Pubblicato il 5 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Giochini Stupidi che Funzionano

Nel mio minimo con­tri­buto pub­bli­cato sul sito dell’International Jour­na­lism Festi­val 2012, pro­pe­deu­tico al con­fronto sul tema di come la gami­fi­ca­tion delle noti­zie possa essere ele­mento di coin­vol­gi­mento del let­tore, che si terrà sabato 28 aprile nel corso del festi­val, del quale sono stato, incau­ta­mente, desi­gnato come mode­ra­tore, poco più di una set­ti­mana fa scri­vevo, testual­mente: “Il gioco sod­di­sfa moti­va­zioni sociali, coin­volge, crea un senso di comu­nità spin­gendo alla con­di­vi­sione dei con­te­nuti e aumenta la per­ma­nenza, il tempo sul sito del quo­ti­diano on line”.

Una tesi che chi mi cono­sce sa che sostengo da diverso tempo e che anche all’interno di que­sta TAZ è stata soste­nuta a più riprese nel tempo a par­tire dalla vicenda, che forse ricor­de­rete, del sal­va­tag­gio dei 33 mina­tori cileni nell’ottobre 2010.

Ieri il «The New York Times» in testa ad un arti­colo che trat­tava su come alcuni video­gio­chi pur banali e sem­plici, stu­pidi, fos­sero estre­ma­mente coin­vol­genti, ha messo pro­prio un gioco di quel tipo, una sorta di rivi­si­ta­zione di Aste­roid, arcade game che chi appar­tiene alla mia gene­ra­zione o è molto coin­volto su tema del gaming sicu­ra­mente cono­sce, che con­sen­tiva di distrug­gere a colpi di navi­cella spa­ziale buona parte della testata giornalistica.

Idea che, come segnala «Nie­man Jour­na­lism Lab», ha otte­nuto un suc­cesso straor­di­na­rio sia presso il let­tori che, di riflesso, gli inser­zio­ni­sti, gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari che già ori­gi­na­ria­mente si erano comun­que mostrati entu­sia­sti della pro­po­sta che hanno visto nell’idea, anche, un nuovo pos­si­bile for­mat per display ads inte­rat­tivi; sot­to­pro­dotto, per così dire, da non sot­to­va­lu­tare assolutamente.

Il coin­vol­gi­mento del let­tore, delle per­sone non è un gioco ma può pas­sare asso­lu­ta­mente per un gioco. Ne abbiamo oggi l’ennesima conferma.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo ne par­lano: Co.Create, Gotha­mist, Fish­bo­wlNY, The Huf­fing­ton Post, The 6th Floor, The Verge, Engad­get, Mediaite, Beta­beat, All­ThingsD e Poyn­ter.