Posted on 13 febbraio 2013 by

Divieti Medievali

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Come accen­navo qual­che giorno fa, sto lavo­rando, anche, alla pro­du­zione di un liber­colo. Il libro, in uscita a fine marzo 2013, nasce con l’obiettivo di far cono­scere la realtà di una delle reti com­mer­ciali al det­ta­glio di mag­gior capil­la­rità nel nostro Paese descri­vendo la vita di chi ci lavora, rac­con­tando la realtà di tutti i giorni della filiera edi­to­riale tra­di­zio­nale per fare il punto della situa­zione su uno degli argo­menti più tra­scu­rati ed aiu­tare il let­tore a com­pren­derne le dinamiche.

Ne verrà riper­corsa la sto­ria dalla nascita delle edi­cole ai giorni nostri, ana­liz­zando se e  come si è evo­luta la filiera edi­to­riale nel nostro Paese, quali sono state le cri­ti­cità risolte e quali invece i pro­blemi non affron­tati ancora irri­solti, per ten­tare di imma­gi­nare le edi­cole del futuro ma anche il futuro delle edi­cole e di riflesso dell’editoria su carta stam­pata negli anni a venire.

All’interno del libro, a cavallo tra l’istant book ed il long­form jour­na­lism, ho pen­sato di rac­co­gliere le testi­mo­nianze degli addetti ai lavori del set­tore che infatti sto con­tat­tando in que­sti giorni. Qui sta il punto.

Gra­zie ad un’amica invio per mail lo schema d’intervista, una decina di domande, alla segre­ta­ria di un’importante diri­gente di un distri­bu­tore nazio­nale, coloro che si inter­fac­ciano e gesti­scono la logi­stica tra edi­tori e distri­bu­tori locali che poi a loro volta con­se­gnano alle sin­gole riven­dite, alle edi­cole, per chi non lo sapesse.

In meno di due ore ricevo la seguente risposta:

Buon­giorno dott. Santoro.

Il dott. XXXX La rin­gra­zia per la pro­po­sta e la con­si­de­ra­zione dimo­strata, ma pur­troppo la policy azien­dale non gli con­sente di rila­sciare interviste.

Cor­diali saluti

L’episodio è la più con­creta testi­mo­nianza di quanto e come que­sto set­tore sia per­vaso da logi­che medie­vali che non a caso vivono ancora sulla tra­di­zione ama­nuense.

Già due anni fa al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo del 2011, in qua­lità di mode­ra­tore del panel “Chi vende le noti­zie. Distri­bu­zione dell’informazione: visioni & modelli per la con­ver­genza edi­to­riale” avevo ten­tato di invi­tare a for­nire un loro con­tri­buto al dibat­tito ed al con­fronto sul tema rap­pre­sen­tati dei distri­bu­tori nazio­nali e locali otte­nendo sola­mente dinie­ghi o addi­rit­tura nes­suna risposta.

Ora la sto­ria si ripete. Come si suol dire, se una volta è un caso due fanno un indi­zio. E’ l’indicazione di una chiu­sura a ric­cio frutto di una men­ta­lità medie­vale testi­mo­niata, anche, dal fatto che nes­suna delle due asso­cia­zioni che riu­ni­scono i distri­bu­tori abbia un sito web. Nè l’Associazione Distri­bu­tori Nazio­nali A.d.n. e nep­pure la prin­ci­pale, l’A.NA.DIS, l’Associazione Nazio­nale Distri­bu­tori Stampa hanno una pre­senza in Rete.

Per con­fronto si veda cosa suc­cede oltralpe da parte della Société Pro­fes­sion­nelle des Papiers de Presse, l’omologo fran­cese delle due asso­cia­zioni pre­ci­tate, che ha un sito web estre­ma­mente ricco di infor­ma­zioni e che mostra quale sia il livello di ser­vi­zio, l’informatizzazione e le logi­che al di là del confine.

E’ anche para­dos­sal­mente il segnale, nel caso spe­ci­fico, di aziende, attive nel mer­cato dell’informazione, con logi­che di con­trollo dell’informazione bolsceviche.

Divieti medie­vali sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali qual­siasi esso sia.

divieti

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