Passaparola

Quotidianamente personaggi celebri e meno famosi, talvolta persino ministri, rilasciano dichiarazioni sull’ iCoso ®, sommandosi a voci ed articoli al riguardo che compaiono in ogni dove.

Se personalmente non faccio mistero di appartenere alla schiera di coloro che sono scettici sulla correlazione che viene proposta tra il lancio del tablet di Apple e una rinascita dell’editoria, ho sempre, altrettanto, dichiarato di apprezzare la capacità di questa impresa di generare buzz sul proprio marchio ed i propri prodotti.

Sono disponibili adesso dei dati a supporto che confermano la grande capacità dell’azienda di Steve Jobs di generare e sfruttare positivamente a proprio vantaggio il passaparola.

Secondo la riclassificazione di dati effettuata da Manuel Ángel-Méndez , collaboratore del Pais e analista della Forrester Research a Londra, dal 2001 in poi Apple ha sistematicamente ridotto gli investimenti pubblicitari passando dal 5% del 2001 al 1.4% del 2009.

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La crescita dell’azienda non è stata generata dunque, proporzionalmente, attraverso investimenti pubblicitari classici.

La posizione di Apple è ancora più interessante, sotto il profilo di osservazione delle dinamiche di comunicazione dell’impresa, se paragonato ai competitors più diretti come illustra il grafico sottostante.

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L’iCoso è magico, per Apple. Passaparola!

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0 thoughts on “Passaparola

  1. Io comunque considererei che alla fin fine non è che Apple abbia rimosso i costi in pubblicità per sostituirli con il solo passaparola.

    Il 4,9% di 5.363 milioni è 263 milioni,
    L’1,4% di 36.537 milioni è 512 milioni.

    In buona sostanza l’investimento pubblicitario in valori assoluti è raddoppiato.

    Resta da capire se gli investimenti per la produzione di buzz (ad esempio gli avvocati che vogliono far rimuovere le indiscrezioni per confermare che sono indiscrezioni su prodotti veri) sono compresi in quella cifra o meno.

  2. Investimenti pubblicitari +92% e crescita fatturato +528%, per l’esattezza; di conseguenza l’inicdenza degli investimenti pubblicitari scende drasticamente. Siccome molto spesso nei piani di marketing il budget di investimento è una quota del fatturato stimato/atteso, è ovvio che non è questa la leva, il criterio, utilizzato da Apple per sviluppare la propria crescita.
    Un abbraccio
    Pier Luca

  3. Concordo, quello su cui ho mosso l’obiezione è che molte aziende pensano di poter tagliare del tutto il budget pubblicitario pensando che la rete faccia poi tutto da solo.

    Rimane comunque valida la domanda per sapere quanto e cosa c’è dentro a quella cifra.

  4. Ok, ora capisco meglio e condivido assolutamente la riflessione.
    Per quanto riguarda la composizione del budget credo che senza una “talpa” alla Apple sia molto difficile scendere in maggior dettaglio purtroppo.
    Buona giornata.
    Pier Luca

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