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Alan Rusbridger, Direttore del Guardian dal 1995 al 2015, venerdì scorso 13 Maggio, ha dato le dimissioni da membro del consiglio di amministrazione del  Scott Trust, il fondo che controlla il Guardian Media Group. Posizione che in realtà avrebbe ricoperto formalmente dal settembre 2016

Dimissioni annunciate in una nota del The Scott Trust Ltd in cui si legge: “Alan Rusbridger’s contribution to the Guardian over 20 years as editor-in-chief is immeasurable. He has been the creative leader of this place and an inspiration to generations of journalists. His decision reflects his enormous integrity and his dedication to the Guardian”

In realtà le dimissioni sono il frutto di numerose pressioni che imputano a Rusbridger di essere il responsabile delle perdite finanziarie del Guardian e del gruppo più in generale. Perdite che ammontano a 50 milioni di sterline per l’ultimo anno finanziario [chiuso a Marzo 2016], in crescita rispetto ai 45 milioni dell’anno precedente, e che hanno portato ad un piano di risanamento che prevede, anche, il taglio di 250 posti di lavoro, il 13% del totale della forza lavoro del quotidiano.

Nella lettera inviata a tutto lo staff dall’ex Direttore del giornale britannico, Rusbridger scrive: “We all currently do our journalism in the teeth of a force 12 digital hurricane. It is surely obvious to anyone that changed circumstances will demand dramatically changed solutions”. Sarà la fine dell’open journalism che tanto ha entusiasmato negli ultimi anni e, magari, anche il Guardian cederà alle sirene del paywall tanto osteggiato proprio dal suo ex Direttore? Certamente sin ora le belle idee di apertura e di libertà d’informazione, gratis per tutti, non hanno pagato ed i conti, appunto, non tornano.

La word cloud sottostante riassume le parole chiave del testo della lettera di Rusbridger.

Alan Rusbridger Word Cloud

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