video citizen journalism

Libro Cimarosti
Pubblicato il 21 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Te la do io la notizia

Il gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo, o citi­zen jour­na­lism che dir si voglia, è un’area di gran­dis­sime poten­zia­lità sia in ter­mini di pro­du­zione di con­te­nuti che di moda­lità di rela­zione e coin­vol­gi­mento dei let­tori da parte delle grandi testate. Un’informazione di qua­lità e par­te­ci­pata, open, che con­vinca e coin­volga il let­tore, le per­sone, è ele­mento discri­mi­nante che può fare la dif­fe­renza sia in ter­mini di rap­porto costi/ricavi che a livello di value pro­po­si­tion, la pro­po­sta di valore che offriamo alle persone.

Il foto­vi­deo citi­zen jour­na­lism è un feno­meno di estrema rile­vanza come testi­mo­nia, per quanto riguarda l’Italia, l’enorme suc­cesso di You­Re­por­ter con i video girati dalle per­sone che sono stati tra­smessi da tutte le TV ita­liane e da molte altre emit­tenti in tutto il mondo.

E’ pro­prio di You­Re­por­ter, della sua sto­ria ed evo­lu­zione, che parla il libro di recen­tis­sima pub­bli­ca­zione “Te la do io la noti­zia” di Angelo Cima­ro­sti, co-fondatore, insieme a Luca Baucc­cio e Ste­fano De Nicolo, della più impor­tante piat­ta­forma di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo del nostro Paese.

120 pagine sud­di­vise in 13 capi­toli che attra­verso la sto­ria di You­Re­por­ter, dalla sua nascita nell’aprile del 2008 ai giorni nostri, ana­liz­zano que­sto feno­meno, con 65mila iscritti e 400mila con­tri­buti in que­sti primi cin­que anni, di par­te­ci­pa­zione e infor­ma­zione con l’occhio appas­sio­nato di chi l’ha creato ma anche cri­tico ed attento del gior­na­li­sta pro­fes­sio­ni­sta con­sa­pe­vole dei van­taggi ma anche dei rischi che que­sto comporta.

Una fine­stra tutta ita­liana per capire chi sono i citi­zen jour­na­list e cosa li spinge a rac­con­tare le pro­prie sto­rie. Let­tura obbli­gata per appro­fon­dire quello che con la dif­fu­sione di massa del web è cer­ta­mente uno dei feno­meni di mag­gior impatto nell’evoluzione dell’ecosistema dell’informazione.

Libro Cimarosti

Doonesbury Non Pagato
Pubblicato il 1 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Valore delle Opinioni

Le dichia­ra­zioni di Lucia Annun­ziata nell’inter­vi­sta rila­sciata a «Prima Comu­ni­ca­zione» di que­sto mese:

I blog­ger sono una parte essen­ziale del nuovo pro­getto.[…] I blog non sono un pro­dotto gior­na­li­stico, sono com­menti, opi­nioni su fatti in genere noti; ed è uno dei motivi per cui i blog­ger non ven­gono pagati

hanno fatto il giro d’Italia sol­le­vando un vespaio sia tra i gior­na­li­sti, già sul piede di guerra per la tanto attesa nor­ma­tiva sull’equo com­penso, che ovvia­mente tra “i blog­ger”. Gli amici di LSDI/Dig.it hanno rac­colto buona parte degli inter­venti più signi­fi­ca­tivi sul tema.

Al tempo stesso il «The New York Times» nell’ obi­tuary, nell’arti­colo di com­me­mo­ra­zione per la morte di Arthur Ochs Sulz­ber­ger, a lungo [1963–1992] edi­tore del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense che sotto la sua guida, tra l’altro, ha otte­nuto 31 dei 108 Premi Puli­tzer, la più pre­sti­giosa ono­ri­fi­cenza nazio­nale per il gior­na­li­smo, si chiude con una cita­zione di Sulzberger:

I think that paper and ink are here to stay for the kind of new­spa­pers we print. There’s no shor­tage of news in this world. If you want news, you can go to cyber­space and grab out all this junk. […] You’re not buy­ing news when you buy The New York Times. You’re buy­ing judg­ment. [Non state com­prando noti­zie quando acqui­state il NYTi­mes. State com­prando giu­dizi, opinioni]

Credo che que­sto sia ancora più vero nella fase attuale dove molto spesso, pur con tutte le limi­ta­zioni del caso, il gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo ed in par­ti­co­lare il video/foto citi­zen jour­na­lism, arriva ine­vi­ta­bil­mente prima di gior­nali e gior­na­li­sti sulla noti­zia il più delle volte.

Come ho avuto modo di dire, il biso­gno è di capire non di vedere, l’informazione deve spie­gare non mostrare o ripor­tare. Se que­sto, come credo, è un punto car­dine per la qua­lità dell’informazione, sarà bene ricon­si­de­rare il valore delle opinioni.

Sem­pre in tema, si segnala, ad inte­gra­zione delle segna­la­zioni di LSDI, l’arti­colo: “Il McHuf­fing­ton­Post e i blog­ger non retribuiti”.