vendite giornali

Umbrella Newspaper
Pubblicato il 15 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

La Pioggia Porta Buone Notizie

Non poteva esserci noti­zia più azzec­cata in que­sta dome­nica sotto l’acqua.

Il gior­nale ecua­do­re­gno «Extra» nel periodo da gen­naio a mag­gio, quando nel Paese le piogge sono par­ti­co­lar­mente abbon­danti, ha rea­liz­zato un edi­zione pla­sti­fi­cata del gior­nale, con prima e ultima pagina pro­tette da un film di pla­stica appli­cato in fase di stampa, per uti­liz­zare il quo­ti­diano come ombrello in caso di necessità.

Il risul­tato? La dif­fu­sione è aumen­tata del 12% e le ven­dite della pub­bli­cità sul gior­nale addi­rit­tura del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno pre­ce­dente con 21 nuovi inser­zio­ni­sti che hanno ade­rito all’iniziativa speciale.

Come si dice nel video sotto ripor­tato, non sem­pre la piog­gia porta cat­tive noti­zie. Pensateci.

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Pubblicato il 13 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Specializzazione Paga

Sono stati dif­fusi all’inizio di que­sta set­ti­mana i dati ADS con le ven­dite, secondo quanto dichia­rato dagli edi­tori, di cia­scun quotidiano.

Human High­way, da quando ADS ha ini­ziato, al prin­ci­pio di quest’anno, a pub­bli­care anche le copie digi­tali sta facendo un utile ser­vi­zio di rac­colta e visua­liz­za­zione dei dati.

Nella let­tura dei dati pub­bli­cati alcune avver­tenze d’uso pos­sono essere di ausi­lio per la cor­retta inter­pre­ta­zione degli stessi. Come mostra la tabella sot­to­stante, i due quo­ti­diani che ven­dono il mag­gior numero di copie digi­tali, «Il Sole24Ore» e «Il Cor­riere della Sera», hanno una inci­denza non tra­scu­ra­bile delle ven­dite in bundle, in abbi­na­mento carta+digitale, che per il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria pesano il 37.5%% del totale delle copie digi­tali, e per la testata di [ex?] Via Sol­fe­rino rap­pre­sen­tano il 18.3%.

- Fonte: ADS Ottobre 2013 / Clicca per Ingrandire /

- Fonte: ADS Otto­bre 2013 / Clicca per Ingrandire -

Non sono tra­scu­ra­bili nem­meno le ven­dite di copie mul­ti­ple digi­tali che per i due quo­ti­diani eco­no­mico– finan­ziari e per i due “big players”[Corsera & Repub­blica] hanno un-incidenza signi­fi­ca­tiva rispetto al totale.

Osser­vando il trend di ven­dite delle copie digi­tali dal gen­naio 2013 ad oggi si nota come siano «Il Sole24Ore», primo in asso­luto con 103mila copie [pari al 40% del totale delle ven­dite] e «Ita­lia Oggi», i cui valori di abbo­na­menti digi­tali sono ormai quasi pari a quelli per la ver­sione car­ta­cea, i due quo­ti­diani che mostrano la mag­gior dina­mi­cità ed  ed il mag­gior tasso di cre­scita men­tre per tutte le altre testate dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta”

Resta un caso da osser­vare con atten­zione «L’Unione Sarda» che pur avendo la sola edi­zione online⁄digitale a metà prezzo vende la stra­grande parte delle copie in bundle, in abbi­nata, con il ritiro della copia car­ta­cea in edicola.

La carta rin­forza il digi­tale [e vice­versa] e la spe­cia­liz­za­zione paga?  Par­rebbe pro­prio di si.

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A mar­gine si segnala che i dati ADS con la spac­ca­tura per pro­vin­cia, che con­sen­tono di veri­fi­care le nume­rose distor­sioni del sistema, sono fermi a dicem­bre 2012 e dopo tale data è  dispo­ni­bile solo il dato del totale Ita­lia. Gatta ci cova?  Appro­fon­di­remo a breve.

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Pubblicato il 14 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicolapp — Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione?

 

Dopo un lungo silen­zio pare che nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe final­mente vedere la luce “Edi­cola Ita­liana”, il chio­sco digi­tale dove com­prare quo­ti­diani e rivi­ste dei prin­ci­pali editori.

In attesa di quel giorno, se la pro­messa verrà man­te­nuta visto il dila­tarsi dei tempi dal primo annun­cio dell’iniziativa ad oggi, le ven­dite di copie digi­tali secondo i dati ADS non bril­lano. Come mostra il gra­fico sot­to­stante, se si esclude «Il Sole24Ore»,  le ven­dite ten­dono ad un  appiat­ti­mento o addi­rit­tura, come è il caso di «Il Cor­riere della Sera», ad un calo. Non ci spe­re­rei più di tanto in ulte­riori svi­luppi a breve.

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E’ in que­sto qua­dro gene­rale che nasce la pro­po­sta di Emma Ciceri, appas­sio­nata di tec­no­lo­gie dell’informazione, studi filo­so­fici e noma­di­smo nel cuore, come lei stessa si defi­ni­sce, che ritiene che la solu­zione sia pun­tare ad un ser­vi­zio di print on demand di quo­ti­diani e perio­dici con quella che lei chiama “Edi­co­lapp” i cui det­ta­gli sono sin­te­tiz­zati nella pre­sen­ta­zione sottostante.

Nella pro­po­sta c’è del buono. Infatti, se non capi­sco male, que­sto ser­vi­zio sarebbe com­ple­men­tare e non alter­na­tivo alle edi­cole tra­di­zio­nali inte­gran­dosi al loro interno e, dopo una neces­sa­ria fase di test, pre­vede anche una quota desti­nata ai gior­na­lai, ma con­sen­ti­rebbe di abbat­tere, di eli­mi­nare, i costi di resa e distri­bu­zione che, in par­ti­co­lare per le testate con ven­dite basse, hanno una grossa inci­denza sui conti degli editori.

Che una parte dello svi­luppo, delle edi­cole del futuro e del futuro delle edi­cole possa pas­sare per il print on demand è una delle tesi che sostengo con mio libro, pub­bli­cato ad aprile di quest’anno, sul tema, come mostra la mappa da me rea­liz­zata sotto riportata.

I limiti sono, altret­tanto, spie­gati nel libro dove viene citata un’iniziativa simile, “Mega­News Maga­zi­nes”, che gli amici di LSDI hanno pub­bli­cato come estratto del libro di recente.

Come dico, vale dun­que anche per “Edi­co­lapp”, il print on demand può essere con­ce­pito come ser­vi­zio inte­gra­tivo. Un’area di poten­ziale inte­resse e svi­luppo dell’ ini­zia­tiva che con­sen­ti­rebbe alle edi­cole di inte­grare la loro attuale offerta e di annul­lare la dif­fi­cile gestione attuale che di fatto com­plica la dif­fu­sione di gior­nali e rivi­ste stra­niere, si pensi, in par­ti­co­lare ma non solo, al bene­fi­cio durante la sta­gione turi­stica, o comun­que di testate con ven­dite che siano ecces­si­va­mente ridotte per sop­por­tare gli oneri della distri­bu­zione. A que­sto si potrebbe asso­ciare un ser­vi­zio di print on demand per arti­coli o sezioni spe­ci­fi­che da ren­dere dispo­ni­bili entro due ore dalla richie­sta sod­di­sfa­cendo desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione dell’ infor­ma­zione e gene­rando reve­nues supplementari.

Dina­mi­che di Frui­zione e Busi­ness Soste­ni­bile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione? Per­so­nal­mente credo di si, voi?

- Copyright Informant -

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Pubblico Batman
Pubblicato il 21 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Chi Ben Inizia è a Metà dell’Opera

Secondo quanto riporta «Lettera43», all’esordio, nella prima gior­nata di uscita, il 18 set­tem­bre, il neo nato quo­ti­diano diretto da Luca Telese, avrebbe ven­duto circa 50mila copie.

Pur facendo le oppor­tune tara­ture, si parla di un mar­gine di errore del 10% e dell’effetto novità, che citavo nella recen­sione il giorno del debutto,  le ven­dite sareb­bero ben distanti, posi­ti­va­mente, dalle 9mila copie attese come punto di pareggio.

Apprez­za­bile anche la rispo­sta di Livia Iaco­lare, edi­tor e online con­tent mana­ger [spero di poter dire, anche sti­mata amica] alle cri­ti­che sulla simi­li­tu­dine con logo e design tra «Pub­blico» e «Libe­ra­tion» che nei com­menti par­rebbe con­fer­mare quanto da me soste­nuto sulla non casua­lità delle somi­glianze non­chè, ma que­sto è evi­den­te­mente un giu­di­zio per­so­nale che va al di là della valu­ta­zione edi­to­riale, la prima pagina di ieri sui, dimen­ti­cati o rimossi, diritti civili delle unioni di fatto, da troppo lun­ga­mente assenti in  que­sto “bel­paese” la cui defi­ni­zione asso­mi­glia, ahimè, sem­pre più al cele­bre for­mag­gio e sem­pre meno a ciò che ne ha dato, a suo tempo, que­sta definizione.

In tempi nei quali nes­suno scom­met­te­rebbe un cen­te­simo sulla carta stam­pata, se è vero che chi ben ini­zia è a metà dell’opera, avanti così.

Riassunto Vendite Giornali Digitali 2011 e Primo trim 2012
Pubblicato il 1 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Vendite Giornali: Carta & Digitale

Juan Varela ha rea­liz­zato un rias­sunto delle ven­dite di alcune delle prin­ci­pali testate a livello inter­na­zio­nale aggior­nata al primo tri­me­stre 2012. Una sin­tesi dello stato di imple­men­ta­zione dei pay­wall e di altri modelli di ven­dita per quanto riguarda le edi­zioni online/digitali.

Spic­cano le testate di infor­ma­zione eco­no­mica — finan­zia­ria, le uni­che ad avere un inci­denza della ver­sione digi­tale supe­riore al 30% del totale.

Per quanto riguarda diret­ta­mente il nostro Paese, RCS, dun­que «La Gaz­zetta dello Sport» ed «Il Cor­riere della Sera», si asse­sta a 71mila copie, con­tro le 704mila della ver­sione car­ta­cea, pari ad un inci­denza di poco supe­riore al 9% sul totale delle copie vendute.

In molti casi pare essere pre­va­lente un modello “misto” con la ven­dita abbi­nata di carta+digitale. Un det­ta­glio non tra­scu­ra­bile nell’interpretazione del signi­fi­cato dei dati.

- Copie x ‘000 -

Pubblicato il 25 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Rapporto 2010 sull’Industria dei Quotidiani

In occa­sione della della 23esima edi­zione di WAN-IFRA Ita­lia, con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’industria dell’editoria e della stampa quo­ti­diana dedi­cata alla stampa indu­striale e alle nuove fron­tiere della stampa digi­tale, è stato pre­sen­tato il Rap­porto 2010 sull’industria Ita­liana dei Quotidiani.

Una sin­tesi dei dati del rap­porto è stata rila­sciata ieri e la mag­gior parte dei com­menti si sono con cen­trati sulla sen­si­bile ridu­zione delle ven­dite dei quotidiani.

Sia per evi­tare di con­tri­buire all’info obe­sity dila­gante che per for­nire una pro­spet­tiva distinta, dalla pre­sen­ta­zione mi pare inte­res­sante estra­po­lare i dati for­niti rela­ti­va­mente ai ricavi dei gior­nali nel nostro paese.

Come è pos­si­bile rile­vare dal gra­fico sot­to­stante, l’incidenza dei ricavi deri­vanti dalla ven­dita dei quo­ti­diani passa dal 53% del 2006 al 54,2% del 2009. Que­sto dato evi­den­zia quale sia la distanza dal pano­rama sta­tu­ni­tense che ha un inci­denza dei ricavi da pub­bli­cità media­mente dell’80%. Richiama l’attenzione sulla neces­sità di lavo­rare su ciò che di con­creto, ad oggi, esi­ste e, soprat­tutto, sull’attualità e la rile­vanza del canale di distri­bu­zione com­mer­ciale del pro­dotto: le edicole.

- Anda­mento dei Ricavi Edi­to­riali 2006/09 —

Un altro dato che vale la pena di evi­den­ziare è rela­tivo al prezzo medio di un modulo pub­bli­ci­ta­rio, che si è dimez­zato nell’ultimo decen­nio. Que­sto evi­den­zia la debo­lezza strut­tu­rale della stampa come mezzo di comu­ni­ca­zione in ter­mini di pro­po­sta agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari e, poi­ché com­ples­si­va­mente i ricavi di quest’area sono dimi­nuiti del 16%, evi­den­zia un affol­la­mento sul mezzo che non fa che ren­derlo ulte­rior­mente meno attrat­tivo per la pia­ni­fi­ca­zione di cam­pa­gne pubblicitarie.

Con­ti­nuiamo pure a par­lare dell’iCoso ®.