Sorprese solari

Contemporaneamente al festival internazionale del giornalismo, mentre giornalisti e media guru si interrogavano sul futuro della carta stampata [senza coinvolgere rappresentanti di quello che è il principale canale di vendita – l’edicola – ma questa è ancora un’altra storia] “Il Sole 24 Ore” decideva di apporre la dicitura riproduzione riservata alla fine degli articoli pubblicati

Apparentemente la decisione nascerebbe da quello che evidentemente viene giudicato un eccesso di diffusione. Sarebbero infatti troppi gli articoli del quotidiano economico – finanziario ad essere ripresi e diffusi su internet.

Si confermerebbe così la generale propensione dei quotidiani a non favorire la diffusione sociale delle loro notizie e quindi a penalizzare complessivamente il valore e la notorietà della testata/brand.

Sorprende che questo avvenga anche da parte di una testata che parrebbe aver puntato con decisione sul web ormai da tempo. Dobbiamo augurarci che non sia questo il nuovo corso del neo direttore.

Si raggiunge il paradosso in casi quali quello dell’immagine sottoriportata [oddio, l’ho fatto!] ripresa dal quotidiano di carta di ieri, in cui Luca De Biase tesse, con la professionalità che lo contraddistingue, le fila dell’informazione on line relativamente al terremoto, rilevando tra l’altro come i social network abbiano battuto i giornali nella tempistica dell’informazione sul sisma e sotto la sua firma compaia, appunto, la dicitura di riproduzione riservata.

riproduzione-riservata
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L’articolo di Luca De Biase si conclude con: “Se i giornali arrivano dopo, se sbagliano, i blogger lo fanno notare. Meglio abituarsi“.

Esatto!

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