di DataMediaHub, di un futuro di successi. Successo che sarà tanto più grande quanto, paradossalmente, sarà breve la vita del Lab poiché allora significherà che il loro lavoro è divenuto la normalità nelle redazioni. Buon lavoro.

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