Quanto fatturano i grandi gruppi editoriali internazionali?

È notizia di ieri – come hanno riportato tutti i giornali italiani – la transazione dal gruppo Pearson a Exor del 27,8% delle quote dell’Economist Group per 405 milioni di euro (qui comunicato ufficiale). Il resto della propria quota (il 50%) Pearson lo ha ceduto ad azionisti già presenti (come Exor) nell’attuale board dell’Economist. Un paio di settimane fa invece le prime pagine dei giornali se l’era guadagnata la cessione, sempre da parte del gruppo Pearson, del Financial Times ai giapponesi di Nikkei per 844 milioni di euro.

Bene, ma quando parliamo (o leggiamo) di queste operazioni che coinvolgono grandi gruppi editoriali internazionali ci siamo fatti un’idea più o meno precisa della loro reale dimensione? Ad esempio: quanto fatturano? Oppure se sono maggiori i ricavi di Murdoch rispetto a quelli di Springer o di Pearson? O ancora i nostri maggiori gruppi editoriali come Espresso e Rcs quanto sono grandi in confronto ai gruppi editoriali appena citati o rispetto a Guardian e New York Times?

Ecco noi abbiamo fatto questa semplice chart e delle brevi schede, giusto per dare un’idea. Visto il caldo agostano ci fermiamo qui ma in futuro abbiamo intenzione di pubblicare qualche approfondimento su questo argomento e in particolare di proporvi dei confronti tra editori italiani e internazionali (e se su questo avete dei suggerimenti o dei temi che vorreste approfondire potete usare la sezione commenti o i nostri profili social per proporceli). Ecco dunque grafico e schede:

Quanto_fatturano_i_grandi_gruppi_editoriali_internazionali__Ricavi_in_mln_euro_chartbuilder

[I dati della tabella sono scaricabili a questo link (Google Drive)]

News Corp: è il gruppo Murdoch come viene comunemente chiamato, proprietario di quotidiani come il Times (di Londra), the Sun, New York Post e il Wall Street Journal. Nell’ultimo bilancio annuale (anno fiscale chiuso nel giugno 2014 a giorni dovrebbe uscire il bilancio 2015) le revenue sono pari a 8.574 milioni di dollari (erano 8.891 l’anno precedente) di cui 6.153 milioni relativi al solo settore News and information service (ovvero il 71% dei ricavi totali, nel 2013 era il 76%). Le spese operative sono pari a 5.139 milioni e l’Ebitda è di 770 milioni. Il gruppo nel 2014 ha realizzato un risultato netto di 294 milioni di dollari.

Axel Springer: il gruppo tedesco (che pubblica tra gli altri Die Welt e Bild) ha realizzato revenue per 3.037 milioni di euro nel 2014 (bilancio chiuso a dicembre) in aumento rispetto sia al 2013 (2.801 milioni) che al 2012 (2.737 milioni). L’Ebitda nell’ultimo bilancio annuale è di 507 milioni anche questo valore in aumento dell’11,6% rispettto all’anno precedente. Il risultato netto nel 2014 è stato positivo di 251 milioni di euro.

Pearson Plc: il gruppo editoriale britannico che ha, come detto, recentemente ceduto il Financial Times e la propria quota dell’Economist, ha fatturato 4.874 milioni di sterline nel 2014 (di cui 2,97 milioni realizzati in America del Nord) il 2% in più rispetto al 2013 l’indebitamento netto è di 1.639 milioni. Il margine operativo (Adjusted operating profit) è stato di 720 milioni sterline in aumento di 10 milioni rispetto all’anno precedente.

The New York Times Company: l’editore del NYT nel bilancio chiuso il 28 dicembre 2014 ha realizzato revenue per 1.558 milioni di dollari con costi operativi pari a 1.484 milioni. Guardando ai bilanci precedenti notiamo valori costanti nei fatturati: 1.577 milioni nel 2013, 1.595 nel 2013 e ancora un po’ più indietro nel tempo 1.556 nel 2011. Una differenza quindi negli ultimi cinque annualità di +1,3% nel segno non certo di grandi passi avanti ma di una sostanziale tenuta dei ricavi in questi anni di grave crisi per l’editoria. I costi invece sono aumentati dal 2011 al 2014 del 4,3%.

The Economist Group: il gruppo editoriale che pubblica l’Economist – che pur non essendo una public company mette online i suoi bilanci – ha realizzato nel 2015 (anno finanziario chiuso a marzo) revenue per 328 milioni di sterline con un lievissimo calo rispetto ai 332 milioni del  2014. Nel 2011 il fatturato era di 347 milioni, mettendo in evidenza un voce ricavi molto costante negli anni così come i profitti operativi che nel 2015 sono stati di 60 milioni di sterline, 59 milioni nel 2014 e 63 milioni nel 2011. i profitti post oneri sono di 46 milioni anche questi estremamente costanti nelle ultime cinque annualità.

Guardian News and Media: l’editore del Guardian (che pubblica anche il periodico Observer) ha totalizzato nel 2015 (anno fiscale chiuso a marzo) un fatturato di 210,8 milioni di sterline e costi operativi per 232,4 milioni. Nel 2014 erano rispettivamente 208,5 milioni e 232 milioni. Il gruppo è in perdita nell’ultimo anno finanziario per 26,6 milioni di sterline, perdita che nel 2014 era stata di 32 milioni.

Per quanto riguarda i due maggiori gruppi italiani editori di quotidiani Rcs MediaGroup e gruppo Espresso-Repubblica rimandiamo alle nostre analisi fatte nei mesi scorsi.

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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