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Illustrazione da mediumitalic.com, di Massimo Gentile
Posted on 29 maggio 2015 by Andrea Nelson Mauro

#Announo tra Belen, Rocco Siffredi e Wikipedia: perché è la vittoria finale

Per la prima volta dopo mesi (forse anni, conto anche Annozero!), ho riguardato #Announo di Giulia Innocenzi su La7 (ecco il video sul sito del programma). Il tema ci stava tutto: chi è il Popolo dell’Internet e come campa. Quando in tv si parla di Internet ti rendi conto perché lo chiamano il “Popolo dell’Internet” e ti viene una certa depressione. Ad ogni modo: la gran parte dei protagonisti invitati sono i social divi di Facebook o Twitter (più o meno famosi: dai ragazzi social star a Belen e Ricco Siffredi) che sono riusciti ad avere centinaia di migliaia di follower condividendo contenuti un po’ vacui (selfie, video da gamers, soft porn, porn). L’unico a rappresentare l’altro pezzo del web era Andrea Zanni (modenese, bibliotecario, presidente di Wikimedia Italia, l’associazione che si prende cura di Wikipedia in Italiano, con la quale abbiamo organizzato un hackathon a #ijf15).

La cosa assurda è che si continua a pensare al web come un’immensa filiera di cazzate, dove non c’è e non accade nulla di serio. E quindi ancora: selfie, video da gamers, soft porn, porn. Diceva Rocco Siffredi che il proprietario di Youporn fattura 2 milioni di euro al giorno. Sarà vero, ma faccio presente che se li rapporto a un anno sono € 730 milioni di euro: tanti sì, ma sicuramente un bosone di higgs rispetto all’enorme quantità di cose e di business che viaggia sul web ed esiste solo grazie al web. Quando accendiamo il browser succede di tutto: compriamo scarpe, biglietti di concerti e B&B per viaggi, lavoriamo (in tanti), studiamo, leggiamo, scriviamo, guardiamo film, video, facciamo startup, giochiamo e blablabla.

Questi marziani che vanno in TV non hanno una ADSL? Non stanno su Internet? Siamo ancora a questo punto? Ora: la scelta del tema era giusta, ma spero che l’atteggiamento non sia: «Bene, abbiamo fatto la puntata su internet, ora facciamola sull’ambiente». Per fortuna ci sono anche Inchieste più approfondite come quella di Report del 24 Maggio scorso.

Il tutto si chiude poi con Belen che chiede ad Andrea Zanni: «Me la cambi la foto su Wikipedia?». A me sembra una domanda da “rivincita dei nerd”, a quindi la vittoria finale. :-)

L’immagine di copertina è tratta dal blog di Massimo Gentile, tra i fondatori di Datamediahub e recentemente scomparso.

Posted on 4 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Passaparola

Google e Keller Fay hanno realizzato uno studio teso ad analizzare l’influenza di internet nel passaparola.

La ricerca ha coinvolto un campione stratificato di 3.000 persone rappresentativo della popolazione analizzando il ruolo di ciascun media come canale di marketing per generare conversazione e dunque passaparola. Pur essendo particolarmente focalizzato sul ruolo della search, com’è naturale che fosse visto il committente, lo studio evidenzia degli elementi che sono di assoluto interesse.

Il 95% del passaparola avviene offline  [84% “face to face” – di persona – e 11% al telefono] e nel 5% dei casi online.

Internet sorpassa qualsiasi altro mezzo di comunicazione come fonte in grado di generare, alimentare e sostenere la conversazione. Di particolare importanza appare il ruolo della Rete nella fase di approfondimento successiva ad una conversazione interpersonale e nel caso di informazioni apprese dalla televisione.

La search influenza il 15% del totale nella ricerca di informazioni prima, durante e dopo le conversazioni, mentre le versioni online dei mainstream media ed i siti web  di notizie pesano rispettivamente attorno al 2%.

Il video sottostante riassume le principali evidenze raccolte i cui dettagli sono liberamente scaricabili.

Posted on 7 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

Digital Influence

Il Digital Influence Index è il rapporto annuale realizzato da Fleishman-Hillard su come internet non solo informi e colleghi gli utenti ma anche sull’influenza che questo media ha nel processo decisionale.

La ricerca misura diversi aspetti chiave dell’utilizzo di internet inclusi i diversi livelli di adozione di consumo digitale e la dieta mediatica dell’utenza.

Le evidenze di maggior rilevanza emergenti dall’ultima edizione dello studio sono in alcuni casi delle conferme, in altri forniscono nuovi spunti di riflessione e confronto.

- clicca per ingrandire -

In particolare emerge un eccesso di informazioni che rende cruciale l’identificazione di fonti fiduciarie di riferimento. Da questo punto di vista la pubblicazione da parte di blogger “sponsorizzati” o pagati viene vissuta in chiave decisamente negativa rivelandosi un boomerang.

Il forte utilizzo delle piattaforme di microblogging e messaggistica istantanea fa si che gli utenti vedano favorevolmente l’utilizzo aziendale delle stesse come fonte di ascolto ed interazione tendendo inevitabilmente a privilegiare quelle che forniscono risposte coerenti ed in tempi accettabili.

Il passaparola di amici e conoscenti si conferma essere fonte di influenza primaria nella presa di decisioni ed è il primo elemento di riferimento in Francia e Germania.

Posted on 17 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

YouTube Timeline

Secondo quanto riportato , dopo cinque anni dalla nascita YouTube “vanta” una media di due miliardi di pagine viste al giorno.

Nonostante il successo ottenuto in questo lustro, l’utente medio spende circa un quarto d’ora sulla piattaforma di video sharing contro le circa cinque ore  passate vedendo la televisione [dati USA].

Il team di lavoro di YouTube promette, ovviamente, che farà di tutto per colmare questo gap.

Interessante la timeline, il grafico interattivo di sintesi, realizzata per l’occasione.

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