Posted on 30 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Vie de merde

Raccontare la propria vita di merda è un successo.

La versione 2.0 del nostrano Fantozzi a soli 15 mesi dal lancio può contare su circa 400mila visite e 220mila utenti unici al giorno.

Vie de Merde [Ma vie c’est de la merde, et je vous emmerde] ha attirato addirittura l’attenzione del Wall Street Journal grazie ai numeri davvero strepitosi realizzati.

Gli argomenti sono quelli della vita quotidiana, si va dall’amore al lavoro passando per salute e sesso. Dopo poco più di un anno è già stato pubblicato un libro, aperta un area ad hoc per la commercializzazione di gadget quali magliette, stickers ed altro. Interessante anche l’area dedicata alle illustrazioni inviate dai lettori sempre dedicate al tema.

Dall’inizio di quest’anno è stata creata la versione inglese F My life [My life sucks, but I don’t give a F***], già un successo, e sono in cantiere le versioni in spagnolo e russo. Su Facebook ci sono migliaia di fans di FML ed un altro libro è alle stampe.

Technorati riporta oltre 4000 blog reactions ed Alexa [vd. immagine sottostante] conferma, se necessario, l’importanza dei numeri realizzati.

I contributi dei lettori non possono superare i 300 caratteri e viene attuata una forte selezione tra quelli ricevuti e quelli effettivamente pubblicati che nella versione francese sono 10 ogni 1000 mentre in quella statunitense scendono addirittura a 30 ogni 10mila. Non si parla della crisi o di altri problemi strutturali della società contemporanea ma si narrano i “piccoli – grandi problemi” individuali della quotidianità. Questa, a titolo esemplificativo, una delle tante frasi pubblicate giornalmente : “Aujourd’hui j’ai mis des commentaires sur mon propre blog avec des pseudos différents pour faire croire aux gens que j’ai des amis … VDM

Sociologi ed antropologi hanno un immenso laboratorio a disposizione per analizzare e dissertare sulla condizione dell’individuo nella società contemporanea.

Confronto videmerde.fr vs. beppegrillo.it

Confronto videmerde.fr vs. beppegrillo.it

Ci sono due aspetti che credo valga la pena di sottolineare.

Da un lato la conferma del passaggio generale da valori collettivi a valori ed aspirazioni più strettamente individuali, dall’altro la schiettezza del linguaggio che seppur mediato sfora e trascende dai canoni della comunicazione ufficiale dei media tradizionali.

Osservando ed analizzando con maggiore attenzione questi due aspetti, che ovviamente non possono essere sviscerati in quest’ambito che funge fondamentalmente da segnalazione del fenomeno, ritengo possano esserci opportunità concrete anche per l’editoria off line; pensiamoci.