Spotify lancia tre nuovi podcast sull’industria musicale

In un contesto di scontri quotidiani con gli altri competitor nell’ambito dello streaming musicale – Apple Music, Deezer ed Amazon Music Unlimited su tutti – Spotify prova a staccarsi con il lancio di tre nuovi podcast.

Se per Apple Music la nuova edizione del “Carpool Karaoke” (lo sketch ideato da James Corden in cui artisti e celebrità, dai Red Hot Chili Peppers a Michelle Obama, passando per Adele) sarà uno degli elementi di punta della propria offerta, Spotify lancia tre nuovi format incentrati sul music business, pensati per raccontare “da dentro” l’industria musicale. Non solo. Si tratta anche di un modo per differenziarsi ed offrire qualcosa di nuovo rispetto alle esclusive dei propri rivali, basti pensare a ciò che ha rappresentato “Blond” di Frank Ocean, pubblicato inizialmente su Apple Music e solo mesi dopo su Spotify. 

I nomi e i concept dei tre nuovi podcast sono:

  1. Showstopper (in anteprima dal 23 febbraio scorso). Condotto da Naomi Zeichner di The Fader, il format unisce musica e programmi televisivi e prevede interviste con produttori musicale ed un’analisi approfondita della cultura pop portata dalla musica in tv. Tra gli show al centro di questa prima edizione: Stranger Things, Scrubs e Oc.
  2. Unpacked (in arrivo a metà marzo). Matt FX (supervisore musicale di Broad City, serie tv americana) e Michele Santucci (responsabile Music & Talent presso gli Spotify Studios di New York) raccontano i festival americani con interviste a musicisti, filmmaker, appmaker e chef, meglio se mixati assieme. In altre parole, il racconto “liquido” dei festival americani. Si parte con il South by Southwest festival di Austin, in Texas.
  3. The Chris Lighty Story (nome provvisorio, in arrivo ad aprile). Uno sguardo accurato sul mondo hip-hop, con il racconto delle carriere di alcuni grandi del genere, da 50 Cent a Puff Daddy, passando per Missy Elliott. Il format si propone di raccontare in un modo innovativo il percorso che ha portato al successo, raccontando contestualmente lo sviluppo di una nuova forma d’arte.

I podcast sono accessibili esclusivamente attraverso l’app mobile, eventualmente ascoltabili da pc se lo smartphone è collegato alla stessa rete wifi.

Spotify non è nuova a questi “esperimenti” in termini di contenuti esclusivi. Mesi fa aveva lanciato “Drawn & Recorded”, video animati di pochi minuti incentrati su alcuni aneddoti sui grandi della musica (tra cui Kurt Cobain e Louis Armstrong), o gli “Spotify Singles”, due brani cantati dal vivo presso gli studios americani. 

Lo scenario attuale ci induce a pensare a come i servizi di streaming stiano diventando “grandi”. Non si tratta più di offrire qualsiasi brano in qualsiasi momento, ma di dare all’utente un’esperienza più consapevole e completa, che parte dall’ultimo pezzo di Ed Sheeran (a proposito, alla data attuale l’artista più seguito in assoluto sulla piattaforma con 43 milioni di ascoltatori mensili) per arrivare allo storytelling, al marketing e al giornalismo. Basti pensare alla partnership lanciata pochi giorni fa con il New York Times.

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Spotify lancia tre nuovi podcast sull’industria musicale.

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