Posted on 26 dicembre 2012 by

L’Irresistibile Tentazione dei Luoghi Comuni

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Ogni­qual­volta che si veri­fi­cano atti di vio­lenza straor­di­na­ria, che sia la strage ad Utoya in Nor­ve­gia o il mas­sa­cro di bam­bini nel Con­net­ti­cut per citare solo due dei casi più recenti, qual­che idiota, soprat­tutto se l’assassino è di gio­vane età, attri­bui­sce la colpa di quanto avve­nuto ai videogames.

Anche que­sta volta nel caso della strage di New­ton, dopo una set­ti­mana di silen­zio, la Natio­nal Rifle Asso­cia­tion nella con­fe­renza stampa con­vo­cata per cer­care di argi­nare il mon­tare di pro­te­ste negli Stati Uniti con­tro l’attuale legi­sla­zione sulle armi ha detto che le cause del mas­sa­cro nell’asilo sono da impu­tare ai video­gio­chi. Tesi ripresa dal «Natio­nal Post» come segnala Giu­seppe Gra­nieri in un suo arti­colo ricco di appro­fon­di­menti sul tema.

Anche il «The New York Times» inter­viene sulla que­stione soste­nendo che alcuni video­gio­chi sono usati dalle società pro­dut­trici per pro­muo­vere le armi presso i poten­ziali clienti, par­lando di pro­duct pla­ce­ment e di mar­ke­ting delle armi attra­verso i video­ga­mes con­fon­den­dosi cla­mo­ro­sa­mente rispetto a quelli che invece sono sem­plici accordi di licen­sing che avven­gono, ad esem­pio, anche nei gio­chi di corse d’auto o nelle simu­la­zioni dei tor­nei di calcio.

E’ l’irresistibile ten­ta­zione dei luo­ghi comuni unita ad una totale assenza di cul­tura videoludica.

Cultura Videoludica

Uno stu­dio del 2010 evi­den­zia con chia­rezza che non vi è cor­re­la­zione alcuna tra com­por­ta­menti vio­lenti e  video­ga­mes. Un arti­colo di «For­bes», pub­bli­cato ad aprile di quest’anno,  mostra come a fronte di un costante aumento delle ven­dite di video­gio­chi, anche, negli Stati Uniti cor­ri­sponda una dimi­nu­zione dei cri­mini violenti.

Il «The Washing­ton Post» riprende uno stu­dio com­pa­ra­tivo in dieci nazioni nel mondo che con­ferma ulte­rior­mente come non vi sia evi­denza alcuna di una rela­zione effet­tiva tra dif­fu­sione dei video­ga­mes e vio­lenza, anzi. Dai dati pub­bli­cati il 17 dicem­bre scorso emerge chia­ra­mente come le nazioni con una mag­giore spesa pro­ca­pite in video­gio­chi siano quelli con un tasso di omi­cidi con armi da fuoco tra i più bassi.

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Come scri­vevo tempo fa su Twit­ter, se i video­ga­mes isti­gano alla vio­lenza allora la tv istiga alla men­zo­gna ed alla mer­ci­fi­ca­zione ses­suale, nel nostro Paese ahimè più che in altri. Spe­riamo di aver messo un punto fermo sulla questione.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/111408792599670785 align=‘center’ lang=‘it’]

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