Il Buon Marketing Passa per le Conversazioni Private

Del marketing one-to-one e le relazioni personalizzate tra aziende/brand e persone grazie alle facilitazioni offerte dalla Rete si parla da tempo immemorabile anche se poi l’evidenza dei fatti, come spesso avviene, [di]mostra le discrepanze tra desiderata e realtà.

Ad agosto 2015 Facebook ha introdotto la possibilità di chattare privatamente tra imprese e consumatori, così come avveniva ed avviene tra “persone normali”. Considerando che, secondo i dati diffusi a fine aprile in occasione del rilascio dei risultati del primo trimestre 2016, vi sono 900 milioni di persone al mese che usano Messenger, sono chiare, o almeno dovrebbero esserlo, le potenzialità del canale.

Se finora erano stati diffusi solamente degli spunti sul possibile utilizzo in chiave corporate, i dati pubblicati da Socialbakers in occasione di #Engage2016 forniscono un quadro decisamente più chiaro sulla tema. Secondo quanto riportato infatti, mentre i post sulle bacheche delle fanpage hanno un trend calante [anche perché molti disabilitano questa possibilità] le “conversazioni private” sono quasi raddoppiate tra Aprile 2015 e Marzo 2016.

Mentre dunque “l’hype” è sui BOT la realtà dice che sempre più le persone hanno un rapporto diretto e personalizzato con le imprese attraverso Messenger. Un fenomeno che ha fondamentalmente due implicazioni:

  • Il monitoraggio dei social, ed i relativi tools esistenti sul mercato, passa sempre più per conversazioni non visibili pubblicamente delle quali si rende assolutamente necessario il tracciamento per valutare appieno il ROI, inteso sia come return on investment che come return on influence, dei social. Aspetto che impatta sulla privacy delle persone ma anche sull’equazione big data = big marketing.
  • I canali a disposizione delle imprese ormai esistono ed in alcuni casi, come quello di Messenger, sono ampiamente collaudati. Non devono più essere utilizzati solo come social customer care e/o, peggio, piattaforme di distribuzione di contenuti più o meno rilevanti, ma divenire strumenti integrati di [digital] marketing per passare, finalmente, dai product manager ai customer manager, a gestori di relazioni personalizzate con clienti e potenziali tali.

Il buon marketing passa sempre più per le conversazioni private. Come si suol dire, sapevatelo!

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