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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Editoria: Un’Era Glaciale più che una Tempesta – AgenSir, organo d’informazione della CEI, analizza in maniera tanto spietata quanto puntuale lo scenario di riferimento dell’ex industria dell’informazione anche alla luce delle recenti concentrazioni e lotte di potere. Il pezzo si chiude affermando che: “La carta rimarrà, così come sono rimasti i libri dopo la rivoluzione degli e-book. Ma, tra una lacrima e l’altra, comunque serve una profonda revisione del prodotto editoriale. La cosa scioccante non è la disaffezione, ma quanto questa sia repentina. Se un giornale viene abbandonato in un amen, forse è anche perché era diventato più un’abitudine che un piacere o un bisogno. E per fare buoni prodotti editoriali occorrono ottimi giornalisti con preparazione adeguata, cultura e idee valide. La mediocrità non paga più”. Applausi!
  • Spark – Adobe lancia Spark, suite di app che consente sia da PC che da mobile di creare e condividere contenuti visivi quali post per i social, grafici, video e molto altro ancora. Adobe Spark è completamente gratuito ed è già disponibile anche per iOS. Interessante e utile.
  • Stronzate – IL, mensile del Sole 24 Ore, nel numero in edicola oggi venerdì 20 maggio dedica la storia di copertina allo scenario presente e futuro che si apre davanti al mondo dei giornali. Due gli spunti che rendono assolutamente meritevole recarsi dal vostro giornalaio di fiducia stamani. “Nessun media è stato mai ucciso da un altro media. La radio non ha ucciso la carta stampata, la tv non ha ucciso la radio, il web non ha ucciso né la radio né la tv. La stampa ha un futuro a patto che abbia un forte brand con cui monetizzare e diversificare, dall’editoria agli eventi” spiega il banchiere ed editore francese Pigasse. Affermazioni a cui fanno eco quelle di Joshua Topolsky, co-fondatore del sito The Verge e di Vox Media, che senza tanti giri di parole sostiene che: “Ma il vero problema dell’editoria è che si producono stronzate. Un mare di stronzate. Stronzate di bassa lega che non interessano nessuno. E, questo, mentre un pubblico sempre più consapevole, sempre più connesso e anche capace di cambiare idea non riesce a trovare altro che questa robaccia. E non la vuole. Vuole roba buona, che andrà a trovare altrove e che addirittura pagherà per averla”. Correte in edicola, leggete e meditate.
  • Più Newsletter per Tutti – Il servizio di “social news” Nuzzel lancia il “primo network di newsletter”. L’idea è assolutamente diversa da quella fornita da altri servizi quali, uno per tutti, MailChimp. Infatti l’accento viene posto non sulla parte grafica, sui template, ma sui contenuti che vengono aggregati automaticamente sulla base del proprio [social] network. Da testare.
  • Da Provare a Casa – Il 9 marzo scorso The Sun, il famoso tabloid scandalistico inglese, ha pubblicato a tutta pagina il titolo secondo il quale la Regina sarebbe stata favorevole alla Brexit. Ora The Independent Press Standards Organisation ha sentenziato che l’headline era “fortemente fuorviante”. Mi piacerebbe tanto che succedesse anche in Italia con certi titoli che definire fuorvianti è davvero un eufemismo.
  • Le Bufale più Cercate in Rete – Gli italiani credono scie chimiche e rettiliani. E chiedono a Google. TrueNumbers ha pubblicato l’elenco delle bufale più cercate in Rete nel periodo Maggio 2015 – Aprile 2016. A digitare “scie chimiche” sono 14.800 persone ogni mese, mentre le pagine dedicate all’argomento sono addirittura 476 mila.  I rettiliani, ovviamente, praticano il controllo mentale attraverso le scie chimiche e il microchip sottocutaneo e stanno dietro al progetto Monarch , al gruppo Bilderberg e al signoraggio bancario. Su questi personaggi fanno ricerche 8.100 persone al mese. Sigh!
  • Influencers vs. Celebrities – Parlando di influencer marketing si confonde spesso ruolo e significato degli influencer rispetto alle celebrities, ai testimonial. La differenza, al di là di ogni altra possibile considerazione, sta nel fatto che i testimonial portano esposizione mentre gli influencer, se ben selezionati e coinvolti rispetto all’obiettivo, portano “peso”, portano la credibilità che i testimonial non sono più in grado di fornire. Sapevatelo.

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