vittorio feltri

Pubblicato il 26 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Congetture

La strage in Nor­ve­gia è un caso da manuale di cat­tiva coper­tura gior­na­li­stica di un evento.

Se la rin­corsa a dare l’informazione per primi ha gene­rato distor­sioni più o meno volon­ta­rie, anche i com­menti, le chiavi di let­tura dei tra­gici fatti non hanno man­cato di sor­pren­dere aggiun­gendo ulte­riore disgu­sto ad un evento che era già di per se stesso ripugnante.

Da leg­gere al riguardo l’articolo pub­bli­cato sul Guar­dian che parla pro­prio di «fact-free con­jec­ture» [con­get­ture non fon­date su fatti] rife­ren­dosi al trat­ta­mento infor­ma­tivo com­ples­si­va­mente dato alla noti­zia in questione.

A com­ple­tare il deso­lante pano­rama di con­get­ture e disin­for­ma­zione ci ha pen­sato un ser­vi­zio del TG1 che trac­cia paral­le­li­smi tanto azzar­dati quanto infon­dati tra la strage ed i video­gio­chi chiu­dendo così, ci si augura, la lista delle cose da non fare in que­sti casi.

Nel cen­te­na­rio della sua nascita torna di attua­lità quanto affer­mava Mar­shall McLu­han in The Mecha­ni­cal Bride nel 1951 che spie­gava come “quello di cui c’è biso­gno non è attac­care la lam­pante imbe­cil­lità, ma spie­gare ciò che la sostiene”.

Risulta evi­dente come il gior­na­li­smo delle con­get­ture pour cause abbia fal­lito anche alla luce di quanto scritto dal socio­logo canadese.

Pubblicato il 24 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Chi Tace Acconsente

Esi­ste da tempo una tec­nica di dif­fa­ma­zione col­la­te­rale, una tec­nica di disin­for­ma­zione, un tempo defi­nita tec­nica Peco­relli che attual­mente ha preso il nome di tec­nica Boffo in “onore”, o forse, più cor­ret­ta­mente, a memo­ria, della cam­pa­gna media­tica che Vit­to­rio Fel­tri ha pra­ti­cato nei con­fronti dell ex diret­tore dell’Avvenire.

E’ una moda­lità che viene usata nei con­fronti di avver­sari poli­tici e/o eco­no­mici con cre­scente fre­quenza come è stato fatto, per citare i casi più noti al grande pub­blico, nei con­fronti di Vero­nica Lario, di Gian­franco Fini.

Non stu­pi­sce che ispi­ra­tore di que­sta tec­nica sia colui che nel suo tra­sfe­ri­mento dalla dire­zione da Libero a Il Gior­nale ha por­tato con sé all’interno della reda­zione colui che è pro­vato come sia stato pre­cur­sore di que­ste tecniche.

E’ una fab­brica del fango che fun­ziona a pieno regime le cui moda­lità sono state egre­gia­mente illu­strate dal diret­tore della Nuova Fer­rara sul quo­ti­diano del 22 ago­sto scorso. Nel suo arti­colo Bol­drini esem­pli­fica egre­gia­mente come sia facile creare un falso scoop ed ingan­nare l’opinione pub­blica nar­rando del caso imma­gi­na­rio di Anguilla e Patacca.

Sono testi­mo­nianze con­crete dell’incivile assetto dell’informazione nel nostro paese rispetto alle quali, come recita il detto, chi tace acconsente.

Pubblicato il 4 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

Ipse Dixit

Azienda Edi­cola, bime­strale dello SNAG, nell’ edi­zione attual­mente in distri­bu­zione, in occa­sione delle festi­vità, rac­co­glie le dichia­ra­zioni dei diret­tori dei prin­ci­pali quo­ti­diani gene­ra­li­sti italiani.

Sono parole di cir­co­stanza, auguri di spe­ranze in cuor pro­prio dimen­ti­cate, adat­tate al con­te­sto in maniera evi­den­te­mente stu­diata, quelle che sono ripor­tate sulla pub­bli­ca­zione di quello che, pur­troppo, è un exter­nal maga­zine sin­da­cale di livello com­ples­si­va­mente scarso.

Tra tutti, ancora una volta, si distin­gue Vit­to­rio Fel­tri che, da un lato, abbrac­cia fur­be­sca­mente la filiera edi­to­riale e, dall’altro, dichiara: “[.…] I gior­nali per­dono copie – tranne il mio, e mi auguro non sia un feno­meno tran­si­to­rio – per­chè, si dice, parec­chia gente pre­fe­ri­sce navi­gare in inter­net, senza ren­dersi conto che è una disca­rica in cui rara­mente, tra i rifiuti, si trova una perla. Per­so­nal­mente non metto mano all’immondizia web per­chè non uso, non so usare, il computer. […]”

Qua­lun­que cit­ta­dino dichiari oggi di non saper uti­liz­zare un com­pu­ter rischia di essere tac­ciato di anal­fa­be­ti­smo, se que­sto avviene da parte del diret­tore di un quo­ti­diano nazio­nale il giu­di­zio al riguardo non può che essere ancora più severo.

Se per­mane l’interrogativo su chi risponda dun­que alle let­tere al diret­tore pro­mosse nella home page di “Il Gior­nale”, resta almeno la con­so­la­zione di sapere con cer­tezza che le indi­ca­zioni per i suoi edi­to­riali non pos­sano che per­ve­nir­gli telefonicamente.

“Mi affa­scina sem­pre molto l’abnegazione con cui noi esseri umani siamo capaci di con­sa­crare una grande ener­gia alla ricerca del nulla e alla for­mu­la­zione di pen­sieri inu­tili e assurdi”.

— M. Bar­bery, L’élégance du hérisson

Pubblicato il 1 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Diffusioni InFeltrite

Sem­bre­rebbe, ahimè, che l’effetto Fel­tri esi­sta e funzioni.

Nel primo mese di dire­zione del Gior­nale da parte di Vit­to­rio Fel­tri, il quo­ti­diano della fami­glia Ber­lu­sconi mette a segno un + 3,2%, in netta con­tro­ten­denza rispetto a tutti gli altri quo­ti­diani nazionali.

Cer­ta­mente si tratta di dati rela­tivi alle dif­fu­sioni, con tutti i se ed i ma che ne con­se­guono, ma a parità di con­di­zione il dato è incontrovertibile.

Resta da veri­fi­care se si tratti di uno spo­sta­mento dovuto a let­tori fedeli seguaci di Fel­tri o se sia il trionfo del gior­na­li­smo urlato. Per­so­nal­mente pro­pendo per la prima ipotesi.

Pare, infine, che i let­tori non siano l’unica dote che poten­zial­mente il neo diret­tore è in grado di por­tare. Lo avevo già segna­lato [vedasi alla voce pre­bende sta­tali] oltre tre mesi fa.

Quotidiani inFeltriti

Pubblicato il 31 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Buon Natale

L’impatto gene­rato dal “caso Repub­blica – Ber­lu­sconi” è argo­mento inter­na­zio­nale che ancora una volta pone la nostra nazione al cen­tro di un dibat­tito la cui con­clu­sione pres­so­ché gene­rale è lo stu­pore per la tol­le­ranza degli ita­liani nei con­fronti di un Pre­si­dente del Con­si­glio che alle loro lati­tu­dini sarebbe stato desti­tuito già da tempo o, più digni­to­sa­mente, avrebbe comun­que ras­se­gnato le pro­prie dimissioni.

Domanda [Why have Ita­lians put up with all this?] alla quale era giunta anche Chiara Vol­pato, docente uni­ver­si­ta­ria e ricer­ca­trice su pre­giu­dizi e ste­reo­tipi, dalle pagine del New York Times che, par­tendo dalla sua pro­spet­tiva, ana­lizza l’atteggiamento verso la parte fem­mi­nile dell’universo del Cava­liere e la sua orchestra.

L’attacco di que­sti giorni da parte di Fel­tru­sconi è solo un tas­sello nel dise­gno stra­te­gico che, par­tendo da un uso poli­tico spinto dei media e della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, ha carat­te­riz­zato sin dall’inizio il per­corso, dalla “discesa in campo”, l’operato di Sil­vio Bona­ven­tura. a sal­va­guar­dia dei pro­pri inte­ressi; men­tre Craxi scap­pava ad Ham­ma­met ed agli ita­liani veniva pre­le­vata d’ufficio una per­cen­tuale della pro­pria liqui­dità sui conti cor­renti ban­cari per fron­teg­giare l’esplosione del debito pub­blico che egli aveva ampia­mente con­tri­buito a gene­rare e che è stato sin qui abil­mente man­te­nuto nelle tre legi­sla­ture più buie dal dopo­guerra ad oggi.

L’editoriale del Pre­si­dente Fnsi Roberto Natale, pub­bli­cato in prima pagina dal Mani­fe­sto di sabato 29, rap­pre­senta la più pre­cisa rico­stru­zione di que­sto per­corso: “Il cer­chio che si sta chiu­dendo era stato aperto quin­dici anni fa, al momento della famosa “discesa in campo”: nella video­cas­setta che arrivò in tutte le reda­zioni dei tele­gior­nali c’era già una pro­gram­ma­tica eli­mi­na­zione di ogni pos­si­bile media­zione gior­na­li­stica dal rap­porto diretto con gli elet­tori”. Pro­se­guendo: “Il modello caro al pre­mier era ed è rima­sto quello di una “infor­ma­zione senza domande”: incom­pa­ti­bile con ogni paese decen­te­mente demo­cra­tico, con ogni sistema for­nito di stru­menti ade­guati a rego­lare i con­flitti di inte­resse. E tut­ta­via pra­ti­cato con suc­cesso in Ita­lia [con suc­cesso anche per­so­nale di coloro che, soprat­tutto nel ser­vi­zio pub­blico, sulle inter­vi­ste senza domande hanno costruito bril­lanti carriere].”

Tas­selli che fanno parte di uno stesso dise­gno di cen­sura, disin­for­ma­zione e sem­pli­fi­ca­zione pour cause teso ad una gestione ad per­so­nam della nazione, che avevo già evi­den­ziato tempo fa ripren­dendo le parole di Michele Serra che nella sua rubrica quo­ti­diana [“L’Amaca”] scri­veva:“…….que­sto schifo non trova una defi­ni­zione tec­nica con­vin­cente nella parola “regime”. Si chiama con­for­mi­smo, o ser­vi­li­smo, o pigri­zia intel­let­tuale, o doci­lità pro­fes­sio­nale, o zelo azien­da­li­sta, ed è molto peg­gio, per­ché affonda le sue radici non in regole liber­ti­cide o in cen­sure con­cla­mate, ma nella pro­gres­siva assue­fa­zione di un paese intero……all’ inci­vile assetto dell’ infor­ma­zione in Ita­lia“.

Ora, come ricorda, ad inte­gra­zione, El Pais: “Ber­lu­sconi saca la artil­le­ría pesada. Tras tra­spa­sar a Kaká, Ber­lu­sconi no reforzó el Milan, pero invir­tió 15 mil­lo­nes de euros en un nuevo direc­tor para Il Gior­nale: Vit­to­rio Fel­tri, vete­rano perio­di­sta con fama de kil­ler de la infor­ma­ción” [tra­duz.],facente fun­zione di ven­ti­la­tore e citato recen­te­mente anche in que­sti spazi

I let­tori hanno già deciso quale sia il loro livello di fidu­cia nell’informazione e del resty­ling delle influenze scien­te­mente effet­tuato in que­sti anni. Non si può, dun­que, che con­di­vi­dere le con­clu­sioni del pre­si­dente Fnsi: “Que­sto cer­chio va spez­zato, prima che sia troppo tardi. E di tempo non ce n’è più molto”.

Mi pia­ce­rebbe poter festeg­giare il [e, per­chè no, con] Natale brin­dando al ripri­stino dell’ Art.21 della Costi­tu­zione, solo allora, sve­gliati dal tor­pore, potremo ripren­dere a par­lare con coscienza del futuro del gior­na­li­smo e dei gior­nali nel nostro paese.

 Berlusconi

PS: Come ho avuto modo di dire: I just chan­ged my pro­file pic­ture on Frien­d­Feed, Twit­ter and Face­book to remind to all my con­tacts that Italy is under attack and press free­dom is seriou­sly trea­te­ned by our PM Mr B. If you agree with me please chance your pic­ture as well. All sizes here: http://www.vincos.it/2009/08/30/berlusconi-joker-icone-per-la-liberta-di-stampa/

Pubblicato il 24 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Giornale InFeltrito

Il tour­bil­lon di diret­tori, sedie e pol­trone nel mondo dei gior­nali e dei media più in gene­rale ha rap­pre­sen­tato in un certo senso il gos­sip estivo dell’editoria . Fino al con­si­glio tele­fo­nico pre­fer­ra­go­stiano RAI il wal­zer delle nomine ha tenuto banco sui gior­nali spe­cia­liz­zati e non.

E’ in que­sto pano­rama, com­plice la crisi dell’editoria, che si inqua­dra il ritorno di Vit­to­rio Fel­tri a “Il Giornale”.

Sono già nume­rosi i com­menti all’edi­to­riale del 22 ago­sto di inse­dia­mento di Fel­tri e credo che poco si possa aggiun­gere oltre a quanto scritto ieri da Ales­san­dro Robec­chi e da Giu­seppe D’ Avanzo, sono tec­ni­che di disin­for­ma­zione delle quali Fel­tri è maestro.

Quel che mi appare inte­res­sante sot­to­li­neare attiene l’ambito più stret­ta­mente edi­to­riale, in ter­mini di busi­ness, della nomina a diret­tore del quo­ti­diano fon­dato da Mon­ta­nelli, ed in par­ti­co­lare alle prime dichia­ra­zioni rese in que­sti giorni che la dicono lunga sulla vision e sul futuro di una parte del gior­na­li­smo nel nostro paese.

Nel discorso di inse­dia­mento, secondo quanto ripor­tato, Fel­tri avrebbe dichia­rato: “Ven­dere, ven­dere, ven­dere .…Non sarà impor­tante, soprat­tutto all’inizio, fare per forza un bel gior­nale; meglio riu­scire a ven­derlo [….] Pazienza se il gior­nale viene brutto. A fare gior­nali belli son bravi tutti”. Dimo­strando, tra l’altro, pro­fes­sio­na­lità e coe­renza rispetto a quanto affer­mato solo tre giorni prima a Cor­tina dove aveva, appunto, dichia­rato: “Non pos­siamo sot­to­va­lu­tare il mer­cato. E’ il pub­blico che decide della vita e della morte dei gior­nali e di qual­siasi altra espres­sione commerciale”

Viste le pro­spet­tive rela­tive alla poli­tica edi­to­riale del neo diret­tore, mi sento di sug­ge­rire di pas­sare diret­ta­mente all’utilizzo del testo segna­po­sto, qui di seguito ripor­tato, per la rea­liz­za­zione del quo­ti­diano; i van­taggi in ter­mini di cost saving e di qua­lità del pro­dotto sareb­bero cer­ta­mente notevoli.

Come è stato detto, Facci resta un con­giun­tivo stram­pa­lato di fan­toz­ziana memo­ria e nulla più, aggiun­ge­rei che un quo­ti­diano infel­trito non è buono nean­che per il pesce.

Giornale InFeltrito-lorem ipsum

Mañana sol y buen tiempo!

Pubblicato il 5 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

Tecniche di disinformazione

Il 01 giu­gno, “Libero” — nono­stante nor­mal­mente non pub­bli­chi di lunedì — è uscito con una edi­zione straor­di­na­ria dedi­cata alla pre­sunta love story che il mede­simo quo­ti­diano aveva pro­po­sto sulle sue pagine il giorno prima gra­zie alle dichia­ra­zioni della Santanchè. 

Duplice l’obiettivo del quo­ti­diano in que­stione, da un lato con­ti­nuare ad assol­vere al ruolo di gior­nale di corte al ser­vi­zio dell’imperatore e dall’altro “caval­care la tigre” dello scan­dalo per incre­men­tare le vendite. 

Che il quo­ti­diano fondi la sua esi­stenza sulle pre­bende sta­tali e la siste­ma­tica disin­for­ma­zione è noto e non perde occa­sione per con­fer­marlo. Il caso dell’edizione di lunedì è però dav­vero esem­plare, infatti in una delle pagine dedi­cate alla [ex paziente] moglie del nostro Pre­si­dente del Con­si­glio, con l’aplombe che con­trad­di­stin­gue sem­pre la linea edi­to­riale del gior­nale, si con­cen­tra sulla appa­rente recen­sione del “Manuale delle gio­vani mignotte”. 

Non è casual­mente che in testa all’articolo in buona evi­denza capeggi la scritta [vd. imma­gine sot­to­stante] “il com­pa­gno di Vero­nica”. Si tratta della più bieca ed evi­dente tec­nica di disin­for­ma­zione, è chiaro, a soste­gno della tesi di dif­fa­ma­zione che viene in que­sti giorni soste­nuta pour cause.

 Tecniche di disinformazione

Vit­to­rio Fel­tri, per chi non lo sapesse, con­ferma il suo talento ed ora è anche attore affianco a Boldi – acco­mu­nato evi­den­te­mente, tra l’altro, dalla mede­sima finezza e signo­ri­lità, — nella sit com che guarda caso andrà in onda su Canale 5 nel 2010. Inter­vi­stato al riguardo, secondo quanto riporta il numero di “Sor­risi e Can­zoni” in edi­cola que­sta set­ti­mana, dichiara: “Di stu­pi­dag­gini ne ho fatte tante, que­sta è la minore.….……”. Infatti!