Mail vs Messaging: Complementari o Concorrenti?

Tempi duri anche per la mail, secondo una recente ricerca pubblicata da Deloitte e ripresa da Business Insider. Negli ultimi 2 anni la rilevanza della mail, mezzo privilegiato per le comunicazioni in rete per più di un decennio, ha subito una flessione dal 29% al 22%, in virtù dell’irrompere – e del dilagare – di applicazioni di messaggistica online che insieme agli SMS rappresentano ormai il 35% della comunicazione a livello globale.

La restante parte afferisce ai social media, che rappresentano in un certo senso il punto di intersezione, dal momento che a partire da questi la comunicazione si può declinare in entrambe le modalità, basti pensare alla mail dei servizi Google o alle dirette implicazioni tra Facebook e Messenger. I social infatti presentano dei valori abbastanza stabili con lievi oscillazioni tra l’11 e il 13%.

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Inevitabilmente la variabile più incisiva su queste rilevazioni è l’utilizzo dei dispositivi mobile, specie in economie definite “mobile-first” come la Cina.

Andando ad approfondire le tre tipologie di comunicazione, nel merito della messaggistica si palesa il monopolio di Facebook, che piazza sia Whatsapp che Messenger in prima fila, seguite da Wechat e Viber. A tal proposito vale la pena sottolineare come si tratti di dati di carattere globale e che quindi potrebbe risultare ostico contestualizzare alla realtà italiana, dove probabilmente le ultime 2 app menzionate non otterrebbero le stesse quote. Parliamo in ogni caso di app che raccolgono – ad oggi – 3 miliardi di utenti.

Nel contesto social troviamo ancora una volta l’ecosistema Facebook a fare da padrone. Facebook stesso scava un abisso rispetto a Instagram, Twitter e Snapchat. Il grande assente è ancora una volta Google + ma ormai si può dire che non faccia più notizia.

Il dato interessante è il numero totale di utenti: 2,7 miliardi, a dimostrazione che la messaggistica riesce a raccogliere anche gli – ormai pochi – disertori del mondo social.

Ritroviamo, come preventivabile, Google nel settore della comunicazione via mail, dove 1,7 miliardi di persone si dividono tra Gmail, Outlook e Yahoo, con il primo a segnare un importante primato ben lontano dall’essere scalfito.

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Le app stanno inevitabilmente cambiando il modo di comunicare online e non è da escludersi che ben presto questi mondi possano entrare in competizione più diretta, rompendo l’attuale regime di complementarietà per diventare entità che possano escludersi a vicenda.

Da questo punto di vista la messaggistica va dotandosi di sistemi e funzionalità sempre più complesse – basti pensare alle transazioni di denaro via Messenger – che potrebbero in tempi rapidi produrre un gap non più colmabile. Vale comunque la pena precisare che per la mail non è previsto in alcun modo l’estinzione – semmai dei tempi duri – in virtù di uno zoccolo duro ben consolidato sia nelle esperienze d’uso, sia per la sua percezione formale attualmente più autorevole.

Il 50% degli intervistati di una ricerca Adobe ha dichiarato che la mail è lo strumento preferenziale su cui ricevere comunicazioni di marketing, a dispetto di un 22% assegnato alla messaggistica e un 9% ai social media.

Un altro valore su cui gli intervistati dichiarano di contare è la possibilità di usare la mail come archivio, dentro la quale recuperare – con risorse quasi illimitate – comunicazioni e file dopo lunghi periodi di tempo.

In quest’ultima infografica è possibile notare in particolar modo quando gli utenti controllano la mail. Interessante scoprire che anche la mail può essere annoverata tra gli strumenti di second-screen, in un certo senso…

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Pierluigi Vitale

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