vendite quotidiani

Tablet Penetration
Pubblicato il 9 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Copie ed Edicole Digitali

Siamo ormai a mag­gio e di “edi­cola ita­liana”, il pro­getto multi-editore di cui si parla da quasi due anni per la ven­dita di copie digi­tali il cui lan­cio era stato annun­ciato per la pri­ma­vera di quest’anno, non si hanno notizie.

Nel frat­tempo Goo­gle ha lan­ciato la sua edi­cola. Ini­zia­tiva alla quale una buona parte degli edi­tori che danno vita ad “edi­cola ita­liana” hanno ade­rito pron­ta­mente, forse anche per­chè, da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto, si voci­fera che invece Apple abbia inten­zione di chiu­dere, o comun­que rive­dere pesan­te­mente, que­sta sezione all’interno del suo store poi­chè non redditizia.

Se si esclude «Il Sole24Ore» la curva dell’andamento delle ven­dite di copie digi­tali è piatta. Le ven­dite non cre­scono se non in maniera asso­lu­ta­mente mar­gi­nale ed a prezzi da saldo che ben poco aggiun­gono ai ricavi.

Arri­vano ora due dati da eMar­ke­ter a com­ple­tare il qua­dro della situazione.

Il primo mostra come il nostro Paese sia, ancora una volta, fana­lino di coda nel mobile com­merce in Europa.

Smartphone mobile commerce

Il secondo è rela­tivo alla pene­tra­zione attuale dei tablet ed alle pro­ie­zioni di svi­luppo. Anche in que­sto caso l’Italia è al fondo ed il tasso di cre­scita non appare gran cosa.

Copie ed edi­cole digi­tali NON sal­ve­ranno i conti degli edi­tori italiani.

Tablet Penetration

ADS Copie Digitali Febb 2014
Pubblicato il 9 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Le Copie Digitali NON Fermano l’Emorragia dei Quotidiani

Sono stati pub­bli­cati i dati ADS del feb­braio 2014 rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani del nostro Paese.

In base all’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata da «Prima Comu­ni­ca­zione», ad un anno e più dall’inizio delle rile­va­zioni di ADS delle copie digi­tali, emerge come, nono­stante per alcuni quo­ti­diani l’incidenza delle stesse sul totale sia tutt’altro che tra­scu­ra­bile,  il declino dell’acquisto di quo­ti­diani sia ancora ben lon­tano dall’arrestarsi.

Tra i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali sono sol­tanto due quelli che hanno una ten­denza posi­tiva: «Avve­nire» e «Il Sole24Ore». Testate entrambe acco­mu­nate da due fat­tori: spe­cia­liz­za­zione ed ele­vata inci­denza degli abbo­na­menti anche prima del digi­tale. Tutti gli altri quo­ti­diani hanno cali signi­fi­ca­tivi; in molti casi anche a dop­pia cifra come mostra la tavola di sin­tesi del con­fronto con il feb­braio 2013 sotto riportata.

ADS Febb 2014

Dal feb­braio 2013 ad oggi, nel pro­gres­sivo dei 12 mesi, «Il Sole24Ore» ha aumen­tato le pro­prie ven­dite per 75mila copie ed  «Avve­nire» di 3mila. Il dato peg­giore è per «la Repub­blica» con circa 50mila copie in meno, men­tre per­cen­tual­mente è «Libero» ad avere la peg­gior per­for­mance con il –24%.

Nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità sia da parte di «la Repub­blica» che de «Il Cor­riere della Sera», come dimo­strano, anche, le ven­dite di copie mul­ti­ple, dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta” per quanto riguarda le ven­dite di copie digitali.

L’elaborazione rea­liz­zata da Human High­way, società di ricer­che di mer­cato online che col­la­bora, anche, con Data­Me­dia­Hub, mostra il det­ta­glio delle sole copie digi­tali. Sul sito è pos­si­bile agire sui dati sele­zio­nando i fil­tri, muo­vendo i cur­sori, clic­cando col mouse sui gra­fici o sele­zio­nando col mouse intere aree nei grafici.

ADS Copie Digitali Febb 2014

top-ten-quotidiani-700
Pubblicato il 13 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Dare i Numeri

Dell’inattendibilità dei dati ADS, o quan­to­meno della neces­sità di leg­gere con atten­zione tra le pie­ghe dei numeri i dati, ho avuto modo di par­lare all’inizio di quest’anno segna­lando alcune distor­sioni che emer­gono dalla spac­ca­tura per provincia.

I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici ed anche in que­sto caso appa­ren­te­mente vi sono delle sorprese.

Come mostra la tabella sotto ripor­tata, estratta per sin­tesi dai dati com­pleti del mese di marzo dif­fusi alla fine della scorsa set­ti­mana,  i numeri degli abbo­na­menti digi­tali di cin­que delle prime dieci testate per copie digi­tali, ecce­zion fatta per «Il Sole24Ore», sono deci­sa­mente supe­riori a quelli del cartaceo.

               
               
TESTATA TOTALE VENDITA Abbo­na­menti pagati TOTALE PAGATA ven­dite
copie digitali
ven­dite mul­ti­ple
copie digitali
ven­dite abbi­nate
copie digitali
totale ven­dite
car­ta­cea + digitale
  4 9 10 a b c d
  (5+8)   (4+9)       (10 + a + b)
               
CORRIERE DELLA SERA 387.950 6.269 394.219 42.858 1.394 14.240 438.470
FATTO QUOTIDIANO (IL) 54.285 1.391 55.676 11.071 0 0 66.746
REPUBBLICA (LA) 341.118 2.633 343.751 42.532 5.945 0 392.226
SOLE 24 ORE (IL) 150.435 73.474 223.909 11.264 26.481 21.204 261.654
STAMPA (LA) 202.424 27.683 230.107 7.684 0 0 237.791

Tra­la­sciando la gara a chi ce l’ha più lungo, si nota come gli abbo­na­menti digi­tali siano per tre quo­ti­diani su cin­que fino a dieci volte mag­giori rispetto alle sot­to­scri­zioni alla ver­sione cartacea.

In par­ti­co­lare «Il Sole24Ore» rea­lizza una quota signi­fi­ca­tiva di abbo­na­menti carta+digitale. Con la for­mula “busi­ness class” lan­ciata di recente che offre con­di­zioni vatag­giose [solo 5€ in più per edi­zione digi­tale a chi è già abbo­nato alla carta].

Anche una quota non irri­le­vante degli abbo­na­menti a «Il Cor­riere della Sera» è fatta in abbi­nata carta + digi­tale; opzione pre­vi­sta dall’abbonamento “ore7”, non essen­doci però in que­sto caso, con­tra­ria­mente al quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, un van­tag­gio eco­no­mico, il numero di abbo­na­menti sorprende.

Diverso il caso di «Il Fatto Quo­ti­diano» e di «La Stampa» che offrono l’abbonamento alla ver­sione digi­tale ad un prezzo che è circa un terzo del cartaceo.

Men­tre, se cer­ta­mente «La Repub­blica» sta spin­gendo forte sull’edizione digi­tale con una pro­mo­zione che pre­vede un iPad a soli 149€ ed altri van­taggi, ci si domanda comun­que se sia una moti­va­zione suf­fi­ciente a gene­rare una tale impennata.

Insomma sem­bre­rebbe dav­vero che il rego­la­mento ADS abbia dav­vero biso­gno di una revi­sione come con­tem­pla l’Art.11 dello stesso e che, più in gene­rale, l’autocertificazione rischi, a mag­gior ragione in momenti dif­fi­cili come gli attuali, di essere un mec­ca­ni­smo che porti a dare i numeri nel senso popo­lare del ter­mine. Con­ti­nuerò a moni­to­rare la que­stione nel tempo, promesso.

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vendite-carta-digitale-febbraio
Pubblicato il 10 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Copie Digitali

Sono stati dif­fusi ieri i dati ADS di feb­braio per la carta stam­pata. I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e periodici.

Tra­la­sciando per un momento le distor­sioni del sistema anche da que­sto punto di vista, emer­gono alcuni aspetti che vale la pena di con­si­de­rare, di sottolineare.

Secondo i dati pub­bli­cati su «Prima Comu­ni­ca­zione» [quo­ti­diani, set­ti­ma­nali, men­sili] il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria con­so­lida il pri­mato come quo­ti­diano digi­tale, soprat­tutto gra­zie alle ven­dite mul­ti­ple ed a quelle in abbi­nata carta+digitale, come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­stante, ed acce­lera sull’offerta digi­tale con nuovi pac­chetti per i lettori.

vendite-carta-digitale-febbraio

 Appro­fon­dendo si notano due aspetti:

  • I primi 12 quo­ti­diani aumen­tano tutti, sep­pur con le dovute dif­fe­renze, la ven­dita di copie digi­tali rispetto al mese di gen­naio [clic­cando sul gra­fico sotto ripor­tato avrete accesso alla ver­sione inte­rat­tiva con det­ta­glio dei dati — blu: feb­braio, rosso: gennaio]
  • Il con­tri­buto delle copie digi­tali torna a “far sor­ri­dere” i gior­nali che com­ples­si­va­mente aumen­tano gra­zie alle stesse le vendite

 Stra­bi­liante il dato di «L’Unione Sarda» con quasi 7mila copie digitali.

- Clicca per ingrandire ed accedere a versione interattiva -

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Molto diversa la situa­zione per i perio­dici che invece, se si esclu­dono i set­ti­ma­nali abbi­nati ai quo­ti­diani, hanno ven­dite delle copie digi­tali deci­sa­mente con­te­nute, in alcuni casi dav­vero risibili.

Per i set­ti­ma­nali spic­cano le oltre 34mila copie di «Sor­risi e Can­zoni Tv» a cui seguono a distanza con­si­de­re­vole le 5mila circa di «L’Espresso» e le 1215 di  «Topo­lino» ultimo nella top ten delle ven­dite di copie digi­tali a febbraio.

Ancora minori le ven­dite per i men­sili con il primo per ven­dite, «Cucina Moderna», a poco meno di 19mila copie e l’ultimo tra i primi dieci, «Focus» a 2826 copie.

Pare insomma che l’interesse per la ver­sione digi­tale dei perio­dici sia di gran lunga infe­riore a quella per i quo­ti­diani e che il per­corso per il recu­pero delle ven­dite sia deci­sa­mente più acci­den­tato, se pos­si­bile, rispetto ai quotidiani.

Alla pros­sima puntata.

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Pubblicato il 30 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Punto e a Capo

Sabato 28 luglio è stata l’ultima gior­nata di pub­bli­ca­zioni della ver­sione car­ta­cea per il «Nuovo Gior­nale di Ber­gamo» che si è con­ge­dato dalle edi­cole, e dai let­tori, per restare solo online. Edi­zione per la quale è stato pero’ con­fer­mato solo il con­tratto del diret­tore.

Per la testata locale lom­barda il bilan­cio 2011, pub­bli­cato pro­prio in que­sti giorni, si è chiuso con un attivo di 13mila euro, evi­den­te­mente troppo poco per l’editore, Paolo Agnelli [indu­striale del set­tore pen­tole a capo della “Agnelli metalli” e pre­si­dente di Con­fapi Lom­bar­dia] che ne ha deciso la chiu­sura. Secondo quanto ripor­tato dovrebbe soprav­vi­vere il sup­ple­mento men­sile «Ber­gamo Eco­no­mia», che potrebbe diven­tare settimanale.

Stessa sorte per «El Punt Avui», gior­nale della pro­vin­cia di Valen­cia in Spa­gna, che ha dedi­cato tutta la prima pagina di ieri all’annuncio della ces­sa­zione delle pub­bli­ca­zioni dal 3 di ago­sto ven­turo. Data dalla quale. anche in que­sto caso, esi­sterà sol­tanto la ver­sione online.

Nono­stante la fusione di circa un anno fa tra «El Punt» e l’«Avui», altro quo­ti­diano regio­nale di pro­prietà dello stesso edi­tore: Cor­po­ra­ció Cata­lana per Her­mes, la cui somma avrebbe dato una dif­fu­sione di 260mila copie, non vi sono stati i risul­tati attesi e si è scesi rapi­da­mente a 202 mila copie in pochi mesi dall’aggregazione dei due giornali.

Numeri che, dopo l’annuncio di poco più di un mese fa di ridu­zione degli orga­nici, ne hanno decre­tato la fine nono­stante la forte spe­cia­liz­za­zione locale a comin­ciare dal fatto di essere scritto in cata­lano — valen­ciano. Con­ti­nua la pub­bli­ca­zione delle altre testate del gruppo edi­to­riale spagnolo.

Segnali evi­denti di come anche le testate che si con­cen­trano su una spe­ci­fica realtà locale, sia essa pro­vin­ciale o regio­nale, abbiano forti pro­blemi di soste­ni­bi­lità in tutta Europa. Ten­denza con­fer­mata ulte­rior­mente dalla nega­ti­vità dei risul­tati del primo seme­stre per Cal­ta­gi­rone Edi­tore [«Il Mat­tino», «Il Mes­sag­gero» ed «Il Gaz­zet­tino»] con il mar­gine ope­ra­tivo lordo che è stato nega­tivo per 7,4 milioni — posi­tivo per 6,8 nel 2011 — e il risul­tato ope­ra­tivo in nega­tivo per 12,9 milioni  — posi­tivo per 763mila euro l’anno scorso nello stesso periodo -.

Punto e a capo.

Pubblicato il 26 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Rapporto 2012 sull’ Industria dei Quotidiani in Italia

La set­ti­mana scorsa, nell’ambito della con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’industria dell’editoria e della stampa quo­ti­diana, pro­mossa da WAN-IFRA, l’associazione mon­diale degli edi­tori e della stampa quo­ti­diana, da FIEG e da ASIG [Asso­cia­zione Stam­pa­tori Ita­liana Gior­nali], è stato pre­sen­tato il Rap­porto 2012 sull’industria dei quo­ti­diani in Italia.

La ricerca annuale sull’industria della stampa ita­liana ana­lizza lo sta­tus quo dell’informazione quo­ti­diana nel nostro Paese rela­ti­va­mente ai let­tori, al mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, agli indi­ca­tori eco­no­mici e alla situa­zione occu­pa­zio­nale e retri­bu­tiva del set­tore. Il rap­porto si arti­cola nelle diverse sezioni per 130 pagine com­ples­sive, come sem­pre, tutte da leg­gere.

Anche per for­nire un con­tri­buto ulte­riore al dibat­tito sti­mo­lato dome­nica in que­sti spazi rela­ti­va­mente all’audience dei quo­ti­diani online, ho foca­liz­zato la mia atten­zione quest’oggi sulla parte rela­tiva a let­tori, rea­der­ship e inte­resse verso, appunto, le edi­zioni online dei gior­nali nostrani.

Se l’andamento delle ven­dite di quo­ti­diani con­ti­nua a sci­vo­lare sem­pre più verso il basso, con il 2011 in fles­sione del 2,7% e i primi tre mesi di quest’anno intorno al –5% medio [Nota], secondo i dati Audi­press ed Audi­web rac­colti nel rap­porto, non altret­tanto avviene per i let­tori di quo­ti­diani che sono in cre­scita sia per l’edizione car­ta­cea che per quella online.

Secondo i dati sopra­ri­por­tati vi sareb­bero quasi 25 milioni di let­tori di quo­ti­diani su carta nel giorno medio, con una cre­scita di circa 4 milioni di let­tori negli ultimi dieci anni [anche la curva tende alla sta­bi­liz­za­zione dalla 2^ rile­va­zione del 2010 in poi], e 3,3 milioni di let­tori per le edi­zioni online, con un incre­mento di 1 milione di let­tori dall’inizio delle rile­va­zioni [2010] ad oggi.

Si evi­den­zia dun­que come la carta sia il mezzo di frui­zione pri­vi­le­giato con un rap­porto di poco infe­riore di 10 ad 1 rispetto all’online. Soprat­tutto, come viene citato nel rap­porto, la dif­fe­renza tra anda­mento delle ven­dite e let­tura evi­den­zia come “l’informazione appare ormai a molti come una com­mo­dity alla quale non si rico­no­sce un valore signi­fi­ca­tivo”. Pro­blema che qual­cuno assi­mila, fa coin­ci­dere con quello dell’industria pornografica.

Aspetto che, come ricor­davo pochi giorni fa, deve ulte­rior­mente far riflet­tere sulla cura neces­sa­ria nella rela­zione con i let­tori, con le per­sone, da parte dei gior­nali in un momento in cui “la pub­bli­ca­zione è un bot­tone”, e la dif­fe­renza, il valore aggiunto viene creato dai ser­vizi aggiun­tivi for­niti e dall’apertura, nei con­te­nuti e nella rela­zione, con il pub­blico di riferimento.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente le edi­zioni online dei gior­nali, nel rap­porto si evi­den­zia come il 53,5% degli inter­nauti non visiti mai il sito web di un quo­ti­diano. Ele­mento che se, da un lato, rap­pre­senta un bacino poten­ziale d’interesse, dall’altro lato, fa riflet­tere su come il pro­blema dei numeri dell’audience dell’informazione nostrana non siano cer­ta­mente solo ricon­du­ci­bili all’idioma, nono­stante gli utenti inter­net nel giorno medio siano aumen­tati del 22%, men­tre gli utenti dei siti dei quo­ti­diani sono cre­sciuti del 47% tra il 2009 ed il 2011.

Si tratta evi­den­te­mente di dati gene­rali che nelle pie­ghe delle medie sta­ti­sti­che celano anda­menti spesso ben diversi tra loro com’è il caso, per citare un esem­pio, del buon anda­mento dell’edizione online del «Il Sole24Ore» e quello nega­tivo di «L’Unità», che rischiano di ali­men­tare la “reach” ma lasciano inso­luto l’aspetto dei ricavi.

Per quelli, appare sem­pre più chiaro, non basta sod­di­sfare il nar­ci­si­smo dei numeri grossi, occorre diver­si­fi­care, spe­cia­liz­zarsi ed otti­miz­zare i pro­cessi. Ne par­le­remo domani, promesso.

Pubblicato il 25 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Rapporto 2010 sull’Industria dei Quotidiani

In occa­sione della della 23esima edi­zione di WAN-IFRA Ita­lia, con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’industria dell’editoria e della stampa quo­ti­diana dedi­cata alla stampa indu­striale e alle nuove fron­tiere della stampa digi­tale, è stato pre­sen­tato il Rap­porto 2010 sull’industria Ita­liana dei Quotidiani.

Una sin­tesi dei dati del rap­porto è stata rila­sciata ieri e la mag­gior parte dei com­menti si sono con cen­trati sulla sen­si­bile ridu­zione delle ven­dite dei quotidiani.

Sia per evi­tare di con­tri­buire all’info obe­sity dila­gante che per for­nire una pro­spet­tiva distinta, dalla pre­sen­ta­zione mi pare inte­res­sante estra­po­lare i dati for­niti rela­ti­va­mente ai ricavi dei gior­nali nel nostro paese.

Come è pos­si­bile rile­vare dal gra­fico sot­to­stante, l’incidenza dei ricavi deri­vanti dalla ven­dita dei quo­ti­diani passa dal 53% del 2006 al 54,2% del 2009. Que­sto dato evi­den­zia quale sia la distanza dal pano­rama sta­tu­ni­tense che ha un inci­denza dei ricavi da pub­bli­cità media­mente dell’80%. Richiama l’attenzione sulla neces­sità di lavo­rare su ciò che di con­creto, ad oggi, esi­ste e, soprat­tutto, sull’attualità e la rile­vanza del canale di distri­bu­zione com­mer­ciale del pro­dotto: le edicole.

- Anda­mento dei Ricavi Edi­to­riali 2006/09 —

Un altro dato che vale la pena di evi­den­ziare è rela­tivo al prezzo medio di un modulo pub­bli­ci­ta­rio, che si è dimez­zato nell’ultimo decen­nio. Que­sto evi­den­zia la debo­lezza strut­tu­rale della stampa come mezzo di comu­ni­ca­zione in ter­mini di pro­po­sta agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari e, poi­ché com­ples­si­va­mente i ricavi di quest’area sono dimi­nuiti del 16%, evi­den­zia un affol­la­mento sul mezzo che non fa che ren­derlo ulte­rior­mente meno attrat­tivo per la pia­ni­fi­ca­zione di cam­pa­gne pubblicitarie.

Con­ti­nuiamo pure a par­lare dell’iCoso ®.