Twitter video ads: dati e indagine

IPG Lab ha analizzato i trend dell’utilizzo, e degli investimenti, sui contenuti video su Twitter.Negli ultimi tre anni, come visibile nel grafico che segue, negli investimenti in social video si evidenza una crescita importante che, stando alle stime, dovrebbe raggiungere una spesa di 8 miliardi nel 2019.

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L’indagine condotta su 4790 partecipanti che hanno risposto a una survey è finalizzata ad esplorare le esperienze d’uso degli utenti su Twitter, relativamente ai contenuti visuali con cui si interfacciano.
Rispetto alla percezione delle inserzioni risulta più efficace un contenuto video pubblicato con l’autoplay predisposto dalla piattaforma, rispetto all’ormai convenzionale sistema di pre-roll, seppur di pochi secondi. In particolare questa tendenza si evidenzia nei millenials. Il rapporto è di 47% a 37%.

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Il dato rispetto all’invasività è ancor più consistente per gli over 45 e il motivo è presto spiegato: i contenuti in autoplay sono percepiti come meno invasivi, oltre che risultare più rilevanti rispetto agli interessi degli utenti.

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Pressoché alla pari è invece l’attendibilità del messaggio, 57% per il pre-roll e 58% per l’attendibilità, su cui quindi non si gioca la contesa tra i due modelli.

La percezione dell’ “intrusività” è chiaramente maggiore [18%] tra coloro che trovano l’inserzione non interessante. Dato interessante è invece il 10% di coloro che, seppur interessati al contenuto, trovano ugualmente invasivo il contenuto promozionale [10%].

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Nel grafico che segue si evidenzia il rendimento e l’impatto delle diverse tipologie di ads video proposte sui social rispetto al sistema tradizionale pre-roll.

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Il dato probabilmente più interessante è quello definitivo di “favorability“. Se per i video pre-roll la percentuale è praticamente nulla, per i video in auto-play su Twitter si registra un 8% che dichiarano di legarsi al brand per effetto del contenuto promozionale.

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Un interessante dato si evidenzia anche sui tempi di permanenza sui video. In questo caso, sebbene i video social risultino più impattante, gli intervistati dichiarano di spendere più tempo nella visualizzazione dell’altra tipologia. Lo scarto è di circa 2 secondi.

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L’indagine analizza il valore di viewability, con cui si intende un indice algoritmico prodotto da percentuale di visualizzazione e tempo speso. Per i video molto brevi, meno di 2 secondi, l’efficacia viene contrassegnata come “OK” quando il video è interamente visualizzato. Per i video tra i 3 e i 6 secondi, un’alta percentuale di visualizzazione viene contrassegnata come “GOOD”. Per i video superiori ai 7 secondi il valore “BEST” viene attribuito a chi ha un’alta percentuale di visualizzazione [oltre che per chi visualizza interamente, come per i precedenti].

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Il tempo di visualizzazione è anche legato alla riconoscibilità del brand, come facilmente visibile nel grafico che segue.

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Qui la ricerca complessiva, con molti altri risultati di assoluto interesse.

Pierluigi Vitale

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