Ciak, chi gira?

Finanziamenti più bassi e instabilità lavorativa sono due dei fenomeni registrati da Dove sono le registe nel cinema europeo?”, prima release del progetto di ricerca paneuropeo sulla parità di genere nel cinema, realizzato da EWA – European Women’s Audiovisual Network e presentato all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Quella di EWA è una mappatura di dati e best practices di genere in collaborazione con l’Osservatorio europeo dell’audiovisivo, Eurimages e FERA (European Federation of Directors), numerose università ed alcuni fondi cinematografici nazionali (Austria, Croazia, Francia, Italia, Svezia e Regno Unito).

La ricerca, iniziata nel 2012, vuole colmare la mancanza di dati paneuropei sulle donne nel cinema e mira a fornire raccomandazioni di policy per migliorare la parità di genere nell’industria cinematografica. EWA sta costruendo un set di dati quantitativi che riguardano tutti gli stadi della regia cinematografica al femminile – dalla formazione, al finanziamento, all’uscita in sala – e sta redigendo un quadro delle politiche in vigore in tema di parità di genere. Il rapporto conclusivo sarà presentato alla Berlinale 2016.

I dati vengono analizzati parallelamente allo studio delle risposte ad un questionario inviato lo scorso mese di luglio agli operatori del settore nelle sei lingue dei paesi partner.  

Secondo i dati 2014 dell’Osservatorio Europeo dell’audiovisivo siamo passati dall’8,9% di film diretti da donne nel periodo 2003-2012 all’attuale 16,3%.

Dai primi risultati raccolti emergono alcuni indicatori come l’assenza di politiche per le pari opportunità, l’inadeguatezza di statistiche e monitoraggi di genere, difficoltà nell’entrare nel mondo del lavoro e nell’accedere ai finanziamenti.

Nonostante la consapevolezza della disuguaglianza per le donne, un solo paese europeo, la Svezia, ha un approccio coerente in materia di parità di genere. Qui i fondi nazionali sono aumentati del 50% tanto che i film diretti da donne sono aumentati dal 19 al 50% nel 2000. Inoltre, nel 2010 i film firmati da registe hanni anche raggiunto il 69% dei premi nazionali. I film delle donne hanno budget inferiori rispetto alle produzioni maschili. La Francia è l’unico paese in cui i budget per le donne rientrano nella categoria più elevata.

In Italia soltanto l’anno scorso la Direzione Generale Cinema del MIBAC ha presentato “Women’s place in today’s italian film industry”, il primo studio di settore che fotografa il cinema italiano da un punto di vista di genere. L’indagine ha preso in considerazione alcuni aspetti (formazione, accesso ai finanziamenti, spettatori) e l’ha fatto proprio perché il nostro Paese aderisce ad EWA.

Dal report italiano emergono disparità su tutti i fronti che, ovviamente, si ripercuotono su tutta la fliera: dall’ideazione all’uscita nelle sale.

Mara Cinquepalmi

Giornalista at freelance
Giornalista professionista freelance (Pagina99, Wired, Consumatrici), mi occupo di datajournalism e questioni di genere. Ho realizzato in collaborazione con dataninja.it www.viadelmareracconta.it, un progetto web sulla Cartiera di Foggia; curo http://stories.dataninja.it/uncertogeneredisport/, un osservatorio sugli stereotipi di genere nell'informazione sportiva. Da aprile 2013 sono la coordinatrice di GiULiA Emilia-Romagna, rete delle Giornaliste Unite Libere Autonome.

Latest posts by Mara Cinquepalmi (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.