Nuovi Scenari & Complessità Emergenti

Il modello di business degli editori si è basato fondamentalmente sull’intreccio tra vendita di contenuti [+ confronto su FF] ai lettori e vendita di lettori agli investitori pubblicitari. Aspetti legati a doppio filo poiché la vendita [la diffusione] di un maggior numero di copie attira gli investimenti pubblicitari che a loro volta sostengono, alimentano, le possibilità di sviluppare testate che attirino i lettori. Per questo sin ora, i prezzi delle copie cartacee sono stati bassi e, addirittura, su internet prevalentemente gratuiti.

Attualmente però, il modello di business si è reso più articolato, più complesso. Robert Picard, professore di economia dei media ed autore di 24 testi sul tema, sintetizza egregiamente in uno schema l’attuale articolazione e maggior complessità che gli editori si trovano a dover affrontare.

Il variare delle condizioni della proposta effettuata on line ha dunque un impatto anche sulle performance della versione tradizionale, dell’edizione cartacea, del giornale [o pubblicazione periodica]. Condizione di complessità che, se possibile, si rende ancor più di difficile risoluzione con l’introduzione di altri format quali eReaders e mobile.

Il muro da abbattere non sembra perciò riguardare tanto quanto proteggere i contenuti e richiedere all’utenza il pagamento per la versione on line, bensì una ben più profonda e radicale trasformazione delle logiche di offerta che devono saper affrontare una frammentazione delle audience.

La vera motivazione di crisi degli investimenti pubblicitari risiede nell’incertezza della funzionalità degli attuali modelli e mezzi di comunicazione. Molti investitori ne hanno consapevolezza, è tempo che anche gli editori sorpassino l’approccio tattico che hanno avuto negli ultimi anni ed affrontino progressivamente, con una visione strategica d’assieme, il loro modello di offerta.

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