Buona la prima

Che si tratti dell’ultima raccolta di dvd di Alira Kurosawa o del corso per imparare a disegnare in sole 260 puntate e tutte le altre varianti sul tema tutti gli editori indiscriminatamente propongono la prima uscita a prezzi al pubblico che variano da 0,50 a 2,00 €.

Solitamente alla prima uscita l’edicolante riceve un numero straordinario di copie che successivamente, nella mia esperienza, dalla seconda uscita si riduce di circa l’80%.

L’ingenuo o, come nel mio caso, il novizio si chiede perchè mai gli editori sostengano costi di lancio esorbitanti con prezzi al pubblico ridicoli per ottenerne redemption che agli occhi [e per le tasche] dell’edicolante sono ridicole.

Il cavallo di troia e la relativa spiegazione alle effettive motivazioni e relative dinamiche potrebbe chiamarsi coupon d’abbonamento.

Di fatto gli editori sfruttano l’edicola come piattaforma per raccogliere vendite a loro esclusivo beneficio attraverso gli abbonamenti che propongono con scontistiche che vanno ben oltre quegli che sono gli aggi [qs. il termine che viene comunemente usato] concessi al giornalaio.

Questo fenomeno è ormai talmente diffuso e noto che è stato introdotto sulla base dell’ Accordo Nazionale, a parziale compensazione per l’edicolante, l’ ART. 8 – Remunerazione per l’attività di vendita: “Il primo numero delle pubblicazioni di nuova uscita e le enciclopedie esclusivamente alfabetiche e composte di soli fascicoli cartacei destinate ad essere rilegate in volumi, nonché le relative copertine e raccoglitori, sono soggetti ad uno sconto supplementare del 5% sulla base del prezzo defiscalizzato di cessione al pubblico”, che normalmente parrebbe non essere riconosciuto.

Spero di aver fornito una prima risposta al recente contributo di Luigi ; a breve proverò ad esaminare il ruolo ed il significato di questa dinamica per ciascuno degli attori della filiera.

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0 thoughts on “Buona la prima

  1. Molto interessante. In pratica, se ho capito bene, gli editori riconoscono un indennizzo agli edicolanti per utilizzare i loro punti vendita come mezzo per veicolare l’abbonamento che toglierà fatturato agli edicolanti.
    Però mi chiedo se nel caso di Wired si sia andati al di là di una semplice promozione anche perché non stiamo parlando di una pubblicazione a fascicoli ma di una vera rivista. Il caso di wired è unico o riguarda anche altre riviste?
    cordialità
    Luigi

  2. Gli editori DOVREBBERO riconoscere ma spesso non lo fanno. In gen.le all’edicolante risulta mooooolto diffcile controllare il netto di cessione.
    L’iniziativa di Wired è generalizzata da tempo ed estesa a moooooolte altre riviste.
    Il tema è davvero ampio. Approfondiremo siucuramente.
    Ciao.
    PLuca

  3. detto da consumatore, a dir la verità spesso ho preso di questi numeri primi, ma non ho mai proseguito, ho completato solo un paio di enciclopedie quella dei pittori e quella di repubblica, perché ho valutato conveniente il rapporto qualità prezzo.

  4. Ovviamente esiste anche una fetta di pubblico – nota anche come “il popolo della prima copia” – che compra appunto solo la prima copia e poi non riacquista x il prezzo delle altre uscite.
    Saluti.
    Pier Luca

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