tumblr

Largest Social Network in the World
Pubblicato il 1 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi

Busi­ness Insi­der, testata all digi­tal della quale in Ita­lia si parla troppo poco e che invece rap­pre­senta una case study da seguire con atten­zione, ha pub­bli­cato l’estratto di un rap­porto, dispo­ni­bile solo a paga­mento, di cen­si­mento ed ana­lisi di social media e social net­work nel mondo.

All this technology is making us antisocial

Il Gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza i risul­tati della ricerca per quanto riguarda il numero di utenti attivi per cia­scuno dei 24 social presi in considerazione.

Se Face­book si con­ferma il social net­work più popo­loso del pia­neta non man­cano dati d’interesse, in par­ti­co­lare per le aziende che non ope­rano solo nel mer­cato dome­stico, in Ita­lia, essendo attive a livello internazionale.

Tra i primi 10 spic­cano 3 piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica: Wha­tsApp, Line e WeChat. A tale pro­po­sito, pro­prio una decina di giorni fa vedevo come una mia amica inte­ra­giva in un gruppo su Wha­tApp per atti­varsi, e coor­di­narsi con le pro­prie ven­di­trici, per i pro­dotti di una mul­ti­na­zio­nale della cosmesi pro­fes­sio­nale; c’è da riflet­terci con attenzione.

Twit­ter, la piat­ta­forma di micro­blog­ging che di tanta fama ed onore gode, è sola­mente al nono posto, die­tro a due delle tre pre­ci­tate piat­ta­forme di mes­sag­gi­stica  e ad altri social media che godono di noto­rietà ed atten­zione deci­sa­mente infe­riori. Uno per tutti Tumblr.

Four­square è nella parte bassa del cen­si­mento con soli 40 milioni di utenti attivi nel mondo. La con­ferma, se ce ne fosse stato biso­gno, che poin­ti­fi­ca­tion  e bad­gi­fi­ca­tion sono solo una parte del game design, della gami­fi­ca­tion, se si vuole dare un senso e coin­vol­gere gli utenti, le persone.

Busi­ness Insi­der infine segnala come tra i prin­ci­pali social net­work sia Lin­ke­din l’unico a non essere bloc­cato dalle auto­rità cinesi. Altra indi­ca­zione non tra­scu­ra­bile per chi opera a livello inter­na­zio­nale; non solo per il B2B, direi.

Largest Social Network in the World

The Guardian Presidenziali USA #Election2012
Pubblicato il 7 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Presidenziali USA: Vittorie sulla Carta [e dintorni]

Ormai la vit­to­ria di Obama è cosa certa ed anche il «The New York Times», cauto sino all’ultimo, che ha rimosso il suo mete­red pay­wall per l’occasione, asse­gna la vit­to­ria ad Obama.

Il «The Guar­dian», uno dei quo­ti­diani ad aver scelto da tempo l’approccio “digi­tal first”, dimo­stra che digi­tal first doesn’t mean print last e alle 5,20 di sta­mat­tina esce con la prima della ver­sione car­ta­cea con la vit­to­ria di Obama a tutta pagina.

Per quanto riguarda la Rete durante que­ste ele­zioni molte le rap­pre­sen­ta­zioni delle noti­zie che hanno uti­liz­zato bene mul­ti­me­dia­lità e approc­ciato l’informazione in maniera tanto non con­ven­zio­nale quanto efficace.

Di seguito una mia per­so­na­lis­sima sele­zione di quelle che mi sono sem­brate le migliori o comun­que le più inte­res­santi, di cui fare tesoro per riu­ti­liz­zarle, adat­tan­dole ovvia­mente, in futuro. Clic­cando sulle imma­gioni avrete accesso alla fonte ori­gi­nale, spesso interattiva.

- The Words of a Nation — «The New York Times»

Il quo­ti­diano sta­tu­ni­tense ha pro­dotto una sorta di mappa delle parole, degli umori degli ame­ri­cani durante le ele­zioni. E’ pos­si­bile, anche, inse­rire il pro­prio ter­mine preferito

- Ame­rica: Elect! — «The Guardian»

Il gior­nale bri­tan­nico ha pro­dotto una gra­phic novel non sta­tica che rias­sume la corsa alle pre­si­den­ziali dal 2008 ai giorni imme­di­ta­mente pre­ce­denti le elezioni.

- Face­book Sto­ries — Facebook

Il più popo­loso social net­work del pia­neta ha rias­sunto, uti­liz­zando Face­book Sto­ries, in una mappa, ma non solo, le dichia­ra­zioni di voto delle per­sone che hanno usato Face­book Pla­ces durante il voto. Simile l’approccio del grande rivale, di Four­Square, che però ha numeri di gran lunga più ridotti.

- Union Metrics — Rea­zioni su Tumblr

Union Metrics, azienda che moni­tora i trend su Tum­blr, ha rea­liz­zato una visua­liz­za­zione delle rea­zioni alle ele­zioni sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging moni­to­rando anche il numero di post per secondo che sono arri­vati anche a quota 172 men­tre l’osservavo. Cer­ta­mente infe­riori al picco di 300 Tweet per secondo di Twit­ter ma numeri comun­que  dav­vero importanti.

- Twit­ter — Twit­ter Government

Impres­sio­nante il numero di Tweet sulle ele­zioni con un picco di 327.453 tweet alle 11:19.

[tweet https://twitter.com/gov/status/266040234934939649 align=‘center’ lang=‘it’]

Molto inte­res­santi le ana­lisi pro­dotte da Twit­ter in que­sto periodo. Tra tutte il “Twit­ter Poli­ti­cal Index” che ha misu­rato il “sen­ti­ment degli utenti.

Infine le cele­bra­zioni del vin­cente, di Obama che carica, sem­pre su Twit­ter, le parole “Four more years” accom­pa­gnate dalla foto di lui che abbrac­cia la moglie, grande pro­ta­go­ni­sta di que­ste pre­si­den­ziali. Il tweet, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, ha otte­nuto la bel­lezza di 417.00t ret­weet e 1,8 milioni di “likes” sulla sua pagina Face­book; un altro record.

[tweet https://twitter.com/BarackObama/status/266031293945503744 align=‘center’ lang=‘it’]

Auguri Mr. President!

Pubblicato il 5 settembre 2011 by Pier Luca Santoro

Anche per i Quotidiani i Social Media NON Sono Solamente Facebook e Twitter

Il rap­porto tra social media e infor­ma­zione tra­di­zio­nale è ancora estre­mante fra­gile. Basato forse più su con­ve­nienze che ben sin­te­tizza Raf­faella Meni­chini, gior­na­li­sta di “Repub­blica”, nel suo com­mento di ieri in que­sti spazi.

Oltre al con­te­nuto gior­na­li­stico ed alla quota parte di pro­du­zione e rie­la­bo­ra­zione di con­te­nuti da attri­buire a quanto viene gene­rato dalle per­sone attra­verso i social media,  è altret­tanto fra­gile com­ples­si­va­mente l’utilizzo dei diversi mezzi di comu­ni­ca­zione da parte pres­so­chè della tota­lità dei quo­ti­diani online. Se i pro­dotti sono con­ver­sa­zioni, i gior­nali, nella loro ver­sione online, ma anche nel caso di quelli “all digi­tal”, hanno ancora un lungo per­corso da com­piere in tal senso.

Si tratta, come sem­pre avviene, di un per­corso che si arti­cola fon­da­men­tal­mente su due piani: quello del buon uti­lizzo di que­sti mezzi a dispo­si­zione e di cono­scenza dei diversi mezzi e ruolo da attri­buire a cia­scuno di essi. Sco­prire, ed atti­varsi, che i social media non sono sola­mente Face­book e Twit­ter, credo fac­cia parte di que­sto percorso.

Per­so­nal­mente mi è capi­tato spesso di lavo­rare anche con pic­coli bud­get costrin­gen­domi ad inten­ti­fi­care il mezzo e la moda­lità più effi­cace per vei­co­lare il mes­sag­gio al pub­blico di riferimento.

Dal 1° di set­tem­bre è online uno spa­zio che rac­co­glie tutte le orga­niz­za­zioni azien­dali attive nel com­parto dell’informazione che uti­liz­zano, anche,  Tum­blr. Se cer­ta­mente si tratta di work in pro­gress, di avan­za­mento nella rac­colta, nel cen­si­mento delle imprese edi­to­riali con uno spa­zio su Tum­blr, ancora incom­pleto, la mappa inte­rat­tiva rea­liz­zata a cor­redo for­ni­sce a colpo d’occhio ele­menti di riflessione.

- Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva -

Men­tre la stra­grande mag­gio­ranza dei quo­ti­diani, inclusi ovvia­mente quelli ita­liani, si ammassa su Face­book e Twit­ter, ad esclu­sione degli Stati Uniti, resta un grande vuoto da col­mare nell’utilizzo di Tum­blr.

Tum­blr, con­sente i com­menti da parte degli utenti e per­mette con estrema faci­lità la con­di­vi­sione di quanto pub­bli­cato ali­men­tando in maniera espo­nen­ziale la dif­fu­sione del mes­sag­gio, poten­ziando la con­ver­sa­zione che ha modo di ampli­fi­carsi in maniera “virale”.

I dati più recenti ne con­fer­mano la por­tata con una media di 26mila post cari­cati dagli utenti media­mente ogni minuto.  Dati che si tra­du­cono ine­vi­ta­bil­mente in un gran numero di perone che uti­liz­zano o visi­tano il net­work di micro­blog su Tum­blr [91.961.696 nell’ultimo mese] che, di riflesso, gene­rano un numero di pagine viste dav­vero elevato.

Realtà asso­lu­ta­mente pre­sente anche nel nostro paese che si clas­si­fica al 12° posto nel ran­king mon­diale della pene­tra­zione della piat­ta­forma in que­stione con una media di 1.590.137 utenti unici. Atten­zione ed inte­resse cre­cente che viene ulte­rior­mente con­fer­mato dalla ten­denza che mostra Goo­gle Trends, con spe­ci­fico rife­ri­mento al nostro Paese, rela­ti­va­mente a Tum­blr, come illu­stra il gra­fico sottoriportato.

E’ noto, e non richiede dun­que ulte­riore appro­fon­di­mento, il van­tag­gio com­pe­ti­tivo dei “first comers”, come è, altret­tanto, noto il prin­ci­pio di occu­pa­zione degli spazi. Credo dav­vero che, anche, per i quo­ti­diani sia arri­vato il momento di capire che c’è altro oltre a Twit­ter e Facebook.

Pubblicato il 12 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Botta & Risposta

Nel suo inter­vento al par­la­mento, il pre­mier con­ser­va­tore inglese, David Came­ron, illu­strando le deci­sioni prese per inter­rom­pere la serie di rivolte che hanno inve­stito molte città del Regno Unito, ha ven­ti­lato l’ipotesi di sospen­sione dei social net­work, iden­ti­fi­cati come stru­mento di rivolta, in caso di disordini.

Forse anche a causa dello scon­tro in atto tra Governo e forze dell’ordine bri­tan­ni­che, gli risponde Peter Fahy, Capo della Poli­zia di Man­che­ster, che social media e social net­work sono stati di grande aiuto alla polizia.

Botta e risposta.

Pubblicato il 9 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Il Mezzo NON è il Messaggio

Il quo­ti­diano tori­nese La Stampa sta­mane, in uno degli arti­coli dedi­cati agli scon­tri in atto da tre giorni in Inghil­terra, titola: “Lon­dra, la rivolta corre su Twit­ter”, lasciando inten­dere  che il tam tam sui social net­work sia respon­sa­bile dei fatti.

E’ oppor­tuno spe­ci­fi­care che si tratta, ad essere bene­voli, di un’inesattezza, poi­chè in realtà il mezzo pre­va­len­te­mente uti­liz­zato dai gio­vani per coor­di­narsi è stato il Blac­k­Berry Mes­san­ger, ser­vi­zio di mes­sag­ge­ria istan­ta­nea che non è pos­si­bile clas­si­fi­care come social network.

Ciò pre­messo, in que­ste ore i cit­ta­dini bri­tan­nici stanno uti­liz­zando i social media ed i social net­work esat­ta­mente in maniera opposta.

Sotto la deno­mi­na­zione di «Riot Clean Up» è un fio­rire di ini­zia­tive spon­ta­nee delle diverse comu­nità di resi­denti che si orga­niz­zano e coor­di­nano attra­verso distinte moda­lità e mezzi, sfrut­tando la Rete, per rista­bi­lire una situa­zione di normalità.

Si va dalle com­mu­nity che si danno appun­ta­mento per pulire i quar­tieri deva­stati, alle pagine su Face­book desti­nate al mede­simo scopo o, addi­rit­tura, per segna­lare con foto e video atti di van­da­li­smo ed autori; com­pito al quale è dedi­cato anche un micro­blog su Tum­blr così come avviene con Flickr.

Si tratta di una ten­denza pre­sente anche su Twit­ter dove i mes­saggi a favore della puli­zia [#riot­clea­nup] hanno quasi pareg­giato quelli di nar­ra­zione, più o meno rea­li­stica e più o meno par­ti­giana su, come ven­gono chia­mati in inglese, i riots [#londonriots].

Il mezzo non è il messaggio.

Per appro­fon­dire: 1234