Passaggi & Paesaggi [6]

“Non tutta l’attività cerebrale è direttamente accessibile alla coscienza. In  effetti, una tra le strutture encefaliche più <<antiche>>, il cervelletto […..] sembra eseguire azioni molto complesse senza che in essa sia direttamente implicata la coscienza. Eppure la natura ha deciso di sviluppare esseri pensanti come noi, anzichè accontentarsi di esseri in grado di comportarsi sotto la direzione di meccanismi di controllo del tutto inconsci.

Se la coscienza non serve a nessun fine selettivo, perchè la natura si è data la pena di sviluppare cervelli coscienti quando cervelli <<autonomi>>, non pensanti, come il cervelletto, avrebbero potuto cavarsela altrettanto bene?”

R.Penrose – La mente nuova dell’imperatore

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0 thoughts on “Passaggi & Paesaggi [6]

  1. Non credo che la natura abbia sviluppato la coscienza ma che la coscienza sia lo sviluppo, utile, di una parte che non era strettamente funzionale. Ciò che rende umano l’uomo (e la donna) sono proprio queste incomprensibili (incomprensibili all’interno di criteri di sola efficienza) sbavature.
    Ad esempio, ci basterebbe la memoria, e allora perché “ricordiamo”? Perché ogni tanto il cervello ci rimanda in forma di “ricordo” un pezzo di quello che abbiamo memorizzato (attività meccanica del cervello). Perché questa “inutile” attività?
    Umano è sinonimo di spreco e ridondanza.
    Se no, non staremmo qui a scrivere blog!

  2. Penrose nel suo scritto – dal quale ho ripreso l’estratto – si riferisce ai computer ed al dibattito sull’intelligenza artificiale ed in quel contesto assume un significato diverso.
    Forse tu ed io abbiamo dato un significato diverso al termine “coscienza”.
    Il ricordo, come la paura, ha la funzione di “avvertire” l’essere umano.
    Coscienza e ricordo sono termini e funzioni umane sempre più rarefatte, sottoutilizzate o rimosse.
    Non è casuale nelle mie intenzioni, infine, il titolo “la mente nuova dell’imperatore”; sono certo tu sappia a cosa e chi mi riferisco.
    Felice di vedere che le proposte di “passaggi e paesaggi” ti stimolino al punto da commentarle.
    Un abbraccio.
    Pier Luca

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