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Pubblicato il 12 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

L’Economia dei [Broken] Links

Ser­gio Mai­strello recen­te­mente tesse le lodi di que­sto spa­zio del quale dichiara di apprez­zare con­te­nuti ed idee. Per un mode­sto gior­na­laio di pro­vin­cia rice­vere rico­no­sci­menti da gior­na­li­sti di auto­re­vo­lezza rico­no­sciuta è cer­ta­mente gra­ti­fi­cante, inu­tile negarlo.

Non è que­sto il punto però.

Come dicevo a com­mento dell’articolo, come “sot­to­pro­dotto” delle rifles­sioni di Ser­gio Mai­strello emerge un aspetto che credo valga la pena di ripren­dere ed ampliare.

La mia idea di inse­rire una breve descri­zione deriva, come dicevo, dall’aver rile­vato che la gran­dis­sima mag­gio­ranza dei let­tori non segue [non “clicca”] i link e poi­ché i col­le­ga­menti inse­riti non sono solo segna­la­zione ma anche con­te­stua­liz­za­zione ho rite­nuto oppor­tuno pre­ve­dere una breve sin­tesi che aiuti il let­tore a com­pren­derne il senso.

Sem­bre­rebbe che que­sta dina­mica non sia esclu­siva del “Gior­na­laio” essendo stata osser­vata e rile­vata in maniera suf­fi­cien­te­mente dif­fusa da spin­gere Giu­seppe Gra­nieri a par­lare di blo­go­sfera molle.

Le con­cause di que­sto feno­meno, appa­ren­te­mente tutto ita­liano, sono state sin­te­tiz­zate da Gra­nieri nel suo arti­colo e dalle rifles­sioni che ha gene­rato verso il finire dell’anno scorso. Mi pare che sia oppor­tuno allar­gare la visione valu­tan­done oltre che le [con]cause le implicazioni.

Due i punti focali di atten­zione e [ri]considerazione, in sintesi:

  • Socia­liz­za­zione della noti­zia: Se, come si è soste­nuto anche in que­sti spazi, la costru­zione della noti­zia è sociale in ter­mini di par­te­ci­pa­zione dell’utenza, tanto da par­lare dif­fu­sa­mente di eco­no­mia dei link in rife­ri­mento alla rete, il decre­mento in ter­mini di valore che pre­sup­pone quella che che più che una dis­se­mi­na­zione della stessa sem­bra una disper­sione è ele­mento che richiede ripen­sa­menti sui modelli di busi­ness del futuro dell’informazione.
  • Rea­der­ship e [Dis]Attenzione: Le noti­zie on line, i quo­ti­diani on line e tutti gli attori che pro­du­cono infor­ma­zioni, blo­go­palla inclusa, godono di un livello di atten­zione, in ter­mini di appro­fon­di­mento, che par­rebbe scarso, di basso livello. Anche que­sto non può non essere con­si­de­rato in ter­mine di valore.

Se i mer­cati sono con­ver­sa­zioni, quello dell’editoria on line pare di scarso valore, non tenerne conto, facendo rife­ri­mento solo alle espe­rienze di altre nazioni dalle carat­te­ri­sti­che pro­fon­da­mente distinte, potrebbe essere fatale.

Pubblicato il 30 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

La lezione di Tiger Woods

Par­tendo dalla noti­zia dell’incidente avve­nuto a Tiger Woods e dalla tem­pe­sti­vità con la quale, ancora una volta, è stata data la noti­zia attra­verso Twit­ter è pos­si­bile inter­ro­garsi sul valore delle noti­zie in tempo reale dif­fuse dai diversi social net­work e mes­sag­gi­stica istantanea.

Dalla parte degli entu­sia­sti si schiera Tech­crunch che al riguardo titola “This is why the inter­net [and twit­ter] wins”, sot­to­li­neando la tem­pe­sti­vità del mezzo rispetto alle ver­sioni on line dei main­stream media.

Sco­prire qual­che ora più tardi che le dina­mi­che e le cause dell’inci­dente avve­nuto par­reb­bero ben distinte da quanto ripor­tato ed espanso all’infinito su Twit­ter offre l’occasione per chie­dersi quale sia il reale valore del mezzo in chiave giornalistica.

Sotto que­sto pro­filo ottima la sin­tesi offerta dalla matrice sot­to­stante rea­liz­zata da Broad­stuff.

Sono que­sti cer­ta­mente para­me­tri sui quali riflet­tere e lavo­rare per un gior­na­li­smo che non può essere fatto solo di algo­ritmi e che deve, anche, saper scin­dere tempo reale e qua­lità.