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Verginelle
Pubblicato il 9 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Verginelle Pour Cause

Già con la que­stione della pub­bli­cità de «Lin­kie­sta» su Corriere.it il Comi­tato di Reda­zione de «Il Cor­riere della Sera» aveva [di]mostrato una lotta di retro­guar­dia, un ana­cro­ni­smo insensato.

Adesso, credo dav­vero, si sta dav­vero pas­sando ogni limite.

Dap­prima ci si sca­glia con­tro l’acquisto di «You­Re­por­ter» [*] basan­dosi su indi­scre­zioni ripor­tate da un quo­ti­diano con­cor­rente, che dà per certe cifre che nes­suno è auto­riz­zato a dif­fon­dere e dun­que sono, quanto meno, dubbie.

Poi s’indigna con­tro la “com­mi­stione pubblicità-informazione” per l’introduzione del native adver­ti­sing in con­co­mi­tanza con il rin­no­va­mento del sito web del quo­ti­diano in questione.

L’acquisizione della piat­ta­forma di citi­zen jour­na­lism rap­pre­senta un van­tag­gio com­pe­ti­tivo per RCS Media­group poi­chè se fino ad oggi tutti uti­liz­za­vano i suoi video ora sarà il gruppo di Via Sol­fe­rino a deci­dere se e come, e a quale prezzo, distri­buirne i con­te­nuti. Che que­sti con­te­nuti abbiano valore ed atten­di­bi­lità è dimo­strato dal fatto che sin ora siano stati uti­liz­zati dai siti web dei gior­nali e dalle tele­vi­sioni di tutto il mondo: BBC, CNN, Alja­zeera, per citare le più note.

I gior­na­li­sti de «Il Cor­riere della Sera» pos­sono  [e devono?] essere punto di rac­cordo, snodo che qua­li­fica e dà senso all’informazione pro­dotta dalle per­sone e che in nes­sun caso può essere altret­tanto tem­pe­stiva come quella for­nita dai pur bra­vis­simi — per defi­ni­zione —  15 gior­na­li­sti della Rcd. Non c’è anta­go­ni­smo ma complementarietà.

Il native adver­ti­sing di Corriere.it è evi­den­ziato dif­fe­ren­zian­dosi dal colore blu del riqua­dro. Certo potrebbe essere ancor meglio spe­ci­fi­cato che si tratta di con­te­nuti edi­to­riali a paga­mento ma pro­vino a leg­gere qui e par­lino sol­tanto dopo aver detto a voce alta che il «The New York Times» è un gior­nale senza prin­cipi deontologici.

Ed ancora, restando alla sezione motori che viene citata nel comu­ni­cato del CDR, cor­te­se­mente, anche tra i con­te­nuti pret­ta­mente edi­to­riali pro­vino a tro­vare una recen­sione di un auto o di altro mezzo di tra­sporto che sia nega­tiva. Li sfido pub­bli­ca­mente a farlo, in palio una cena offerta dal sot­to­scritto a tutto il CDR.

I tempi son duri e dif­fi­cili per tutti. Non è facendo le ver­gi­nelle pour cause che si avranno miglioramenti.

Verginelle

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto intrat­tiene rap­porti lavo­ra­tivi remu­ne­rati con You­Re­por­ter. Con­su­lenza che non ha nes­suna atti­nenza con la recente acquisizione.

Libro Cimarosti
Pubblicato il 21 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Te la do io la notizia

Il gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, o citi­zen jour­na­lism che dir si voglia, è un’area di gran­dis­sime poten­zia­lità sia in ter­mini di pro­du­zione di con­te­nuti che di moda­lità di rela­zione e coin­vol­gi­mento dei let­tori da parte delle grandi testate. Un’informazione di qua­lità e par­te­ci­pata, open, che con­vinca e coin­volga il let­tore, le per­sone, è ele­mento discri­mi­nante che può fare la dif­fe­renza sia in ter­mini di rap­porto costi/ricavi che a livello di value pro­po­si­tion, la pro­po­sta di valore che offriamo alle persone.

Il foto­vi­deo citi­zen jour­na­lism è un feno­meno di estrema rile­vanza come testi­mo­nia, per quanto riguarda l’Italia, l’enorme suc­cesso di You­Re­por­ter con i video girati dalle per­sone che sono stati tra­smessi da tutte le TV ita­liane e da molte altre emit­tenti in tutto il mondo.

E’ pro­prio di You­Re­por­ter, della sua sto­ria ed evo­lu­zione, che parla il libro di recen­tis­sima pub­bli­ca­zione “Te la do io la noti­zia” di Angelo Cima­ro­sti, co-fondatore, insieme a Luca Baucc­cio e Ste­fano De Nicolo, della più impor­tante piat­ta­forma di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo del nostro Paese.

120 pagine sud­di­vise in 13 capi­toli che attra­verso la sto­ria di You­Re­por­ter, dalla sua nascita nell’aprile del 2008 ai giorni nostri, ana­liz­zano que­sto feno­meno, con 65mila iscritti e 400mila con­tri­buti in que­sti primi cin­que anni, di par­te­ci­pa­zione e infor­ma­zione con l’occhio appas­sio­nato di chi l’ha creato ma anche cri­tico ed attento del gior­na­li­sta pro­fes­sio­ni­sta con­sa­pe­vole dei van­taggi ma anche dei rischi che que­sto comporta.

Una fine­stra tutta ita­liana per capire chi sono i citi­zen jour­na­list e cosa li spinge a rac­con­tare le pro­prie sto­rie. Let­tura obbli­gata per appro­fon­dire quello che con la dif­fu­sione di massa del web è cer­ta­mente uno dei feno­meni di mag­gior impatto nell’evoluzione dell’ecosistema dell’informazione.

Libro Cimarosti

CitizenJournalism
Pubblicato il 24 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

La Rivoluzione del Video Giornalismo Partecipativo

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory si parla di video citi­zen journalism.

Par­tendo dal rap­porto “The Video Revo­lu­tion”, pub­bli­cato pochi giorni fa dal The Cen­ter for Inter­na­tio­nal Media Assi­stance, un’analisi dell’impatto su gior­nali e gior­na­li­sti di quest’area del gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, l’impatto sull’ecosistema dell’informazione, pro e con­tro non­chè aree di atten­zione e rac­co­man­da­zioni finali.

Buona let­tura.

Pubblicato il 15 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Giornalismo & Diffamazione

E’ uscito pochi giorni fa il trai­ler, l’anteprima di “Al Qaeda, Al Qaeda”, docu-film di denun­cia con­tro la disin­for­ma­zione e la per­se­cu­zione a mezzo stampa in Ita­lia. Visti gli avve­ni­menti di que­sti giorni non poteva esservi scelta più azzeccata.

Il docu-film rico­strui­sce e narra sto­rie vere, attra­verso la testi­mo­nianza diretta degli inte­res­sati, mate­riale di archi­vio e scene ori­gi­nali, le sto­rie che giorno dopo giorno i media rac­con­tano agli ita­liani, senza rite­gno per la verità delle cose e  molto spesso senza alcun rispetto per le per­sone che sono coin­volte. Sto­rie di ordi­na­ria fol­lia media­tica note per i casi più cele­bri come “la mac­china del fango” die­tro le quali si nascon­dono, o ven­gono nasco­ste a seconda dei punti di vista, abusi e dif­fa­ma­zione del gior­na­li­smo nostrano.

Il film docu­men­ta­rio è tratto dal libro “Primo, non dif­fa­mare” di Luca Bauc­cio, avvo­cato e cofon­da­tore di You­Re­por­ter, il primo sito ita­liano di video-citzen jor­na­lism, che, tra le altre cose, ha difeso, con suc­cesso, la moglie di Abu Omar nel pro­cesso con­tro i suoi sequestratori.

Bauc­cio, da me con­tat­tato, spiega che il film, attual­mente nelle fase con­clu­siva di mon­tag­gio, avrà la durata di circa 50 minuti e sarà pre­sen­tato uffi­cial­mente il 18 otto­bre pros­simo presso il cinema Apollo in Gal­le­ria De Cri­sto­fo­ris a Milano. Gli attori, sono tutti non pro­fes­sio­ni­sti anche se alcuni di loro, come Bep­pino Englaro o You­seff Nada, sono comun­que per­so­naggi noti; ciò che li acco­muna è il fatto di essere tutti per­sone che sono state dif­fa­mate dai media negli ultimi anni.

Il film sarà distri­buito attra­verso i canali “non uffi­ciali”, non appa­rirà dun­que nelle sale cine­ma­to­gra­fi­che ma sarà dispo­ni­bile in Rete, su iTunes..etc. e il dvd sarà posto in ven­dita al prezzo “popo­lare” di 8/10 euro.

“Al Qaeda, Al Qaeda”, è il grido di al lupo, al lupo, meta­fora di come sia facile essere vit­time di accuse di reati infa­manti da un gior­nale, o da una tele­vi­sione. Non vuole sup­por­tare le tesi com­plot­ti­ste sull’11 set­tem­bre ma riba­dire quali siano i pre­sup­po­sti di una con­vi­venza civile. Un com­pito tutt’altro che facile in un con­te­sto in cui vince chi grida di più, anche dalle pagine e dalle edi­zioni online dei gior­nali, e la dif­fa­ma­zione appare a tutta pagina men­tre le smen­tite, quando vi sono, in un tra­fi­letto nella parte bassa della 52esima pagina.

Vedremo quali spazi saranno con­cessi dai main­stream media a que­sta impor­tante rea­liz­za­zione, sarà anche que­sto uno “ZMOT” [zero moment of truth] anche se da un’altra pro­spet­tiva da quella a cui si rife­ri­sce Google.